Udinese, anno nuovo e possibili nuove ambizioni

Udinese, anno nuovo e possibili nuove ambizioni

l’Udinese targata Delneri inizia ad entrare nell’orbita di quello che era uno degli intendimenti del mister al suo approdo qui in Friuli: richiamare allo stadio gente di fede friulana, un po’ meno calda e forse meno assidua del cosiddetto “zoccolo duro” costituito dagli abbonati. Significa che la gente crede nella squadra, nel suo impianto di gioco, nella sua rinnovata capacita’ di divertire, nella possibilita’ di lottare nel segno di rinnovate ambizioni.

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In un calcio degli anni 2000 che in molti definiscono televisamente inflazionato, ci viene da dire: finalmente il campionato!

Un campionato che ritorna dopo una pausa di 17 giorni che sono parsi piu’ lunghi del solito, per il modo in cui sul mondo pallonaro si sono opportunamente abbassati I riflettori, rumors di mercato a parte. Dunque, dove eravamo rimasti, relativamente alle vicende dell’Udinese? Il buon quarto d’ora iniziale in quel di Marassi aveva fatto credere nella possibilita’ di sbancare la Liguria e cogliere il quarto successo di fila in meno di 20 giorni; lo sviluppo dello partita, con un’Udinese che ha abbassato il baricentro dopo l’uscita di un elemento di fondamentale importanza qual’e’ diventato Emil Hallfredsson, ci fa dire a posteriori che il punto colto al “Ferraris” e’ di quelli buoni, e magari alla fine del campionato potrebbe rivelarsi importante, se non addirittura pesante. Una squadra come l’Udinese, che obiettivamente non puo’ dire di contare su un fuoriclasse che da solo possa spostare gli equilibri di un match, e’ ora un gruppo di giocatori importanti ai quali, nel corso del tempo, Gigi Delneri ha dato uno spirito ed un gioco. Diciamoci la verita’: la salvezza, obiettivo minimo stagionale, dista -per quelli che vogliono attenersi alle quote statisticamente e storicamente affermatesi nel susseguirsi dei campionati dei tre punti per vittoria – cinque successi.

Ma nel mirino l’Udinese di oggi ha altro. Sono esattamente 7 i giorni utili a capire se l’Udinese e’ e sara’ squadra da “campionato tranquillo” oppure puo’ davvero iniziare a pensare a qualcosa di piu’. E quel qualcosa di piu’ non puo’ non passare attraverso quelli che saranno gli esiti di due match casalinghi dall’alto coefficiente di difficolta’ quali quelli che in serie vedranno le zebrette opposte all’Inter, oggi, nel lunch-match delle 12.30, e domenica prossima, nel pomeriggio, contro la Roma. I numeri sembrano davvero lanciare “messaggi” alla squadra del mister di Aquileia. Dall’avvento dei campionati che mettevano in palio tre punti per vittoria, tutte le volte che I friulani hanno abbattuto la barriera, la “soglia psicologica” di quota 25 alla conclusione del girone d’andata, al termine del campionato si e’ brindato a qualcosa di veramente importante. E poi c’e’ Udinese-Inter, ultima d’andata, l’8 gennaio. Non c’e’ una coincidenza temporale assoluta per quel che riguarda la data, ma come in occasione dell’ultima vittoria interna dei friulani a spese dei milanesi in campionato, praticamente quattro anni fa, si giocava a gennaio, alla ripresa dopo la pausa natalizia, ed era l’ultima giornata d’andata. Dopo un primo tempo d’attesa, l’Udinese, trascinata nella seconda frazione da Di Natale e Muriel, si impose per 3-0. La partita di oggi non vede I due eroi di allora in campo, ne’ molti di quelli che vestirono il nerazzurro quel giorno, ma rappresenta per entrambe, senza ombra di dubbio, un autentico spartiacque.

L’Udinese cerca non solo il successo interno di prestigio, ma vuol capire dove possono iniziare a spingersi le proprie ambizioni; l’Inter, complesso altamente competitivo se consideriamo uno ad uno gli elementi che compongono la rosa, cerchera’ di trarre dal match di quest’oggi indicazioni sulle sue possibilita’ di reinserimento nella zona Champions, un qualcosa di impensabile prima dell’arrivo sulla panchina nerazzurra di Stefano Pioli. Posto che la formazione dell’Udinese per nove undicesimi sembra fatta, sara’ importante comprendere quale incidenza avra’ sull’andamento del match la scelta dell’interno di centrocampo. Emil Hallfredsson in tante partite dell’era Delneri si e’ rivelato l’autentico ago della bilancia in mediana, ed il suo impatto sui match duranti I quali non ha dovuto alzare anzitempo bandiera bianca per infortunio e’ stato sempre determinante. Per di piu’ il mister friulano ha parlato in conferenza stampa di possibilita’ della sua squadra indossulibilmente legate alla capacita’ di essere compatti in campo, fattore che indirizzerebbe l’opzione finale verso un profilo piu’ vicino alle caratteristiche del gigante vichingo. Ma grosse chances potrebbe giocarsele anche Jakub Jankto: l’effervescenza del ceco potrebbe mettere in seria difficolta’ alcuni elementi della zona nevralgica dell’Inter che Pioli sembra intenzionato a schierare.

Inoltre, il biondo centrocampista, in questo momento uno dei pochi a rivelarsi incisivo nelle situazioni da palla inattiva, potrebbe tornare estremamente utile: la difesa dell’Inter e’ di fatto quella dello scorso anno, ed un attento osservatore come Gigi Delneri non puo’ non aver tenuto a mente certe soluzioni di gioco che lo videro comunque positivo protagonista l’ultima volta che ebbe ad incrociare la cosiddetta Beneamata, il 7 febbraio scorso in Hellas Verona-Inter finita con un rocambolesco 3-3. Last but not least, il pubblico: in una giornata che meteorologicamente, malgrado la disputa di quest’importante sfida all’ora di pranzo, fara’ assaggiare agli spettatori i rigori dell’inverno, Udinese-Inter va verso il tutto esaurito. Presenza di tifo ospite al solito massiccia, ma non riteniamo di essere lontani dalla verita’ affermando che l’Udinese targata Delneri inizia ad entrare nell’orbita di quello che era uno degli intendimenti del mister al suo approdo qui in Friuli: richiamare allo stadio gente di fede friulana, un po’ meno calda e forse meno assidua del cosiddetto “zoccolo duro” costituito dagli abbonati. Significa che la gente crede nella squadra, nel suo impianto di gioco, nella sua rinnovata capacita’ di divertire, nella possibilita’ di lottare nel segno di rinnovate ambizioni. Se anche i giocatori si renderanno maggiormente consapevoli delle loro possibilita’ e faranno propria questa “fame” di risultati e piazzamenti di prestigio, il girone di ritorno dell’Udinese sara’ davvero un piatto ricco da gustare fino in fondo.

 

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