Tavian e l’Udinese di domani: possiamo guardare all’8° posto

Tavian e l’Udinese di domani: possiamo guardare all’8° posto

Marco Tavian fa il punto della situazione tra obiettivi e riconferme della società bianconera

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L’allenatore e noto opinionista di Udinese Tv, Marco Tavian, comincia una prima analisi del percorso di crescita che la società ha intrapreso e che proietta la squadra verso obiettivi più ambiziosi.

Mister, la questione del decimo posto sembra essere importante sul piano economico, lo è davvero?

C’è da dire che non è la questione economica ad alimentare l’ambizione del decimo posto, ma la voglia di arrivare il più in alto possibile al fine di poter guardare all’ottavo posto come obiettivo del prossimo anno. Dal cambio in corsa dell’allenatore all’arrivo di Delneri che è riuscito non solo a chiudere in breve tempo il discorso salvezza ma a creare una vera squadra e a mettere in luce nuovi talenti, tutto ciò ha posto le basi per  un certo futuro di crescita, voluto non solo dalla società ma da tutti gli attori in gioco.

Via Kums, chi sarà il futuro regista della squadra?

Balic a Crotone ha dimostrato grande personalità, per cui in prospettiva vedo lui come regista della squadra. Domenica lo vedremo giocare con Hallfredsson e sono certo che confermerà tutte le sue qualità tecnico-tattiche dimostrando di poter raggiungere in breve quella maturità di gioco necessaria a sostituire Kums.

Riconfermerebbe la rosa? Se dovesse scegliere un nome, chi chiamerebbe in squadra?

Certamente riconfermerei tutti. Poi mi piacciono Falcinelli e Inglese, ma più che ad un nome penserei a chiudere il discorso sul  ruolo di terzino sinistro, per il quale mi viene in mente Cristiano Biraghi del Pescara.

A proposito di riconferme, parliamo un pò del ruolo del Ds.

Bonato viene dal grandissimo lavoro che ha portato il Sassuolo alla rimonta fino in massima serie, per cui sulla sua validità non ci sono ombre. A Udine ha fatto un ottimo lavoro innanzitutto  facendo da cuscinetto e permettendo quindi a società e squadra di lavorare in tranquillità. Solo in un clima sereno infatti i progetti di crescita hanno la possibilità di essere portati a termine con successo soprattutto quando richiedono un lasso di tempo superiore alla sola stagione di campionato.

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