Stramaccioni: parola d’ordine concretezza

Stramaccioni: parola d’ordine concretezza

La trasferta col Chievo Verona è diventata particolarmente delicata dopo le due sconfitte con Parma e Palermo. Due gare diverse tra loro, queste ultime, ma con un unico comune denominatore, una squadra che non è piaciuta. Andrea Stramaccioni, alla vigilia della partita del Bentegodi presenta così la sua squadra: « L’unica medicina è mettere inciampo quello che si ha. Ci sono stati alti e bassi, dobbiamo lavorare su quello. sembra un’eternità, ma sono passate solo due settimane da quando avevamo fatto risultati e prestazioni. Parma è stato un brusco stop, ora abbiamo avuto il tempo di lavorare per tornare da Verona con qualcosa in mano ».

Serve però dimostrare di fare qualcosa, due settimane fa si era detto che non si doveva parlare di salvezza: « Preparare un trasferta come quella di Parma sapevamo che era difficile, gli alti e bassi danno fastidio, ma allora dovevamo parlare di salvezza. Secondo me, sotto il profilo della mentalità dobbiamo crescere, ma tutti dobbiamo avere fame per raggiungere la quota quaranta. Se abbiamo lottato come leoni in certe occasioni, dobbiamo tornare a farlo. Questa stagione dimostra che dopo un trend positivo ha inanellato prestazioni non soddisfacenti, torniamo ad essere quelli di due settimane fa. Basta fare regali come quelli fatti tra Parma e Palermo».

In difesa c’è emergenza, ma sarebbe un alibi adesso: « In questa stagione abbiamo avuto tanti problemi, ma ho fiducia in tutti e nessuno ha mai cercato alibi. Siamo contati numericamente, Domizzi ha provato fino all’ultimo, ma purtroppo ha avuto un altro infortunio. abbiamo chiamato Coppolaro che sta giocando con la Primavera. E’ un’emergenza numerica, ma mai cercare alibi! ».

La squadra ha mollato nelle ultime due gare: « Ne ho parlato tanto con i giocatori, siamo uniti c’è fiducia reciproca, ma anche queste prestazioni negative possono aiutare a capire e a crescere. Abbiamo preso le critiche giustissime che arrivano in questi casi, i ragazzi sono abituati a tirare fuori quello che hanno per smentire sul campo tutto, consapevoli che a nessuno sia piaciuto quel che abbiamo fatto col Palermo ».

In mezzo mancherà Guilherme, ma il discorso è più ampio: « Non ci nascondiamo che sia Fernandes sia Guilherme hanno un tasso qualitativo superiore, dai loro piedi passa la nostra qualità e la costruzione del gioco. Giocare col Chievo adesso è difficile, è un’analisi della gara. Loro non fanno giocare l’avversario, c’è poi un dato, ovvero che in sei gare hanno preso un solo gol. Sono superiori a noi fisicamente, per cui ci vuole grane attenzione. Grande rispetto per loro, ma noi vogliamo fare bene e tornare con un risultato positivo ».

Il sostantivo comune per le prestazioni positive fatte dall’Udinese è « equilibrio, se ci manca abbiamo fatto brutte figure e va al di là delle punte in campo. se abbiamo questa qualità è difficile giocare contro di noi. Con Palermo e col Parma è venuto meno ».

Il Chievo subisce poco, ma segna anche poco, molto si giocherà a centrocampo: « Vero, si giocherà molto in mezzo, ma come ‹ gioco diretto ›, loro sono bravi. Spesso non sono uscite partite belle a Verona, ma noi vogliamo comunque fare un risultato positivo al di là di tutto ».

Di Natale potrebbe essere la chiave, vista la velocità che ha: « Sicuramente è una partita in cui le nostre armi sono la rapidità, la velocità. Loro giocano in pratica con quattro centrali, noi abbiamo attaccanti che in trasferta sanno sfruttare gli spazi aperti. Davanti le soluzioni non mancano, ma credo che la prestazione debba pagare attraverso la solidità dietro ».

Su Kone il tecnico spiega che « ha forzato nell’ultima amichevole, sta bene, per noi è un recupero importante sia caratterialmente, sia per caratteristiche, è quello he attacca di più l’area avversaria. Ha gran voglia di dimostrare che l’Udinese non si è sbagliata a puntare su du lui ».

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