Udinese appassita, Lazio Capitale

Udinese appassita, Lazio Capitale

Bianconeri fragili steli di foglia che si staccano pian piano per cadere al suolo leggermente, senza quasi accorgersene

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie Ermetica, intensa, che evidenzia tutta la paura e il dolore che ci sono in una guerra. Ungaretti non pensava di certo all’Udinese quando l’ha scritta, ma in questa serata autunnale, che sembra ancora stranamente sospesa in un’estate che non vuole finire, i bianconeri appaiono proprio così: fragili steli di foglia che si staccano pian piano per cadere al suolo leggermente, senza quasi accorgersene. Intanto a ricordare a tutti che si sta (di nuovo) sprofondando c’è la classifica che si fa pesante, come direbbe Marty McFly.
L’Udinese ostenta sempre quell’arroganza che le è tipica, figlia di elogi presidenziali e no che fanno credere ai giocatori di essere forti. Invece a parte qualche fiammata, il gioco non c’è e forse nemmeno tanta tecnica. Insomma siamo alle solite e la Lazio impartisce una lezione di umiltà, mentre il giovane Inzaghi insegna che tanta attica può solo confondere, puntando invece a un gioco semplice ed efficace con Immobile e Keita supremi rifinitori.

LA PARTITA La Lazio è ben messa soprattutto dietro e pian piano capovolge il canovaccio prendendo in mano la gara. Dopo poche velleità bianconere ecco uscire fuori la prima squadra della Capitale con Lujkaku prima e Immobile che al 28’ dal vertice dell’area piccola di testa manda la palla sul lato opposto a Karnezis. Niente da fare per il portiere greco e per una difesa imbambolata.
L’Udinese tenta una piccola reazione, ma la sua manovra è lenta e prevedibile. La migliore occasione al 36’ con De Paul che deve fare tutto da solo, mandando però a lato.
Nella ripresa la musica non cambia. La squadra di Iachini è statica, anche se cerca di proporsi con più veemenza. Ma la Lazio è attenta e in contropiede sa farsi valere. Al 50′ raddoppio della Lazio. Segna Keita con un tocco sotto misura dopo un’azione personale. Al 68′ sempre e solo Lazio, sempre e solo con Immobile che perfeziona l’ennesima grande manovra che trova la complicità bianconera.
Poco altro, la gara è virtualmente chiusa: Perica tenta di segnare il gol della bandiera, Lombardi colpisce anche un palo.

I tifosi lasciano lo stadio prima del fischio finale. Ora la Juve dopo la sosta, intanto come foglie si vola, si vola, si vola, cadendo irrimediabilmente verso il suolo. Ingiallendolo.

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