Sono volatili per diabetici

Sono volatili per diabetici

A questa Udinese oggi sembra mancare di nuovo tutto, le poche certezze acquisite sono svanite dietro 5 gol. E De Canio torna in discussione.

Ora sono volatili per diabetici, per dirla in modo divertente alla Oronzo Canà. Perché per dirla tutta sono ca…voli amari. L’Udinese non c’è. Non pervenuta nella gara ,che non poteva perdere. In attesa di sapere i risultati di Carpi e Palermo, non le resta che incrociare le dita e gufare. Che triste finale di stagione. No, scusate. Che triste stagione questa.

Speravamo. No, scusate. Pensavamo che De Canio avesse portato certezze almeno per quanto riguarda la gestione della gara, invece col Torino si è rivista l’Udinese scarsa di quest’anno. Andan e Edenilson sono stati un incubo, ma lo sono stati tutti i bianconeri, incapaci anche solo di reggere l’urto della squadra di Ventura e magari portare a casa un punto. Che non sarebbe stato granché, ma almeno sarebbe stato un passo avanti. Fiorentina e Napoli? Due ricordi che fanno pensare che ad alcuni giocatori i riflettori avessero fatto piacere.

DE CANIO probabilmente ha gettato via la conferma con questo ko: se è vero che vanno i giocatori in campo, è vero che chi doveva saper tenere alta la tensione ha mancato l’appuntamento decisivo. Perché la squadra è entrata in campo senza testa e senza gambe. Tutti, indistintamente.
Il tecnico non è giusto giudicarlo per nove gare, sta lavorando bene, ma a Udine si è stanchi di scuse: servono risultati, specie oggi che la barca sembra afre acqua da tutte le parti.
LA COSA PREOCCUPANTE è che da inizio stagione si parla come se ci sia sempre una prova d’appello. Colantuono parlava di gare da venire che sarebbero state alla portata, oggi qualcuno parla come se mancassero ancora 10 partite. Invece la realtà è che se le due dietro fanno risultati,  l’Udinese, in svantaggio su entrambe, è messa male.

L’OMBRA DI DI NATALE La gara del ‘Friuli’ è stata ‘distratta’ dalle parole di Di Natale: che il capitano lasciasse a fine stagione era oramai il segreto di Pulcinella, ma sentirlo dire da lui stesso ha suonato strano.
Di Natale ha segnato la storia recente di questo club. Lasciamo stare se Zico è stato più amato e Totò è stato quello che ha segnato di più nella storia dell’Udinese, il punto è il futuro. Sostituirlo è impossibile: trovare qualcuno che si leghi a questa maglia rifiutando offerte da grandi club sarà complicato. Ma ragionateci: quando Totò disse no a Juve o Napoli, era in un grande club!
Ci spieghiamo: la possibilità di arrivare in alto allora c’era eccome e Di Natale lo sentiva. Dire di no ai soldi è stata una conseguenza della voglia di provare a fare la storia a Udine. Oggi chi si sente di scommettere la sua carriera sapendo che questa rosa non ha aspirazioni? Nessuno. Il mercato è fatto anche dalle ambizioni del club. Non basta l’invito allettante a giocare in uno degli stadi più belli d’Europa, serve altro.

E oggi a questa Udinese manca tutto. Inutile girarci attorno. Ma prima di arrivare al punto di ragionare sul futuro serve salvarsi. E se questo accadrà l’Udinese deve comunque ringraziare i suicidi calcistici di altre squadre. Perché come gioco e come qualità in campo, onestamente, quest’anno non merita molto.
L’ironia della sorte sarebbe che Di Natale, che ha promesso di giocare l’ultima col Carpi, debba giocarsi la salvezza.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy