Psicologia, tattica, forma fisica: ecco dove si deve ricostruire

Psicologia, tattica, forma fisica: ecco dove si deve ricostruire

Il compito di Gigi De Canio si articola sopratutto su tre punti: l’aspetto psicologico, quello tattico e quello atletico. L’Udinese ha dieci settimane per ricostruirsi

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Non manca il lavoro per Gigi De Canio, quello che manca forse, quello che lo preoccupa davvero, è il tempo. In dieci settimane deve ricostruire dalle macerie, perché l’Udinese dell’ultimo periodo era davvero crollata sotto tutti i punti di vista.

L’ASPETTO  PSICOLOGICO E’ forse quello più importante. La squadra non ha mai avuto una identità, ma via via si è impaurita, ha perso convinzione, ha perso motivazione. Senza contare gli attriti che nello spogliatoio ci sono stati. Urge partire da qui. Serve calma e serve soprattutto ridare all’intero gruppo dignità: non ci sono gerarchie, c’è bisogno di tutti. Importante sarà anche l’approccio verso i senatori, emarginati troppo frettolosamente da Colantuono. Magari non in campo, ma nello spogliatoio il loro aiuto sarà determinante.
Serve ricostruire psicologicamente quei giocatori finiti ai margini o che non hanno reso, vedi Heurtaux, Widmer, Edenilson, Zapata, Perica.
Serve far capire che la situazione è sotto controllo, rifacendo anche trovare entusiasmo in campo.
L’approccio alle gare sarà poi importante: l’Udinese non ha mai segnato nei primi 15 minuti di gioco, in tutto nelle prima mezzora ha segnato appena 5 gol, ma ne ha presi 14. Anche nei finali 15′ le cose devono migliorare, e la tranquillità mentale è fondamentale. Perché se si sono segnati 7 reti negli ultimi minuti, è anche vero che se ne sono presi 9.

L’ASPTTO TATTICO Sarà contemporaneo il lavoro tattico. De Canio vuole far ritrovare il prima possibile la via del gol all’Udinese, perché segnare è il modo più facile per fare punti. Elementare Watson! Il peggior attacco della massima serie sulla carta non è così: Di Natale va ancora sfruttato, Zapata va rivitalizzato, Matos sfruttato, Perica impiegato all’occorrenza, Thereau consolidato in un ruolo suo. Si possono abbinare varie coppie gol, ma anche il tridente non è impossibile.
Ma prima di tutto c’è da lavorare alle loro spalle: serve lucidità in fase offensiva, per cui le energie vanno distribuite bene e in maniera intelligente, con un centrocampo che sappia fare filtro e che sappia impostare. De Canio ha fatto intendere che l’Udinese ha nella difesa a tre una base solida e storica, ma p anche vero che negli ultimi anni è mancato equilibrio per proporla. si deve valutare bene chi deve giocare in mezzo, perché al di là dei moduli è qui il centro di gravità.

L’ASPETTO ATLETICO L’Udinese arriva sempre dopo sul pallone: questione tattica, ma anche atletica. La squadra corre, ma male, serve ridare disciplina ai giocatori durante l’arco dei novanta minuti. Si corre a sprazzi, quando c’è da recuperare o nella parte centrale della gara maggiormente, mentre le forze vanno distribuite lungo tutto il corso della partita. Vanno riportati poi al meglio quei giocatori reduci da infortunio e quelli arrivati dopo, manca ancora omogeneità di condizione nella squadra e questo è un problema. Chi ha giocato sempre poi deve forse rifiatare: Badu, Lodi, Danilo hanno avuto un grosso calo di rendimento nelle ultime partite.
Zapata va recuperato a pieno il prima possibile: l’infortunio è stato superato  tempi di record, ma oggi serve il suo apporto migliore.
Attenzione ai giovani: stanno bene e ancora non sono stati lanciati. Coppolaro, Balic, lo stesso Perica utilizzato e poi finito ai margini, potrebbero tornare utilissimi.

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