Stramaccioni studia la ricetta per cucinare il biscione

Stramaccioni studia la ricetta per cucinare il biscione

Le ricette di Natale oggi sono varie: il capitone va bene, così come tanti piatti tipici. Senza dimenticare le lenticchie col cotechino. Anticipando i tempi l’Udinese cerca la ricetta giusta per cucinare il biscione. Va bene, non sarà un piatto conosciuto (e digeribile da molti), ma vallo a dire a un coreano….Per cui, carta e penna:

Una buona dose (esagerate pure) di spregiudicatezza. Non vuol dire che dovete metterci quell’esuberanza nell’esagerare, altrimenti la ricetta prende un sapore troppo ‘acuto’. Diciamo che prendete coraggio, perché per prendere il biscione per la coda, prima serve quello. E senza di quello, il blasone di questo rettilone che fa più paura col nome che di fatto, può strisciare via e i morsi sono pericolosi. Portano infezioni.

Poi metteteci 400 grammi di partite con l’Udinese di Di Natale: come la paprika, porta quel pizzico di sensualità e di piccante che può fare la differenza

La ricetta, poi, può prendere due versioni: o 4 difensori pesanti, di quelli tosti che danno sostanza alla base, per arginare le velleità di chi vuole scapparti via. Oppure 3, tosti, ma necessariamente abbinati a 2 peperoncini sulle fasce, leggasi Widmer e Silva, che per svolgere questo modulo devono ‘mangiarsi la fascia’, non quella di totò, ma quella laterale. E per farlo devono essere al 101 per cento, altrimenti meglio non rischiare.

Nel dubbio, prendiamo per buona i 4 dietro: a questo punto la ricetta vede un rombo in mezzo, che come un pesce deve essere veloce e non abboccare alle arguzie di quel furbacchione di Mancini. Per cui Guilherme, Badu, Allan e Kone.

A scelta, infine, si può rendere più delicato il piatto con Fernandes, oppure più spregiudicato con Therau, scelta decisamente più apprezzabile dalla gola di Strama e Deki, due che il biscione lo conoscono e sanno che cosa può fare.

Il loro passato può venire utile, l’esperienza insegna si dice: e certe ricette o vengono bene, o l’azzardo rischia di farti cadere. E sotto Natale 2 punti in sei gare rischierebbero di portare l pazienza di allenatori non patentati al limite. Non è il caso, perché comunque vada l’Udinese il suo lo sta facendo: ed è da questa tranquillità che può pensare a come rendere la ricetta il migliore possibile, con la tranquillità di sapere che se si sbaglia non si rischia. Non si parlerà di Europa come fa già l’Inter che sta dietro, ma per quella ricordiamoci che c’è sempre la via Italia (intesa come coppa). L’Udinese deve crescere, le ricette per diventare gourmet devono essere affinate. Il tempo necessario non esiste, Zac per arrivare al 3-4-3 ci ha messo un anno e mezzo. Strana sta lavorando su più fronti, per primo proprio l’ingrediente principale, quello che è venuto meno nelle ultime gare: il coraggio, il fuoco negli occhi.

Con quello e la forma giusta, il biscione in pentola può essere cotto, altrimenti si rischia, ma senza farselo andare di traverso: non ne vale la pena, il futuro non passa per il Meazza, anche se tutto fa brodo, anche questa strana ricetta.

©Mondoudinese

 

 

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