Robe da Matos!

Robe da Matos!

L’arrivo di Ryder Matos ha scardinato gerarchie e offerto nuove possibilità in attacco per Colantuono: il brasiliano ha quelle caratteristiche che mancavano, ma soprattutto si incastra bene sia con Thereau, sia con Zapata. E ora ambisce già a essere titolare

Come un giocatore appena arrivato ti può spaccare tutte le gerarchie: questa è la storia di Ryder Matos, arrivato con un po’ di curiosità visto che non tutti lo conoscevano, e da subito impostosi con veemenza.
Vorrei siglare 4-5  gol da qui alla fine, ma è altrettanto importante fornire assist per aiutare la squadra“. Poche parole, ma già tanti fatti.
Con l’Empoli l’esordio e boom: contropiede di velocità e potenza, assist a Zapata che segna. A San Siro ancora titolare, sempre in contropiede, eccolo mettere lo zampino anche nell’azione del gol di Armero, ma non solo.

Ryder, un nome particolare, che ricorda quello dell’attrice Wynona. Ma in inglese Rider significa cavaliere, uno che cavalca veloce. E Matos è uno che corre: la velocità, la potenza, gli inserimenti negli spazi, le diagonali sono il suo forte. deve crescere solo come concretezza, se inizia a segnare può essere una forza della natura.

Intanto è l’attaccante che mancava a Udine: si incastra bene con tutti e in questi primi giorni ha mostrato che, forse, è lui la base su cui adattare gli altri. Zapata, altro treno, compensa col brasiliano la concretezza, ma forse questa è una coppia talmente di velocità che può andare meglio in trasferta, quando devi fare della ripartenza il tuo forte.
Forse va meglio in casa con Thereau, uno che fa sponda, gioca tra le linee, difende, ma è anche uomo d’area.

E con Di Natale? Ancora non si lo si è visto in coppia con Ryder, ma col capitano nessuno ha mai avuto grossi problemi se gli gioca accanto e non ‘sopra’. Di certo Di Natale oramai è uomo per i secondi tempi, ma anche lui è uomo d’area, per cui con Matos può andare più che d’accordo.

Ma attenzione perché con il brasiliano si può pensare anche a un tridente: Thereau che agisce alle sue spalle con un’altra punta accanto non è utopia. Perché la fase difensiva sarebbe garantita, ma ovviamente serve un centrocampo più solido per supportare questa ipotesi.

Comunque sia sono robe da Matos: in poco più di una settimana il giovane brasiliano ha scardinato gerarchie e coppie che sembravano consolidate. E ora si candida a diventare titolare.

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