Il grande freddo

Il grande freddo

Mentre l’Udinese continua a nascondersi i tifosi rispondono con freddezza, anzi qualcuno pensa che con la Roma anche una sconfitta sia un male necessario per portare al cambiamento. La situazione è critica, e mentre Spalletti recupera Pjanic e De Rossi, Colantuono pensa al 4-5-1

E’ triste, molto triste, quando più di qualche tifoso arriva a sperare che la sua squadra perda pur di vedere un cambiamento. Ma all’Udinese oggi va così: in molti a Udine sono arrivati all’esasperazione, e da queste parti è il silenzio e l’indifferenza il modo per dire al club, ‘state sbagliando tutto!‘.

E quando qualcuno arriva ancor di più ad augurarsi che anche una sconfitta con la Roma sarebbe, in fondo, un male necessario per vedere un barlume di rinascita, allora la società dovrebbe riflettere.

E’ questo il clima con cui si sta arrivando alla gara di domenica, che vale la panchina per Colantuono e un pezzo di salvezza per l’Udinese. Fare almeno un punto potrebbe bastare a tenere a bada parzialmente chi sta dietro, ma non potrebbe bastare a far cambiare giudizio ai tifosi che da tempo hanno oramai bocciato questa stagione.

Intanto la squadra è sempre nascosta, in ritiro. Si chiede compattezza, ma di fatto scappano. E da quel che traspare non mancano i problemi: Felipe e Wague non sembra possano recuperare, Piris è squalificato, Guilherme infortunato.

Colantuono sembra che sia orientato a raccogliere l’invito del Paròn che dopo Frosinone ha criticato il modo con cui era stato posto il centrocampo. E con la Roma che recupera De Rossi e Pjanic non  si può pensare di riproporre vecchi canovacci.
I giallorossi (De Rossi potrebbe partire in panchina) si dovrebbero presentare con  4-3-2-1 con Florenzi e Digne esterni, Manolas e Zukanovic centrali, a centrocampo PjanicKeita e Vainqueur. In attacco SalahEl Shaarawy e Perotti. Se De Rossi ce la farà giocherà in difesa, che tornerà a tre.

L’Udinese vedendo queste possibilità ha una sola chance: chiudere tutti gli spazi, per questo si va verso un 4-5-1. Widmer, Heurtaux, Danilo e Adnan in difesa; Edenilson, Badu, Fernandes, Hallfredsson, Armero in mediana; Di Natale o Zapata davanti.

Rimane l’amarezza e la consapevolezza che anche un risultato positivo contro la lanciata Roma di Spalletti non cambierà il giudizio sulla stagione e i suoi protagonisti. Per cui questa volta l’Udinese deve uscire da sola dalle paludi. Il sostegno ci sarà, ma sarà solo per i colori da difendere sempre con onore e dignità.

L’unica speranza è scritta nella poesia di De Andrè: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. E oggi, che l’Udinese è davvero nella melma, chissà che non compia il miracolo.

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