Stramaccioni: “Orgoglioso di guidare l’Udinese, non sono qui di passaggio”

Stramaccioni: “Orgoglioso di guidare l’Udinese, non sono qui di passaggio”

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Mister Stramaccioni è stato ospit a Telefriuli. Parlando della vittoria ottenuta a Verona ha detto: “E’ stata una piccola prova di maturità, in questa stagione come sappiamo tutti abbiamo avuto troppi alti e bassi. Era l’occasione per dimostrare che potevamo far bene anche in campi in cui non avevamo colto molto. E’ stata una vittoria importante”.

Ha commentato così le proteste di Mandorlini tecnico del Verona: “Rispetto le parole di tutti, ma ci ho trovato troppi alibi in quelle dichiarazioni. Sull’espulsione di Sala, deve recriminare sul regolamento, l’arbitro lo ha applicato. Noi ne abbiamo subite di tutti i colori in stagione, è riduttivo parlare di episodi per la gara di ieri. ”

Poi ha aggiunto: “La mia squadra ha trovato piano piano un equilibrio, una identità. Questo assetto è l’unico che ci permette di giocare con due attaccanti e senza che ciò pesi sull’equilibrio della squadra. Il modulo? Io ero conosciuto per il mio calcio offensivo a livello giovanile, nella Roma, e poi anche in serie A con l’Inter. Ma la tattica è dettata dai giocatori che hai. Il nostro modulo? Vedo qualcosa di positivo e dobbiamo continuare di questo passo”.

Un percorso molto lungo per trovare una identità: “Ci può stare quando si vuole costruire qualcosa di nuovo, dei cardini su cui puntare forte per il futuro. Qualcuno ci ha messo un pochino a capire il campionato italiano. Adesso bisogna ripartire da qui per lavorare”.

Giocatori su cui puntare per il futuro sono “i 4 che rappresentano lo spogliatoio, Domizzi, Danilo, Pinzi e Di Natale, quelli che ne hanno viste tante. La cosa importante è affiancare a loro giocatori che possano esprimersi. Non si possono però riporre sempre le aspettative su di loro. Se ho potere sul mercato? Ci siamo sempre  trovati d’accordo sui profili delle tipologie di giocatori per l’Udinese. Loro avevano dei nomi che piacevano anche a me, come Thereau. La programmazione dell’Udinese è  precisa”.

Riguardo a Di Natale ha aggiunto: “Ho un bellissimo rapporto con Totò, anche fuori dal campo. Non mi permetto di dire prima di lui quelle che saranno le sue scelte. Io non vedo un motivo tecnico per cui possa smettere. Ma le motivazioni le deve trovare lui. Gli sto dimostrando che può essere fondamentale anche subentrando a partita in corso.Credo che possa essere molto utile alla squadra, alla società. Rappresenta la maglia, la terra. Io credo che possa fare un altro anno, magari non giocando 38 gare. Ma questo non vuol dire che l’Udinese non debba rinforzarsi.”.

Sul suo futuro ha dichiarato: “Spero di far bene, nel calcio non ci sono progetti a lunga gittata. Non sono qui di passaggio, spero di rimanere a lungo e sono orgoglioso di guidare l’Udinese. Non mi sono mai sentito in discussione da parte della proprietà. Le critiche? C’è sempre un fondo di verità. Quelle che mi feriscono sono quelle inventate. Le trovo strumentali alla cattiveria. E mi dà fastidio quando si attacca in maniera decisa un calciatore”.

Infine una battuta sul ritiro: “C’era l’idea di fare il ritiro in sede e disputare le amichevoli in giro. Ma la scelta non è definitiva”.

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