Stramaccioni: L’udinese è un modello ed è il mio futuro

Stramaccioni: L’udinese è un modello ed è il mio futuro

Andrea Stramaccioni è l’uomo del momento dopo la vittoria contro la ‘sua’Inter. “Tornare a San Siro è stata una emozione. Sono un ragazzo semplice, i due anni all’Inter hanno rappresentato il mio esordio in A, partendo  dal settore giovanile. Ho lasciato tanti amici “.

Poi prosegue raccontando l’emozione dello stadio: “Ieri è stata una partita diversa per l’ambiente – ha raccontato a Sportitalia -. I 90 minuti sono stati una battaglia, ma gli applausi di San Siro alla fine mi hanno davvero emozionato. Il crollo dell’Inter? Non sta a me giudicare. Auguro a Mancini le più grandi fortune”.

Vendetta o rivincita? “No, non ho nessun sentimento di rivalsa per nessuno dell’Inter. Per noi era solo una partita importante, volevamo fare bene, c’erano mille tifosi venuti da Udine. Questo ci ha dato una carica in più ed è stato bello esultare alla fine sotto la loro curva. L’Inter sta ricostruendo qualcosa, io ho un pezzo di quel ciclo con me in Dejan Stankovic. Moratti? Per me è stato il mio primo presidente in A, ha scommesso su di me e gli sarò sempre grato. Io però guardo il presente, l’Udinese che è la mia società e Pozzo, che è il mio presidente”.

Poi è il turno di parlare a Tiki Taka, la trasmissione Mediaset: “Udinese modello? Anche con lo stadio di proprietà. Questa è una società che guarda sempre al futuro. Credo che sia l’unica società ad avere stadio, campi di allenamento e palestre assieme: è l’orgoglio della famiglia Pozzo”.

Sul suo ritorno a Milano aggiunge: ” Io non ho fatto niente all’Inter, non sono Stankovic che ha lasciato tonnellate di trofei. Quindi quel tributo mi ha emozionato. Cosa non andò nella mia Inter? Una serie di infortuni che ci ha tolto tante certezze e marzo-aprile quando il presidente ha deputato di cedere la quota di maggioranza. E’ stata una cosa che ha destabilizzato tutti. Il tapiro? Erano 15 gli infortuni, l’unico che non si è fatto male ero io. Cosa ho pensato? Era il momento di sdrammatizzare. Ci si arrabbia tanto durante i 90 minuti di una partita, non è il caso di farlo per la carriola di Staffelli”.

L’Udinese con il Milan non ha visto palla per 60 minuti.Una settimana dopo vince con l’Inter: “Noi con il Milan avevamo sofferto molto e abbiamo lavorato sodo per non ripetere quanto successo”.

Di Natale è un campione difficile da gestire? “E’ un campione incredibile. Sono orgoglioso di essere l’allenatore con cui ha tagliato il traguardo storico dei 200 gol. Ha imparato a gestirsi con allenamenti mirati dal martedì al giovedì, poi dal venerdì è con la squadra”.

Scuffet: che fine ha fatto? “Su Simone c’è un progetto ben chiaro condiviso con il ct della Nazionale. Il suo è un ruolo molto delicato. Ha solo 18 anni, non vogliamo bruciare il portiere del futuro dell’Udinese”.

Bonolis è sicuro che un giorno tornerà all’Inter: “Ho firmato un vitalizio con l’Udinese. Ma sono molto fiducioso che l’Inter si riprenderà. Questo è il primo passo per una ricostruzione difficile. Nemmeno Roma fu ricostruita in un giorno”

Infine uno sguardo alla vita privata: “Mio figlio è un friulano Doc. Si chiama Giulio: nome romano ma carta d’identità friulana. Il frigo? Buonissimo! L?obiettivo? L’Udinese si deve salvare”.

 

 

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