Tanto fumo e poco arrosto. Ecco un altro brodino

Tanto fumo e poco arrosto. Ecco un altro brodino

Tanto fumo e poco arrosto. Tanti errori, l’Udinese ci prova, ma fatica a livello di costruzione gioco, il Sassuolo sembra spento. Questa è la sintesi per un pareggino che sa tanto di un altro brodino per i bianconeri: il Sassuolo sarà anche una grande squadra (di certo l’Udinese non lo è), ma con questa media casalinga e con il calendario che da qui a dicembre farà incontrare tutte le squadre della parte sinistra della classifica, questo punto sa di qualcosa in più di un mezzo passo falso. Sì, d’accordo ci sono gli infortuni. Sì, d’accordo alcuni nuovi devono ancora integrarsi. Sì, d’accordo siamo solo alla undicesima. Sì, d’accordo tutto: ma dov’è quella rivoluzione copernicana annunciata con l’arrivo di Colantuono? Il tecnico cercato per anni non sembra fin qui aver portato nulla di suo, anzi sta proseguendo su una strada vecchia e che nelle ultime due stagioni ha portato solo grigiore. Rischia di fare l’errore che ha fatto il suo predecessore, Stramaccioni, ovvero dare continuità a un modulo e a dei giocatori che non sono adatti a interpretarlo. Non è dato sapere se la richiesta arriva dai giocatori stessi, certo è che suona sempre più strano vedere un allenatore da sempre ancorato a una filosofia stravolgerla senza ottenere nulla se non un punto qua e uno là.

L’Udinese è noiosa e prevedibile,  gioca solo dall’ottantesimo, fatalità (?!) quando si imposta la squadra con Lodi più vicino alle punte. Sarà un caso ma da qui l’Udinese sembra avere qualcosa in più di un Sassuolo che pensa solo a difendersi con ordine, ma tanto basta a prendersi un punto.

Oramai la classifica non si può considerare estemporanea e fin qui l’Udinese ha deluso. Se nessuno si attendeva un campionato da vertice, nessuno si attendeva una fotocopia sbiadita di quanto già visto (o non visto) nelle ultime stagioni.

Serve coraggio magari di lanciare anche qualche giovane Primavera, di cambiare radicalmente un modulo stantio e ammuffito, di trovare il l’audacia di fare scelte, anche impopolari, serve soprattutto capire come vestire questa squadra: l’indecisione sembra regnare sovrana e non è solo duttilità.
Colantuono ha il carisma e il carattere per farlo: ma deve dismettere il ruolo di ‹ aziendalista ›, altrimenti finirebbe schiacciato. E soprattutto deve avere l’appoggio incondizionato del club, che sembra sempre più astratto in una situazione che non era così difficile prevedere dopo due anni tribolati.

Il pari col Sassuolo è un ulteriore cerotto, ma di certo non può sempre bastare aspettare i risultati degli altri per sentirsi al sicuro. E ora che il calendario si fa davvero duro o si tirano fuori i cosiddetti, oppure il rischio di finire al di sotto della linea di galleggiamento è alto. Per adesso l’Udinese non ‹ cola › a picco, ma urge una svolta vera. (Foto Zimbio)

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