Quel feeling con Udine ancora non nato

Quel feeling con Udine ancora non nato

Le parole di Antonio Di Natale su Stefano Colantuono, riportate dalla Gazzetta dello Sport («Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte, prenderci le nostre responsabilità e dare tutti di più, lavorando compatti con l’allenatore che si sta facendo un mazzo così ed è al campo dal mattino») dovrebbero aiutare a portare un po’ di serenità. Il punto è che in casa Udinese la situazione del tecnico è tutt’altro che facile: i risultati non sono dalla sua, ma soprattutto alcune scelte hanno reso i rapporti con l’ambiente quasi inesistenti. Insomma, tra Colantuono e la maggior parte dei tifosi la scintilla non è ancora scattata.

Anche la cessione di Pinzi torna spesso nei discorsi dei tifosi: ma come – si chiedono molti – il tecnico ha dato fiducia a Iturra e non a uno che ha sputato l’anima per i colori bianconeri?
Ma è il gioco a non piacere: sui forum, sui social, ma anche molte email arrivate alla nostra redazione hanno un minimo comune denominatore, il modulo. Possibile che un allenatore nato e cresciuto con la difesa a quattro si sia snaturato a Udine dove da tre stagioni il 3-5-2 è sotto accusa? La risposta di Colantuono è che qui non ci sono alternative).

La società che ha sempre detto di aver voluto Colantuono proprio per gestire uno spogliatoio ‘difficile’ per adesso non ha parlato: Paròn Pozzo da tempo non esterna a caldo le sue impressioni, ma è chiaro che non possa essere contento della classifica.

In soldoni, Colantuono rischia? Non sembra così, anche se Stramaccioni era stato messo sulla graticola con una classifica decisamente più tranquilla. Del resto un cambio adesso sarebbe come ammettere una scelta sbagliata. La moda di riversare sugli allenatori tutti gli errori è la strada principale per capitolare. Colantuono, come sempre detto, ha commesso sbagli, li commette, ma  è – eventualmente – solo corresponsabile. Una squadra modesta non troverà mai nel cambio tecnico una soluzione. Gli errori fatti sul mercato non sono suoi e come si è appreso in questi giorni, sarebbe stato proprio Colantuono a chiedere in estate Jorginho del Napoli.

Certo è che la gara con la Samp diventa più che mai un crocevia: non vincere (un altro pari sarebbe davvero troppo poco in casa), potrebbe portare a qualche decisione. Il ritiro in vista del Chievo apparirebbe quasi scontato, anche se la squadra in questi mesi ha praticamente lavorato sempre ‘ritirata’.
L’unico nome che circola in caso di cambio è quello di Mimmo Di Carlo: ma ribadiamo che gettare tutte le colpe su un tecnico non è mai servito, anche se Colantuono deve trovare coraggio nell’affrontare la situazione senza pensare di avere solo nemici attorno.

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