Quagliarella, amarsi un po’

Quagliarella, amarsi un po’

Fabio Quagliarella e l’Udinese: amarsi e dirsi addio, poi quasi incontrarsi,mia senza mai ritrovarsi. Domenica di fronte: Fabio per trascinare la Samp alla salvezza, l’Udinese senza l’amico di sempre, Di Natale

Fabio Quagliarella e l’Udinese, amarsi un po’ sapendo che prima o poi ci sarebbe stato l’addio. Sono pochi i giocatori entrati davvero nel cuore arcigno dei Friulani e uno di questi è l’attaccante di Castellammare.

Fu l’acquisto di punta nel 2007: alle buste il club bianconero con una operazione magistrale lo strappò alla Samp dove in 51 presenze aveva segnato 17 gol imponendosi all’attenzione generale. A Udine fu subito una scintilla. Marino lo utilizzò in un tridente da favola, con Di Natale, Pepe e Floro Flores a completare il reparto. Potenza, classe, velocità, fantasia.

E in due stagioni 87 presenze e 33 gol con 12 assist, tanto che arrivò anche la chiamata in Nazionale. In Uefa trascinò di fatto l’Udinese ai quarti: 12 presenze e 8 gol.

Ma questi sono numeri. Che non sono la spiegazione del perché Fabio è entrato nel cuore e nell’anima dei tifosi. E’ stato il suo atteggiamento, mai una parola fuori posto, l’attaccamento alla maglia a renderlo speciale. Si sapeva che doveva andare via, ma anche quando scelse Napoli non mancò mai di rispetto verso i tifosi e la società che l’hanno lanciato.

QUAGLIARELLA E DI NATALE Ma Quagliarella a Udine ha stretto una amicizia duratura anche con Totò, peccato che poi in carriera dopo il bianconero non si sono più riallacciati. Di Natale avrebbe potuto raggiungerlo al Napoli prima e alla Juve dopo, ma i no del capitano sono oramai storia.
Ma anche Quagliarella avrebbe potuto tornare e Di Natale si sarebbe fatto promotore più volte dell’affare. L’anno passato Stramaccioni a gennaio, a corto di attaccanti, parlò direttamente col procuratore del giocatore, Bozzo, che era lo stesso dell’allenatore. Affare fatto, Quagliarella in quel momento non rendeva in Granata e Cairo era disposto a trattare: ma l’Udinese pensò ad altro. In estate sempre quell’idea, ma il cartellino a quel punto era tornato a costare tanto.
Quest’anno a gennaio è storia recente: qualche abboccamento, qualche messaggio d’amore, Totò sempre pronto a spingere per il ritorno, ma nulla di più e così Quagliarella è tornato a Genova. Per l’ultima maglia della sua carriera probabilmente. In nove presenze ha già segnato tre gol, gli stesi che in carriera ha segnato contro l’Udinese.

Domenica si ritroverà di fronte proprio i bianconeri in una sfida che per i blucerchiati è decisiva. Ma non troverà Di Natale, che oramai sembra finirà la stagione senza più acuti in campo. Peccato, quei due insieme avrebbero dato altre emozioni, ma Udine deve ricordarseli solo per quei due primi magnifici anni targati Marino.

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