Pussetto: “Mi hanno detto che Mancini mi ha seguito…”

Pussetto: “Mi hanno detto che Mancini mi ha seguito…”

«Mi hanno detto che Mancini mi ha seguito, ma non ho parlato con nessuno. Devo essere onesto: se mi chiamano entrambe le nazionali, scelgo l’Argentina perché quella è la mia patria. Se invece mi chiamasse solo l’Italia… vedremo cosa succederà».

di Redazione

E’ il giocatore del momento, ‘El Nacho’ Pussetto, che alla Gazzetta racconta il suo momento e le sue ambizioni.

Eppure c’è stato un momento in cui avrebbe potuto fare un altro sport, vero Nacho?

«Giocavo bene anche a tennis, dicevano che avessi un rovescio bello come quello di Nalbandian (allora doveva essere davvero bello, ndr). Ma ho scelto il calcio. In Argentina ho giocato nell’Atletico Rafaela e nell’Huracan. Ho fatto di tutto: ala destra, esterno nel 4-4-2, seconda punta. Ho imparato ad attaccare ma anche a dare una mano in copertura. All’inizio ero frenetico, sbagliavo le scelte, ora riesco a fare la cosa giusta in velocità, ma ho ancora molti margini di miglioramento».

È nato a Cañada Rosquín, paese di 5.000 abitanti. Poi ha vissuto a Buenos Aires e adesso a Udine. Qual è la sua dimensione?

«A Udine sto benissimo perché non è piccola né grande, è vicina a mare e montagna. Ho il passaporto italiano perché i miei bisnonni erano di un paese vicino ad Asti. Qui sono felice».

La lotta per la salvezza in A non può spaventare chi ha giocato alla Bombonera e al Monumental…

«In effetti in Argentina il calcio è vissuto in modo particolare, c’è molta pressione, in trasferta è difficile giocare. Io ho segnato sia al River sia al Boca, ma il gol al Bologna e l’applauso del Friuli quando sono stato sostituito mi hanno emozionato».

Adesso la salvezza è vicina?

«Non lo so e non ci penso. Nicola ci ha detto che dobbiamo gestire meglio la palla e ha ragione: nel primo tempo con il Bologna non l’abbiamo fatto».

Il suo capitano De Paul è stato convocato in Nazionale. Lei è in attesa?

«Prima o poi ci arrivo, me lo sento: devo solo continuare così. Sono felice per Rodri, che mi ha aiutato tantissimo nell’inserimento».

Arriverà in Nazionale. Ma quale, Argentina o Italia?

«Mi hanno detto che Mancini mi ha seguito, ma non ho parlato con nessuno. Devo essere onesto: se mi chiamano entrambe le nazionali, scelgo l’Argentina perché quella è la mia patria. Se invece mi chiamasse solo l’Italia… vedremo cosa succederà».

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy