Pozzo: “Stadio finito, ora programmiamo bene il futuro”

Pozzo: “Stadio finito, ora programmiamo bene il futuro”

Pozzo prima della gara col Carpi parla dell’Udinese che verrà: “Per quanto riguarda la squadra, cercheremo di creare maggiori sinergie, ma non è vero che ci dedichiamo solo al marketing. Servirà fare uno sforzo per trovare chi è in grado di fare gol importanti. Mio figlio se ne sta occupando. Adesso festeggiamo, ma poi bisogna cambiare”

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Giampaolo Pozzo è stato intervistato da  Tommaso Cerno, direttore del Messaggero Veneto,  dove ha raccontato la sua avventura a Udine e le aspettative sul futuro. “Abbiamo fatto un po’ di fatica per fare quel pò che siamo riusciti a fare. Lo stadio è finito, adesso si può programmare con maggiore ambizione il futuro. Per quanto riguarda la squadra, cercheremo di creare maggiori sinergie, ma non è vero che ci dedichiamo solo al marketing. Abbiamo avuto la fortuna di fare plusvalenze in passato, cosa che ci ha permesso di consolidarci oggi“.

Per prima cosa ci sarà da sostituire Di Natale e rifare la squadra: “Servirà fare uno sforzo per trovare chi è in grado di fare gol importanti. Mio figlio se ne sta occupando. Adesso  festeggiamo, ma poi bisogna cambiare. Lo stadio non è stato fatto per arrivare ad una sospirata salvezza. Totò? Spero che rimanga a Udine, noi friulani sappiamo essere riconoscenti. Lui ha fatto tanto, sarebbe bello se rimanesse qui, la società e la regione gli vogliono bene”.

L’aspirazione dei tifosi è poter tornare ai fasti di Guidolin, sul modello Leicester: “Noi vorremmo che questa infrastruttura che abbiamo creato reggesse questo progetto. Lo stadio nuovo ha riavvicinato tanti tifosi, tutto questo va sviluppato adesso nella maniera giusta. Andiamo avanti in quella direzione, sono fiducioso”.

Per arrivare in alto servono anche riforme e l’Udinese da tempo si batte: “La base per noi è l’Academy. Abbiamo squadre in tutta Italia che giocano con la maglia dell’Udinese. Stiamo cercando di far crescere talenti italiani, ma soprattutto si deve riportare la passione anche nelle famiglie di avere il figlio calciatore e noi stiamo battendo questa strada. Per il resto penso che ci sia un po’ di incuria da parte del sistema calcio. Ci sono situazioni che andrebbero regolate. Il Fair Play finanziario è un primo passo, poi c’è anche il problema della moviola: noi l’abbiamo brevettata anni fa, ma adesso la vende un inglese, serve chiarezza“.

 

 

 

 

 

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