Stadio, Pozzo furioso: “Strumentalizzazioni vergognose”

Stadio, Pozzo furioso: “Strumentalizzazioni vergognose”

“Non si scherza con la moralità delle persone”. E’ durissimo il commento del patron dell’Udinese Gianpaolo Pozzo in merito alle polemiche sollevate dalla stampa e dal mondo politico regionale in merito al possibile cambio di denominazione dello stadio Friuli. Nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte anche il presidente Franco Soldati, il project manager Alberto Rigotto e il direttore generale Franco Collavino, l’azionista di riferimento ha voluto togliere ogni “ombra” da una trattativa che esula dai valori della terra friulana. Ad aprire la conferenza è stato il presidente Soldati: “Siamo qui per la querelle sui giornali in merito al possibile cambio del nome dello stadio. Siamo molto amareggiati per ciò che è stato detto sui mass media in questi giorni. Siamo irritati, per non dire di più. Tutto ciò che è successo ci ha fatto riflettere parecchio. Si è parlato di friulanità, che riguarda tutte le persone che vedete qui. Abbiamo assistito a una speculazione vergognosa. Abbiamo impiegato un anno e mezzo per costruire lo stadio e altri dieci li abbiamo sprecati in chiacchiere inutili. Siamo qui per difenderci da, chiamamole, offese che ci sono state rivolte e per chiarire ancora una volta la nostra posizione. Personalmente io e il dottor Rigotto nel corso della trattativa del Comune di Udine per la riqualificazione dello stadio Friuli siamo stati coinvolti in una possibile disponibilità per costruire uno stadio in zona Pozzuolo del Friuli. Abbiamo portato avanti la trattativa, ma abbiamo ricevuto uno stop dal patron Pozzo che ha sottolineato il desiderio di riqualificare lo stadio Friuli. Ve lo dico chiaramente che il patron a questo stadio ci tiene a più di ogni altra cosa. Abbiamo rinunciato a ricavi molto superiori. L’attacco per la possibile sponsorizzazione rappresenta una speculazione poco seria nei nostri confronti. Mi auguro che con le precisazioni che ci saranno in seguito, questa vicenda si chiuda, non ci siano più strascichi e che venga messa una pietra sopra. Nessuno voleva offendere nessuno, ma non possiamo essere continuamente attaccati per situazioni che ci trovano estranei”. Gianpaolo Pozzo Stadio 2Subito dopo è intervenuto Pozzo: “Vi rivelo che in passato ho fatto tentativi di vendita della società, volevo andarmene. I figli hanno insistito e ora questa società è gestita da mio figlio Gino assieme a validi ed eroici collaboratori. Sono qui per dare una mano, non sono mai andato a cercare gloria. Come sapete ho altri interessi economici al di fuori dell’Udinese e il calcio è stata una passione ma anche una Via Crucis… Sono dieci anni che parliamo di stadio. Avevo parlato anche con il sindaco di Pasian di Prato, che aveva a disposizione gli spazi per costruire un nuovo impianto. Avevo ricevuto una proposta anche a Campoformido. In entrambi i casi avremmo risparmiato, visto che sanno tutti che è più dispendioso ristrutturare un impianto vecchio piuttosto che costruirne uno nuovo, ma ho rifiutato per ripristinare il Friuli. E’ stato un percorso travagliato, nell’ultimo periodo siamo anche stati chiamati in Procura diverse volte, ma abbiamo la coscienza a posto. Come dicevo, è stato un cammino complicato. La burocrazia, la politica hanno intralciato le operazioni. Anche arrivare alla firma della cessione del diritto di superficie è stata un’impresa eroica del sindaco. L’Udinese si è accollata questo fardello, i cittadini risparmieranno un milione di euro l’anno. Fossimo andati altrove questo stadio sarebbe diventato un nuovo “Rocco” (in riferimento allo stadio di Trieste, ndr), dove ci abbiamo giocato due gare lo scorso anno pagando i lavori di manutenzione. Mi assumo le responsabilità personali di ciò che dico, non c’entrano nè i miei figli, nè l’Udinese, nè i dirigenti”. Il patron parte all’attacco, poi, di una parte della stampa locale: “E’ vergognoso dire che ho profanato le vittime del terremoto del ’76 o delle vittime di Redipuglia. E’ vergognoso (il patron poi blocca e lascia trasparire una velata commozione, ndr). Noi dobbiamo essere pratici, dobbiamo pensare ad aumentare gli introiti per mantenere la squadra. Ci sono diversi team privi di main sponsor, a causa della crisi. Non si può offendere così la moralità delle persone”. Pozzo poi sottolinea: “Nessuno ha mai parlato di togliere il nome Friuli. E poi è solo una trattativa che il Comune sta valutando. Con l’accordo di sponsorizzazione potremmo aiutare il Comune in alcune spese che al momento non possono essere affrontate. Sputiamo sul denaro? Cerchiamo di essere rispettosi della cronaca e dire la verità e non strumentalizzarsi per vendere quattro copie in più…”. Pozzo poi cita il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini e l’ex assessore regionale Riccardo Riccardi per alcuni attacchi avvenuti a mezzo stampa, così come alcuni giornalisti. In seguito, rispondendo ad alcune domande in merito al valore del nome dello stadio: “E’ stata diffusa un’informazione fasulla ed è grave perchè andiamo a toccare il sentimento della gente che ha avuto delle disgrazie terribili. Anche un politico per prendere voti fa queste cose. Non andiamo a speculare sui valori troppo importanti delle persone. Tirate fuori le delibere e dimostrate che lo stadio con il terremoto non c’entrava nulla”. Pozzo poi ribadisce: “E’ solo una trattativa che il Comune sta valutando”. Durante la conferenza è intervenuto anche un esponente dell’opposizione in Consiglio comunale Fleris Parente (Movimento 5 Stelle) che ha sollevato alcune stadionuovo15questioni ancora aperte tra Comune e Udinese Calcio. La risposta di Rigotto è stata immediata: “Ci stiamo scontrando da tempo con alcuni dirigenti che al momento di definire le cifre per risolvere i contenziosi aperti ci hanno risposto “non prendiamo decisioni, attendiamo il pronunciamento del giudice” ed è anche per questo che ci sono delle situazioni ancora irrisolte. Noi preferiremmo chiudere tutti i problemi ancora esistenti con l’amministrazione comunale piuttosto che procedere con processi infiniti”. Rigotto risponde anche al consigliere comunale Claudia Gallanda (Movimento 5 Stelle) in merito alle delibere sul nome dello stadio: “Nel 1978 la motivazione del nome è legata al servizio della comunità friulana e non ad altre questioni”. Presente alla conferenza stampa anche il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale Mario Pittoni che ha dichiarato: “Sul nome dello stadio, una maggioranza cittadina che – come quella regionale – è tale solo grazie alla legge elettorale, non si azzardi a prendere decisioni che toccano al cuore la comunità friulana. Quel poco più di un terzo di cittadini udinesi che hanno votato Honsell e Pd, non imponga la sua volontà sull’intero popolo friulano“. Pozzo ancora una volta replica: “Nessuno vuole toccare il nome Friuli. Il Comune dovrà valutare se l’accordo con lo sponsor può avere un certo interesse o meno”. Irrompe, poi, Soldati: “La famiglia Pozzo è stata attaccata anche sul piano della “friulanità“. Non è vero che non ci sia attaccamento alla friulanità da parte del presidente e dei suoi figli. Bisogna ricondurre tutto alla normalità, senza accuse infondate”. Alla domanda se la società abbia incontrato o meno i tifosi, Collavino ha risposto: “Sì, abbiamo incontrato i rappresentanti della tifoseria anche ieri sera ed è stato un incontro positivo. In alcuni casi si rimane su posizioni diverse, ma ciò che volevamo era dare delle spiegazioni, non entrare nel merito della questione”. Ma nel corso della conferenza stampa, si è parlato anche della quota abbonati, che non risponde alle aspettative. “Il nostro obiettivo – assicura Pozzo – è aumentare il bacino, consapevoli che in questo momento la crisi sta provocando un certo allontanamento. La volontà è creare occasioni di intrattenimento perchè lo stadio non si riduca a un solo luogo di calcio. Stiamo valutando diverse opportunità, intanto abbiamo migliorato l’hospitality, garantendo servizi qualificati per privati e aziende”. [youtube youtubeurl=”I8PizFJo4gU” ][/youtube]

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy