Stramaccioni: ” Proseguire con l’Udinese è il mio primo obiettivo”

Stramaccioni: ” Proseguire con l’Udinese è il mio primo obiettivo”

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Ospite d’onore di Udinese Tonight trasmissione in onda su Udinese Channel, mister Andrea Stramaccioni ha parlato di passato, presente e futuro:

Esordio in campionato il 1 aprile 2012: “Il coronamento di un grandissimo sogno per un ragazzo che ama il calcio. Non lo avevo nemmeno sfiorato da calciatore, non avrei mai pensato di raggiungerlo da calciatore. Arrivare in serie A dalla porta di San Siro è stato il coronamento di un grande sogno”.

Com’è cambiato Stramaccioni negli ultimi tre anni?“La A è un caleidoscopio di emozioni. Sono giovane, ho tanto da imparare. Ho lavorato con grandi campioni, grandi proprietà. Ho lavorato per Sensi, Moratti e ora per i Pozzo. E’ un grande orgoglio e soddisfazione.Prima dell’Inter non avevo avuto la possibilità di allenare una prima squadra. Mi piacerebbe anche rappresentare un piccolo esempio di qualcuno che ce l’ha fatta partendo da quel livello lì. Mi piace pensare che posso rappresentare il sogno di un giovane italiano che arriva in A”.

Umiltà e ambizione due valori che ti rappresentano: “Questi due aggettivi sono i valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. L’ambizione sana è la molla sociale per migliorarsi. L’umiltà è quella che hai dentro e se ce l’hai è giusto tenerla per sempre”.”

L’impatto con la provincia è stato quello che ti aspettavi?Il primo impatto personale è stato eccezionale. Ho casa in centro, mi muovo a piedi e il contatto con la gente è sempre piacevole perchè il friulano è discreto. La società è all’avanguardia anche per la capacità di scouting. Bisogna essere bravi a far capire quanto è importante il lavoro di questa società su questa terra. L’Udinese è la società più longeva tra  le provinciali in A, quello che è stato fatto a Udine è una cosa unica. Nessuna città è riuscita ad avere questa continuità. Bisogna sempre camminare a testa alta”.

Pensi che l’Udinese con questa politica possa prima o poi vincere qualcosa? “Penso che l’Udinese abbia una strategia ben precisa. Qualcosa con l’avvento del nuovo stadio può cambiare. Ricordiamoci che per trattenere un calciatore che ha offerte milionarie serve più un progetto che una offerta paritaria a quella di un grande club. Sono un sognatore, perchè l’Udinese non potrà competere un giorno per vincere una coppa?Ho sposato le idee della proprietà. Questo è un anno di fondazione per costruire le basi di un nuovo ciclo. Abbiamo giocatori esperti e tanti giovani che devono crescere. Anche le posizioni dei più esperti non sono casuali, sono la spina dorsale della squadra”.

Qual’è stata la critica che ti ha dato piu fastidio:”Il 90% delle partite che non sono piaciute ai tifosi non sono piaciute nemmeno a me. La cosa più difficile è costruire una base su cui lavorare. La sperimentazione non va di pari passo con i punti. L’Udinese le migliori partite le ha fatte quando ha trovato dei punti fermi. Sono arrivato in A grazie a quello che le mie squadre producevano. Ciò che non è andato non è piaciuto nemmeno a me. Ma quando si vuole costruire qualcosa l’inizio è sempre un po’ sofferto, è accaduto anche al mio maestro Spalletti”

I tifosi chiedono grinta e senso di appartenenza in campo: “Sono d’accordo sul fatto che questo sia un valore da trasmettere. L’identità viene sempre  meno, dobbiamo recuperarla.Il Friuli è una parte d’Italia meno conosciuta di quello che meriterebbe. Per me quei quattro giocatori che hanno tatuate addosso le strisce bianconere sono fondamentali. Le partite più belle in casa non le abbiamo vinte, ma siamo usciti tra gli applausi, vedi la gara con la Juventus.Una cosa che mi piace è che per nessuno è facile affrontare l’Udinese, che ha trovato una identità importante. Sono insoddisfatto di quanto possiamo fare con la palla tra i piedi: credo nei miei giocatori e penso che abbiamo ancora ampi margini di crescita. Voglio migliorare tanto come propositività”.

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