Scudetto 1896: I perché storici della rivendicazione dell’Udinese

Scudetto 1896: I perché storici della rivendicazione dell’Udinese

L’Udinese ha tutte le basi storiche per reclamare lo Scudetto 1896. E mentre dagli ambienti culturali e politici friulani c’è stato un appoggio entusiasta alla petizione lanciata da MondoUdinese, emergono fatti storici più o meno noti, che ribadiscono che il riconoscimento del titolo appare sacrosanto. La storia la racconta bene Renato Favretto, storico del calcio per passione, il quale sta scrivendo un libro sulla nascita del calcio in Italia. Provvisoriamente il titolo sarà proprio “Il calcio italiano è nato in Friuli’, e già questo è un indizio. LA STORIA NOTA Premessa: il calcio così come lo conosciamo è il calcio all’inglese. Loro hanno fissato le regole. Qualcuno afferma  che l’origine risale al calcio fiorentino, o addirittura all’epoca romana. Ma questo non conta molto. Lo sport più amato ai suoi albori è un misto tra calcio e rugby, la palla si poteva calciare ma anche prendere con le mani. Poi c’è stato chi ha voluto dividere le due correnti e si è fondata la FA (Football Association). E qui parte la storia. Nei college si inizia  a praticare questo sport che in Italia arriva importato dal porto di Genova, che a quel tempo a fine ‘800 era il più importante del Regno. a giocarlo erano però solo inglesi e, poco dopo, aristocratici e nobili, gli unici che potevano permettersi del tempo libero all’epoca.

La squadra di Ginnastica Udinese che si esibì a Roma davanti al Re in una partita di calcio nel 1895
IL CALCIO A UDINE Questa la storia nota. Meno note sono altre vicende che legano Udine alla nascita della passione per il calcio. Il capoluogo friulano nell’anno 1896 è territorio italiano da trent’anni, c’è ancora un grosso influsso di irredentismo che proviene da Trieste. Di fatto proprio la città giuliana è stata la prima ad avere una tradizione sportiva, specie con la ginnastica che in Italia allora aveva il predominio su tutto il resto. A fine ‘800, quindi, siccome nelle palestre di ginnastica c’era anche una media borghesia che iniziava ad avere tempo libero, a Udine la classe di piccoli commercianti (vedi i Moretti), scopre lo sport. Ma quello delle palestre appare per lo più noioso, specie in certi periodi dell’anno: c’è quindi un calo degli iscritti che preoccupa l’Associazione Ginnastica Udinese. I vertici nazionali si accorgono di questi nuovi sport inglesi, come il calcio, il tennis, il rugby il cricket e da qui nasce l’idea di importarli  all’interno dell’Associazione. Nel contempo in Parlamento si inizia a promuovere la Ginnastica all’interno delle scuole. A livello politico si inizia a pensare alla tutela del fisico, anche perché si deve preparare i ragazzi all’entrata negli eserciti. A questo punto subentrano due punti fermi: c’è un movimento che ruota attorno all’insegnante Francesco Gabrielli, bolognese di nascita, che però viene assegnato a Rovigo. Studia in Austria, al pari di Gabriele Luigi Pecile (che diverrà anche sindaco di Udine). I due si incontrano perché sono i fautori della promozione della ginnastica all’interno delle scuole. Ma si rendono conto che questi sport inglesi vanno proposti ugualmente negli istituti scolastici. Pecile, che è stato anche presidente dell’Associazione Ginnastica Udinese, vuole promuovere questo nuovo sport, chiamato football, nelle scuole, visto che fin da subito suscita grande interesse. E sviluppa la necessità di creare uno spazio dove giocare. Pericle, quindi,  si fa promotore di questo e nel 1892 il Comune di Udine delibera l’istituzione del primo Campo di Giuchi presso quello che oggi è chiamato Istituto Ceccotti, nella zona Braida, appena dietro la stazione. Era solo un campo che veniva recintato con una corda e adibito al gioco del calcio, ma di fatto nel giugno del 1893 questo è il primo campo di calcio comunale in Italia  Schermata 2015-11-04 alle 06.56.49IL PRIMO REGOLAMENTO STAMPATO A UDINE Il problema è che non sono ancora chiare le regole di questo nuovo gioco. E il  primo regolamento del football in lingua italiana è stato pubblicato a Udine, nella tipografia di Marco Bardusco, nel 1895. L’autore è proprio  Gabriele Pecile il quale  guardava alla Gran Bretagna come un modello didattico da seguire, ed aveva individuato nel football un modo per attuare quella sportivizzazione necessaria a conferire un carattere virile alle nuove generazioni di italiani. Il suo libro del 1895 in realtà descrive assai lacunosamente il gioco del calcio: dopo un già fuorviante incipit, «Il foot-ball che non è altro che l’antico giuoco del calcio toscano descritto fin dal 1573 da Giovanni Bardi, si giuoca ora in due modi assai diversi che gli inglesi chiamano Rugby e Association», non avendo verosimilmente mai assistito ad una partita, Pecile fa giocare la partita di calcio su un campo lungo dai 100 ai 200 metri, la fa durare a piacere dai 60 ai 90 minuti e la fa disputare sì da un numero di 11 elementi per squadra, aumentabile però, previo accordi tra i capitani, fino a 20. È chiara la mescolanza  tra rugby e calcio soprattutto in una frase: «La palla non può essere lanciata che coi piedi; i giocatori possono prenderla con le mani e portarla via di corsa per il campo, ma non lanciarla con le mani; devono prima lasciarla cadere a terra e poi colpirla col piede». Non è il regolamento ufficiale, ma quello stampato non è quello che si vede sui campi ginnici, dove le squadre al di là del tempo di gioco e della figura dell’arbitro, assimilano fin da subito il calcio inglese così come era proposto. E nella sua traduzione letterale dei termini originali (il goalkeeper è il “guarda meta”, i backs gli “addietro”, gli halfbacks i “mezzi” e i forwards i “fronti”), Pecile ha comunque il merito di essere stato il primo coniatore di alcuni termini tuttora in uso: calcio d’angolo, calcio libero, ala sinistra e ala destra. LA PRIMA UDINESE E l’ESIBIZIONE A ROMa DEL 1895 Contemporaneamente inizia a prendere confidenza col gioco l’antenata dell’Udinese, che in tenuta di gioco prettamente militar. I calciatori venivano chiamati solo praticanti del football e hanno sviluppato questa disciplina a Udine attraverso il maestro di ginnastica Antonio dal Dan. A maggio del 1895 gli studenti iniziarono a praticare il football di buon mattino al campo giochi di Porta Aquileia.  Francesco Gabrielli, direttore della ginnastica nelle scuole di Rovigo, si recò in questo periodo a Udine per avere dettagli organizzativi su un campo similare che intendeva creare nella cittadina polesana. E i due si proposero anche di creare delle sfide inter cittadine: così il 15 settembre 1895, in occasione del III Concorso Nazionale Ginnastico, gli studenti dell’Udinese e della SG Rovigo si esibirono al Velodromo Salario di Roma, avanti  ai reali d’Italia (re Umberto I e la Regina Margherita) e, soprattutto, davanti  a 20.000 spettatori curiosi della novità. Il risultato non è noto, ma dai racconti dell’epoca pare abbia vinto Udine, che  vestiva una maglia bianca e nera, berretto e pantaloni alla zuava.
L’Udinese che partecipò al campionato Fgi di Torino del 1898
  IL TITOLO DEL 1896 L’anno dopo fu istituito un concorso ginnico  interprovinciale a Treviso: la società Velocipedista Treviana ha fatto gli onori di casa. Lì si svolge il primo campionato italiano di Foot – ball, questa è la dicitura ufficiale. Si iscrissero, Società Udinese Ginastica e Scherma, Società Ginnastica Ferrara e Istituto Turazza di Treviso.  Per le norme, si adottarono quelle di un manualetto specifico – Il Giuoco del Calcio o Football – appena stampato a Rovigo da Gabrielli. Un codice abbastanza conforme alle regole dell’International Board, motivo per cui è storiograficamente accertato che il football giocato a Treviso era praticamente lo stesso giocato a Torino due anni dopo, per il primo campionato della Federazione Italiana Football: ma se il torneo a tre sviluppato in un’unica giornata valse ad assegnare il primo scudetto, il campionato ginnastico del 1896 non compare ancora  annali della Federcalcio. Per la cronaca gli udinesi batterono 3-1 il Turazza. A seguire affrontarono la squadra di Ferrara. Contro i ferra- resi entrarono nell’undici diversi elementi under 16, coi più grandi impegnati in contemporanea al ciclodromo. Anche questa volta gli allievi di Dal Dan s’imposero, ma con maggiori difficoltà. Il primo punto venne concesso dai giudici per un fallo di mani in area e il secondo fu siglato dopo 120’ di gioco; un tempo superiore al normale perché il gol di vantaggio acquisito non fu ritenuto sufficiente, secondo il regolamento del torneo, per stabilire il risultato finale. I friulani riportarono a casa una corona di quercia ed un gonfalone di seta, rubato poi dagli austriaci nell’ottobre del 1917. Quello fu il primo campionato della Fgi d’una serie di tredici che avrebbe contato, tra le altre, le vittorie del Milan Fcc e della SG ‘Andrea Doria’ di Genova. IL RESTO E’ STORIA Due anno dopo nacque la FIF (Federazione Italiana Football) e l’attuale FIGC prende spunto solo da questa per assegnare i suoi titoli. Ma contemporaneamente  il campionato di Football Ginnico viene ripetuto come campionato dall’associazione Ginnastica nel 1897, in quest’occasione  proprio a Torino e l’Udinese arriva seconda. Questo campionato va avanti fino al 1908 e annovera  tra i vincitori il Milan che ha vinto per due volte, il Verona (che si chiamava Bentegodi), l’Andrea Doria. Il resto è storia come si suol dire.

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