Ritornare a giocare prima che a vincere

Ritornare a giocare prima che a vincere

L’Udinese che deve ritrovare in maniera completa il giusto nerbo, la giusta voglia, consapevolezza nei propri mezzi, autostima. Deve ricominciare a giocare al meglio delle proprie possibilita’, che vanno al di la‘ di quella sorta di inspiegabile rassegnazione vista malgrado la partita riaperta sabato subito dopo il raddoppio di Insigne.

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Torna in campo la truppa bianconera a distanza di otto giorni dallo stop interno imposto dal Napoli, e lo fara’ sul terreno dello stadio “Sant’Elia” di Cagliari. Inutile dire che alla formazione guidata da Gigi Delneri servono punti, altrimenti, pur considerando un calendario che gli addetti ai lavori ritengono essere “favorevole” al team bianconero da qui al termine del girone d’andata, la classifica potrebbe tornare a farsi piu’ brutta fin da stasera. Al di la’ degli sfoghi settimanali da “adrenalina alta” come ha avuto modo di definirli il mister di Aquileia in conferenza stampa, l’Udinese deve riesaminare in toto, per migliorarlo, il comportamento evidenziato contro i partenopei. Puo’ soddisfare il primo tempo di sabato scorso, esemplare dal punto di vista della fase di contenimento, ma fanno decisamente storcere il naso sia i dieci minuti di black-out ad inizio ripresa che hanno di fatto portato l’inerzia del match dalla parte degli uomini di Sarri, sia la mancata trasformazione in furia agonistica finale che un episodio come il gol dell’1-2 firmato Stipe Perica poteva e doveva innescare nell’undici bianconero.

Bacchettata ai giocatori, perche’ non ci figuriamo un Delneri pago del bel 0-0 che i suoi avevano messo assieme nei primi 45’ di gara, ne’ incline a suggerire ai propri uomini l’atteggiamento svagato e sbadato di inizio ripresa. Per cui tutti devono mettersi in testa di poter giocare anche meglio di come comunque si e’ fatto contro gli azzurri campani. Delneri stesso, pur fidandosi di uno zoccolo duro di giocatori ai piu‘ parso riconoscibile, trovi i mezzi per tenere tutti sulla corda, per rendere tutti partecipi alla causa bianconera e pronti all’occorrenza. In qualsiasi situazione professionale, e‘ deleterio far pensare che un rendimento ridotto ai minimi termini dia comunque luogo, piuttosto che a delle reprimende, alla creazione di un gruppo – fosse questo ristretto anche a poche unita’- di intoccabili.

Pertanto non solo ci si attende la riscossa bianconera questo pomeriggio, ma tutti i giocatori, dalla difesa all’attacco, dovranno andare in campo con il piglio giusto, perche‘ e‘ inevitabile che saranno debitamente tenuti sotto osservazione. La difesa dovra‘ essere non solo tattica come dimostrato nel primo tempo al cospetto del Napoli, ma anche molto fisica: la continuita‘ con la quale le zebrette subiscono gol, e piu‘ spesso anche piu‘ d’uno, in ogni partita, non e‘ media da squadra quale l’Udinese aspira ad essere considerata. Il centrocampo, nel quale Sven Kums sta dando confortanti segni di progresso nell’interpretazione del delicato ruolo da adottare nel contesto del nostro campionato, e‘ il vero reparto su cui calare l’ideale lente di ingrandimento: un maggior schermo nei riguardi della difesa ed una maggior qualita‘ nel rifornimento alle punte potrebbero presto tradursi in un maggior numero di affermazioni; l’attacco, oltre ad attendersi una piu’ costante assistenza dalla mediana, dovra‘ alzare ulteriormente l’asticella delle performances individuali. Thereau quando macina i famosi “chilometri” per il campo tanti cari a Delneri, con quell’andatura caracollante che lo fa talvolta sembrare quasi avulso dal gioco e dalla partita, perde le sue caratteristiche migliori di consumato attaccante; Zapata potra‘ anche far reparto portandosi a spasso le difese, ma e‘ pagato per segnare tanto quanto un portiere lo e‘ per parare; sul terzo d’attacco si deve ancora capire, un po‘ grave visto che tre mesi di campionato se ne sono gia‘ andati: a Matos vengono concesse chances, ma non si e’ finora mai segnalato come l’”hombre de el partido”, Perica ha le stimmate del trascinatore ma deve ulteriormente migliorare sotto il profilo tecnico, tanto che molte sono le circostanze nelle quali l’attaccante zaratino e‘ partito dalla panchina per poi subentrare, De Paul, sul cui tocco raffinato non si puo‘ discutere, o gioca in un ruolo nel quale fa fatica ad adattarsi, o, e, sarebbe cosa ancor piu‘ seria, deve ancora capire come si deve stare in campo e giocare nel campionato italiano.

Per cui l’Udinese che deve ritrovare in maniera completa il giusto nerbo, la giusta voglia, consapevolezza nei propri mezzi, autostima. Deve ricominciare a giocare al meglio delle proprie possibilita’, che vanno al di la‘ di quella sorta di inspiegabile rassegnazione vista malgrado la partita riaperta sabato subito dopo il raddoppio di Insigne. Se tornera‘ a ritrovare il filo del gioco, l’Udinese potrebbe addirittura riprendere confidenza col successo, discorso interrotto dopo la bellissima, nonche‘ meritata, affermazione sul terreno del Palermo.

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