Rialzare la testa!

Rialzare la testa!

L’Udinese a Palermo dopo due ko inqualificabili deve dimostrare carattere e rialzare la testa

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Ripensando ancora per un attimo alla negativa prova messa in campo dall’Udinese domenica scorsa nel giorno del via al nuovo stadio a capienza completa, pare quasi ci fosse una sorta di trait d’union tra stretta attualita’, presente, e passato, tra partita in corso e partita di la’ da venire.
La disarmante facilita’ con la quale la Juventus si stava abbattendo sui malcapitati bianconeri ci faceva pensare, in una prospettiva rovesciata, alla cavalcata trionfale dell’Udinese il 27 febbraio 2011 al “Barbera” di Palermo. Proprio cosi’, la trasferta, gli avversari che gli uomini guidati da Stefano Colantuono si troveranno ad affrontare questo pomeriggio, in una sfida che…altro che assalto all’Europa di cinque anni or sono, oggi vengono messi in palio punti pesantissimi per la salvezza. Guardando Udinese-Juventus, i friulani parevano i rosanero di allora: con una differenza, pero’.
Grandissima fu la prestazione di squadra di Di Natale e compagni in Sicilia nel giorno della piu’ larga vittoria esterna di sempre del team bianconero nel corso della sua storia ultracentenaria. Ma prima di crollare definitivamente a fine primo tempo sotto i colpi di quello che fu l’assoluto eroe di quel match, un irrefrenabile Niño maravilla Sanchez, il Palermo un po’ di animus pugnandi ce lo mise. Totalmente diverso il discorso per l’Udinese contro i campioni d’Italia in carica, per un match dove a nessuno e’ sfuggito che le zebrette, dopo il gol su punizione di Dybala, bello fin che si vuole per esecuzione, ma firmato con la compartecipazione di un insolitamente sbadato Karnezis, hanno praticamente firmato una sorta di resa incondizionata, rovinando nel peggiore dei modi il pomeriggio a tutti i tifosi friulani, con patron Pozzo a fare da capofila agli –usiamo un eufemismo- scontenti.
La figuraccia di sette giorni or sono fa il paio solo statisticamente con quella di Modena contro il Carpi, ma assume valore ben piu’ grave per il modo in cui si e’ materializzata e per il contesto in cui stava maturando. Ed e’ per questo che nella sfida di questo pomeriggio sul terreno della compagine rosanero, l’Udinese deve assolutamente rialzare la testa, e deve farlo possibilmente con una vittoria che non sia nemmeno tanto risicata nel punteggio. Elemento quest’ultimo che sembrerebbe fermo al livello di aspirazione, piu’ che costituire un obiettivo raggiungibile con i fatti. E’ un po’ triste doverlo ripetere, ma la formazione bianconera, in campionato, non vince una partita con scarto superiore ad una rete dal match dell’ottobre 2014 che vide le zebrette imporsi in casa sull’Atalanta per 2-0. Il discorso della differenza reti negli scontri diretti inizia a diventare importante in chiave salvezza, a girone di ritorno iniziato.
Oltre ai punti che vengono messi da parte, piu’ il “saldo” con le formazioni che sono dirette concorrenti per la permanenza in A e’ positivo, e piu’ la salvezza e’ un qualcosa che si avvicina, permettendoti di guardare con serenita’ e fiducia alle sfide che mancano alla conclusione del campionato, qualsiasi sia la media punti alla quale si guarda per raggiungere la cosiddetta “tranquillita’”. E, ricollegandoci a questo discorso, gli uomini di Colantuono devono far fronte ad una situazione che non porta certo nella direzione della tranquillita’, quella vera. Innanzi tutto, giova ricordare che per quanto riguarda gli scontri diretti, il Palermo e’ momentaneamente in vantaggio, avendo vinto per 1-0 quella gara di andata di fine agosto scorso che rovino’ la “prima” casalinga dei friulani in questa stagione, con curva Nord e distinti appena dichiarati agibili; sempre sportivamente parlando, c’e’ da mettere in conto che in coda il Carpi sta dando chiari segnali di risveglio e che nemmeno l”Hellas Verona, malgrado il suo perdurante zero nella casella delle vittorie in campionato si da per vinto, come dimostra il pareggio conquistato in casa della Roma della cosiddetta versione “Spalletti 2.0”. In un momento in cui la parola d’ordine dovrebbe essere chiarezza di idee, ci pare che si stia un po’ andando nella direzione contraria. Prendiamo ad esempio la questione legata all’andare tutti in ritiro in quel di Gradisca d’Isonzo: una decisione che, volenti o nolenti i giocatori e lo staff, ci stava tutta, quasi un atto dovuto dopo il clamoroso pomeriggio di vacanza che tutti si erano presi in un giorno ed in una partita cosi’ importanti, lo scorso 17 gennaio.
Vi e’ stato un tempo in cui alle decisioni del Paron e dell’entourage societario ci si rimetteva senza se e senza ma. Per ironia della sorte, proprio nelle ore nelle quali venivano riportate in un’intervista le parole dell’ex tecnico dell’Udinese e attuale ct della nazionale albanese, Gianni De Biasi, (“I ritiri non servono, nel calcio comandano i calciatori”) il ritiro  “meditativo” veniva, almeno per il momento, annullato. E’ rimasta invece la decisione di partire anzitempo per la Sicilia: la comitiva bianconera si trova sull’isola fin da venerdi’ sera. Non c’e’ Danilo, espulso domenica scorsa e pertanto squalificato, ma l’assenza che fa piu’ rumore, ancora una volta, e’ quella di Toto’ Di Natale. Ed in questo senso, la confusione aumenta: magari a parte come accade da un po’ di tempo, d’accordo, ma il numero dieci bianconero si era allenato per l’intera settimana.Oscure dunque le ragioni di questa sua esclusione dalla lista dei convocati. Inoltre, viene davvero da pensare come la stagione che dovrebbe preludere all’addio al calcio dell’immenso capitano stia assumendo dei contorni inutilmente tristi ed amari.
Decide Colantuono, che ha la fiducia della societa’ e che, se non per questa partita dove si e’ optato per la non convocazione, avra’ nel motore della sua Udinese uno Zdravko Kuzmanovic in piu’ per il centrocampo, primo innesto di questa finestra invernale di mercato. La dirigenza ha pertanto iniziato ad accontentare il tecnico: da adesso, in societa’ tutti si attendono che accada anche il contrario.
Sergio Salvaro @MondoUdinese
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