Trazione anteriore

Trazione anteriore

L’occhio e’ puntato in particolar modo sulla retroguardia delle zebrette perche’ se e’ giusto sottolineare che mercoledi’ scorso oltre ai gol l’Udinese non ha concesso molto di piu’ all’avversario

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Interessantissima sfida questo pomeriggio al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia dove andra’ in scena il match che vedra’ opposte Sassuolo e Udinese. Partita aperta a qualsiasi tipo di soluzione, e che promette di divertire coloro che avranno staccato un tagliando per potervi assistere. Forte di un impianto di gioco piu’ che collaudato, e galvanizzato nel morale dalle continue imprese messe a segno tra preliminari e primo turno del tabellone principale di Europa League, il Sassuolo si e’ candidato ad essere ancor di piu’ la mina vagante del campionato. Nove punti sul campo messi assieme sino ad ora, ridotti a sei per le note vicende burocratiche, sconfitta netta a Torino contro la Juventus, ed alquanto inaspettato stop mercoledi’ scorso a Verona contro il Chievo, che giusto tre giorni prima aveva espugnato proprio il campo dell’Udinese. I friulani hanno mosso la classifica e sono usciti rinfrancati dal pareggio casalingo contro la Fiorentina, per un match infrasettimanale che ha fornito indicazioni positive dopo la doccia gelata subita contro i clivensi. Le note positive fatte registrare dagli uomini di Iachini contro i viola sono elementi che potrebbero trovare un riverbero nella formazione che il tecnico marchigiano sta studiando per provare a fare bella figura e magari centrare un bel risultato al cospetto della formazione allenata da Eusebio Di Francesco.

Il mercoledi’ di campionato ha detto infatti che Rodrigo De Paul comincia ad essere meno lezioso ed innamorato del pallone per rendersi piu’ funzionale al gioco di squadra, cercando la profondita’, vedi la preziosa imbucata che ha permesso a Duvan Zapata di trovare la via della rete; proprio il colombiano, dopo la partita di grande sacrificio fatta di continui rientri a dar manforte al reparto arretrato contro il Chievo, ha evidenziato l’auspicato cambio di passo con delle progressioni che hanno sovente messo in difficolta’ la retroguardia della Fiorentina. Poi, Perica e soprattutto Peñaranda. I due sembrano contendersi la maglia da titolare nel ruolo di punta laterale da affiancare al Panteron. Il croato, anche quando non segna come verificatosi a meta’ settimana, da’ sempre un tangibile segno di presenza nel match con preziosi palloni che sembrano persi e che vengono invece recuperati a successivo beneficio dei compagni; il velocista venezuelano, inserito nell’ultimo quarto d’ora contro la squadra allenata da Paulo Sousa, con i suoi cambi di frequenza in progressione capaci di lasciare sul posto i marcatori di turno, ha dato dimostrazione di voler percorrere in tutto e per tutto la strada intrapresa da altri due fenomenali sprinter d’attacco della storia dell’Udinese, vale a dire Marcio Amoroso prima e Alexis Sanchez piu’ di recente.

Entrambi questi indimenticati campioni passati per il Friuli, prima di esplodere a suon di gol e giocate funamboliche, avevano dato chiari cenni delle proprie potenzialita’ nei primi spezzoni di partita giocati nel nostro campionato, un po’ come sta avvenendo per il ragazzo dall’inconfondibile chioma color platino. E’ evidente che Iachini, prima di azzardare una formazione cosi’ dichiaratamente d’attacco, dovra’ prima essere convinto delle garanzie d’equilibrio che potranno essere conferite dal tipo di centrocampo che il mister ascolano decidera’ di schierare. In questo senso, assodata l’assenza di Hallfredsson, bisognera’ vedere, a fronte dell’ulteriore defezione di Badu, quanto Fofana potra’ essere funzionale se schierato nella posizione del numero 7 bianconero. Il reparto che dovra’ tornare a rendere su livelli massimali sara’ la difesa, a fronte della lunga assenza cui saranno costretti Samir e Widmer.

L’occhio e’ puntato in particolar modo sulla retroguardia delle zebrette perche’ se e’ giusto sottolineare che mercoledi’ scorso oltre ai gol l’Udinese non ha concesso molto di piu’ all’avversario, non va scordato che con una copertura un po’ piu’ attenta Babacar non si sarebbe ne’ tramutato nel Bettega o Di Natale di turno col suo magistrale colpo di tacco a rete, ne’ avrebbe accentrato su di se l’attenzione dopo il cross di un compagno con successiva caduta in area e rigore a favore della Fiiorentina decretato dall’arbitro Mazzoleni.

L’Udinese sembra pertanto intenzionata a scendere al “Mapei Stadium” per giocarsi tutte le proprie carte e non lasciare nulla di intentato, com’e’ giusto che sia, ma, a fronte di un avversario che deve lamentare numerose assenze, prima fra tutte quella di Domenico Berardi, i bianconeri non possono pensare di trovarsi di fronte un avversario dimesso o in piena difficolta’, anzi. Questo Sassuolo allenato da Di Francesco ricorda, per mentalita’ e capacita’ di stare in campo da parte di tutti, siano essi titolari o seconde linee, l’Udinese di Zaccheroni, ovvero la classica formazione nella quale, in forza di un impianto di gioco piu’ che collaudato, che tutti conoscono a memoria, non vanno ad incidere ne’ qualita’ ne’ quantita’ degli assenti, visto che chi e’ chiamato a sostituirli sa bene cosa fare, non facendoli rimpiangere. Frutto della programmazione orchestrata dal patron Squinzi e portata avanti da tutto l’organigramma societario dei neroverdi emiliani, abili, nel momento dell’esterofilia imperante all’interno delle rose delle compagini di serie A, nel fondare i propri roosters su uno zoccolo duro di giocatori italiani di indubbio talento, affiancati da stranieri ancora giovani, affamati di successo e al tempo stesso gia’ rodati per il calcio nostrano, come dimostra l’esempio di Gregoire Defrel.

Per cui, non lontano da aree nelle quali dove motori e automobili costituiscono un tratto distintivo anche culturalmente affermato, l’Udinese cerchera’ di capire quanto possa essere proficuo, oggi pomeriggio come in avvenire, un assetto a chiara trazione anteriore.

 

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