Udinese, a te la parola

Udinese, a te la parola

L’Udinese contro la Lazio non può sbagliare: vittoria d’obbligo, anche se un bon pari potrebbe placare gli animi. Colantuono non sembra a rischio, mentre l’undici iniziale vedrà almeno tre cambi importanti. E i tifosi, se non ci sarà la prestazione, sono pronti a contestare

La Lazio non è l’avversario migliore di questi tempi per cercare di uscire da una crisi come quella in cui è piombata l’Udinese.
Domenica al ‘Friuli‘, ci sarà una gara ad alta tensione bianconera: i giocatori, in ritiro da domenica, appaiono tesi, sanno che la situazione rischia di precipitare. La società ha già minacciato di andare avanti ad ad oltranza con il ritiro, ma in caso di ulteriore passo falso a rischiare grosso potrebbe essere anche Colantuono che continua a ricevere – giustamente – la fiducia del club.

COLANTUONO Sarebbe una sconfitta per tutti  l’esonero: l’operato di un tecnico andrebbe valutato a fine anno, cambiare a febbraio sarebbe solo cercare un capro espiatorio quando tutti hanno responsabilità. Chiaro che se la situazione non migliorasse, verrebbe da chiedersi se la squadra segue ancora l’allenatore e a quel punto il ragionamento diverrebbe più ampio. Anche se nomi plausibili ad oggi ce ne sono pochi, con Walem (che sembra piacere) che oggi guida il Kortrijk.

TIFOSI Anche la tifoseria sembra oramai stanca: la lettera dell’AUC  ha confermato che il limite è colmo. O la squadra dà segnali forti oppure scatterebbe una contestazione. Nessuna cosa clamorosa, sia chiaro: a Udine la civiltà è cosa assodata, ma anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano. Per cui ci si attenda uno stadio abbandonato a gara in corso se il risultato sarà negativo con un silenzio assordante che vale più di mille parole. Per i tifosi sotto accusa ci sono tutti, ma la società sembra avere qualche colpa in più degli altri.

MODULO Per i processi ci sarà tempo, ora serve solo compattezza e unità d’intenti: l’Udinese incrocerà una delle squadre più in forma attualmente, nonostante squalifiche e acciacchi.
Ma che squadra ci dovremo attendere? Sotto accusa è finito anche il modulo che da tre anni non sembra essere più nelle corde della squadra (leggasi i 148 gol presi). Colantuono lo difende a oltranza, spesso ha affermato che non ci sono alternative e  va in effetti sottolineato che quando ha voluto, vedi con l’Atalanta o il Torino, l’Udinese ha saputo giocare bene anche col il famigerato 3-5-2. Per ora sono però solo episodi in un campionato che rischia di essere molto peggio si quello definito nefasto da qualcuno l’anno corso.

FORMAZIONE Allora che accorgimenti ci saranno contro la prima squadra della capitale? Kuzmanovic è seriamente preso in considerazione per il ruolo di mezzala, altrimenti occhio a Kone che lunedì però potrebbe partire e Guilherme che sembra in forma.
A destra ci sarà di nuovo  Edenilson con Widmer tra i bocciati eccellenti dopo queste sconfitte. A sinistra fiducia ad Adnan, con Lodi e Badu a completare la mediana. Dietro Heurtaux sembra dover rubare il posto a un distratto Wague, con Danilo e Felipe al loro posto.
Davanti Zapata e Thereau, 12 gol in due, praticamente due terzi di quelli segnati dall’intera squadra (ancora a secco con i difensori). E Di Natale? Dovrebbe essere convocato ed utilizzato a gara in corso, ma si deve aspettare la rifinitura di sabato per capire davvero se quest’ipotesi sarà confermata.

Più che nomi e numeri conterà l’atteggiamento: al peggio non c’è mai fine, ma se l’Udinese non interviene domenica la situazione rischia davvero di precipitare anche in classifica. E attenzione all’anticipo Carpi-Palermo che potrebbe dare ulteriori pressioni.

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