Tavecchio: Italia-Spagna si giocherà a Udine

Tavecchio: Italia-Spagna si giocherà a Udine

Il presidente della Figc ha annunciato nel corso di una conferenza stampa che l’amichevole della Nazionale in programma il 24 marzo si giocherà nel rinnovato impianto friulano: “Investimento di grande prospettiva”. Presenti anche Pozzo, Honsell, Collavino e Rigotto

eAnteprima di lusso quest’oggi alla Friuli Dacia Arena. A due ore dal fischio di inizio di Udinese-Juventus, infatti, i massimi dirigenti dell’Udinese Calcio assieme al presidente della Figc Carlo Tavecchio e al sindaco di Udine Furio Honsell hanno incontrato la stampa per “onorare” l’apertura completa dell’impianto friulano. Ma la ciliegina è arrivata al termine della conferenza quando Tavecchio ha annunciato: “L’amichevole tra Italia e Spagna in programma il 24 marzo si disputerà a Udine”. Una decisione che amplifica ulteriormente i complimenti espressi dal numero uno del calcio italiano nei confronti della società bianconera.

A fare gli onori di casa è stato il direttore generale bianconero Franco Collavino che ha ceduto subito la parola al project manager dello stadio Alberto Rigotto che ha brevemente ricordato alcuni punti-chiave del lungo iter che ha portato alla ristrutturazione dell’impianto: “Oggi per la prima volta lo stadio Friuli è reso funzionante al cento per cento. Si tratta di un battesimo tecnico, per i festeggiamenti ci saranno delle manifestazioni. Questo è il “modello Friuli”: rispetto della normativa vigente, utilizzo di risorse private, realizzazione in tempi stretti, anche se i dialoghi sono stati avviati da tempo, e ristrutturazione in loco, importante sotto il profilo urbanistico perchè non abbiamo mangiato ulteriore territorio. Alcuni numeri vanno ricordati: nel 2006 abbiamo iniziato a parlare molto seriamente della ristrutturazione e il 14 novembre 2011 con una delibera votata all’unanimità in consiglio comunale è stato demanializzato lo stadio attraverso la concessione del diritto di superficie che consente di rinnovare e gestire privatamente l’impianto. L’ultimazione dei lavori è datata 31 dicembre 2015, per 556 giorni di lavoro complessivi.  Abbiamo continuato a giocare la Serie A con i lavori in corso, grazie a una grande opera di messa in sicurezza e una proficua collaborazione con la Questura locale. Il costo del cantiere è di circa 35 milioni di euro, con un appalto finale da 27 milioni di circa,a cui si aggiungono le spese per lo spostamento del terreno gioco e dei lavori in tribuna centrale. Le imprese, del territorio, impegnate sono state 95 per un totale di 35mila persone impiegate, con 1.200 maestranze impegnate costantemente nel cantiere.  Sono stati tre i principali pilastri che hanno consentito la buona riuscita dell’opera: in primis la società Udinese Calcio, con la sua capacità di far quadrare i bilanci e grande tradizione calcistica; poi il sindaco di Udine Furio Honsell, non smetteremo mai di ringraziarlo, che con caparbietà e tenacia ha rischiato del suo pur di arrivare a questo punto; e non ultimo Gianpaolo Pozzo, che ha superato mille ostacoli per raggiungere l’obiettivo. Ma non è finita. Ora inizia seconda fase per regalare la polifunzionalità allo stadio”.

Honsell ha ribadito l’importanza dell’opera compiuta: “In un periodo di grande crisi economica, sentendo questi numeri dobbiamo essere tutti grati. Non solo questo è stato fatto attraverso intelligenza e autonomia finanziaria, ma ha permesso al pubblico di risparmiare, ogni anno venivano investiti milioni di euro dal Comune per la manutenzione, ora queste risorse verranno utilizzate per ristrutturare scuole e altre strutture pubbliche. C’è stata, dunque, una ricaduta benefica per tutti. Adesso la nuova sfida sarà la polifunzionalità. Anche la sponsorizzazione Dacia rappresenta una forte innovazione, senza trascurare ovviamente la tradizione. L’autentico spirito del Friuli si concretizza anche attraverso questa spinta innovativa”.

Molto soddisfatto anche il presidente Tavecchio: “E’ stato importante aver utilizzato un impianto già esistente. L’iniziativa privata è l’asse portante di questo Paese. Questa è una terra dalla grande vocazione sportiva e l’investimento come questo rappresenta una speranza per i giovani. Ho seguito passo a passo i lavori”.

E non poteva, poi, mancare il commento dell’uomo che più di ogni altro ha creduto nell’opera, Gianpaolo Pozzo: “Ringrazio di cuore per le belle parole. Siamo in una regione dove tutti lavorano con grande impegno e serietà e ho potuto vivere questa esperienza concreta. Sia gli organismi pubblici, sia le imprese, sia la burocrazia: tutti hanno fatto in modo che l’opera si completasse nel più breve tempo possibile, rispettando le leggi. In poco più di un anno, siamo riusciti a completare i lavori, continuando a giocare in questo impianto. Anche Federazione e Coni hanno dato una mano importante. Ora saranno investiti altri 20 milioni di euro per completare i lavori affinchè lo stadio diventi una struttura che serva a tutti, mi piacerebbe definirlo un “luna park per adulti” con palestre, bar e attività per il tempo libero. La cifra finale dell’investimento si aggirerà intorno ai 55-60 milioni di euro, tutti coperti. Spero che anche questo serva, perchè siamo tutti appassionati di calcio, è uno sport che crea risorse e dovrebbe essere strutturato in modo adeguato”. Dal punto di vista sportivo, Pozzo sottolinea che: “Lo stadio è un passo avanti per cercare di aumentare il livello competitivo della società, aumentando i ricavi e creando nuove sinergie per migliorare la classifica”.

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