Udinese, all’attacco!

Udinese, all’attacco!

Thereau e Zapata sembrano inamovibili. Ora arriva anche Peñaranda. Ma con un 3-5-2 che stenta da tempo, perché non dare spazio al ‘nuovo che avanza’? Matos è stato accantonato fin troppo preso l’anno corso, guai a sbagliare ancora. Per Perica vale lo stesso. Perché non provare un tridente che dia la possibilità al reparto più eterogeneo di potersi esprimere al meglio? Il rischio altrimenti è di avere già a settembre una gerarchia ‘scritta che crea solo malumori

Il reparto meglio attrezzato, nonostante manchi un bomber vero, è proprio l’attacco: in casa Udinese ci sono punte diverse che potrebbero (e dovrebbero) essere valorizzate meglio. L’arrivo di Peñaranda completerà l’organico, ma attenzione perché proprio questo prestito da molti considerato ‘un colpo’ rischia di destabilizzare un po’ tutto. Se poi arrivasse De Paul ecco che davanti ci sarebbero delle cessini inevitabili.

Il 3-5-2 a oggi appare ancora inesorabile (anche un 3-4-1-2 con proprio De Paul dietro le punte cambierebbe poco): in due attaccanti con in rosa Thereau, Zapata, Peñaranda, Matos, Perica, Ewandro, Hamdi e Perica rischiano di diventare ‘strette’.
Prendete proprio Matos: l’anno scorso a Empoli si prese i titoli dei giornali e quando ha giocato lo ha sempre fatto bene, ma non ha mai trovato la giusta continuità. Quest’anno è partito molto bene in amichevole (dove invece  molti compagni sono apparsi in ombra), ma rischia di dover pagare dazio a gerarchie prestabilite.
Il ragazzo non ha mai detto nulla, si è sempre allenato con dedizione, e anche oggi si è messo a disposizione tirato a lucido.
Con due punte Thereau e Zapata , che sembrano inamovibili, senza contare che Peñaranda è arrivato con l’intento di giocare titolare, che spazio si può pensare per gli altri?

Matos, ma anche Perica, hanno dimostrato di poter dire la loro, ma serve dagli la possibilità di farlo. Si gioca in undici vero, ma siamo certi che questo modulo metta in risalto le qualità della squadra? Con una difesa colabrodo, con  un centrocampo alla perenne ricerca di un uomo faro, perché puntare su uno schema che rischia di precludere, invece, chi potrebbe fare la differenza?

Perché non si arriva a un più laico 4-3-3 dove una punta centrale (Zapata o Thereau o Perica) potrebbe avere ancora maggior libertà di movimento in area, mentre Matos a destra e Peñaranda  a sinistra (suo ruolo naturale) potrebbero fare della loro velocità l’arma in più?
Onestamente certi movimenti di mercato ancora non sono chiari: Hamdi, per esempio, a 31 anni suonati arriva con che ruolo in questa Udinese? Le prime avvisaglie parlano di un attaccante non di certo…di punta.

A oggi l’Udinese appare ancora troppo simile al suo recente passato. In avanti le soluzioni ci sono: nessuno dei giocatori è da 15 gol in su probabilmente, ma serve coraggio nel tirare fuori da loro il meglio adattando probabilmente il reparto più eterogeneo alle esigenze.

Se si preclude a prescindere alcuni giocatori (vedi proprio Matos) il rischio è di avere già a settembre degli scontenti che si chiedono perché sono stati portati a Udine. Si gioca in undici, è vero, ma questi undici devono essere quelli che garantiscono di più. E ad oggi questa Udinese dietro appare ancora troppo fumosa per poter reggere un modulo che fa di fasce e mezzali la vera forza e dove sembrano mancare proprio questi ruoli.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy