Udinese, battere il Carpi è un dovere morale

Udinese, battere il Carpi è un dovere morale

Udinese-Carpi sarà la partita degli addii e delle celebrazioni ma prima di tutto vanno ottenuti gli ultimi tre punti stagionali per chiudere al meglio un campionato sicuramente non all’altezza delle aspettative

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Udinese-Carpi rappresenta l’ultimo atto di una stagione certamente non memorabile per i bianconeri friulani. Le premesse erano state più che incoraggianti, considerando lo splendido nuovo stadio Friuli che avrebbe dovuto diventare un autentico fortino per Di Natale e compagni e per l’esordio in campionato con il botto in casa della Juventus, exploit che aveva illuso un pò tutti i tifosi friulani che mai avrebbero pensato di giocarsi la salvezza alla penultima giornata.

Sta di fatto che recriminare a questo punto della stagione serve a poco, è giusto e doveroso concludere nel migliore dei modi un campionato certamente aldisotto delle attese da tutti i punti di vista. Battere il Carpi, che arriverà in Friuli disperato e affamato di punti salvezza, è un dovere morale per De Canio ed i suoi ragazzi soprattutto nei confronti di un pubblico, quello friulano che, in questa annata deludente per molti aspetti, è l’unico a meritarsi il massimo dei voti per l’affetto ed il continuo sostegno ai propri colori, sempre e comunque.

Domenica sera sarà giusto e doveroso festeggiare e celebrare un campione che ha fatto la storia dell’Udinese come Antonio Di Natale, anzi tre campioni perché pure Domizzi e Pasquale lo sono per tutto quello che hanno dato a questa maglia, ma il pensiero principale un pò di tutto l’ambiente dovrà essere quello di chiudere la stagione con una vittoria che migliori ulteriormente una classifica non propriamente allegra per i nostri colori.
Una volta ottenuti i tre punti, gli ultimi, ci potrà e ci dovrà essere spazio per gli applausi e per gli addii, prima non saranno ammesse distrazioni, considerando le molte, troppe, sconfitte interne stagionali dell’Udinese.

Ciò che hanno rappresentato questi tre giocatori per l’Udinese ed i suoi tifosi sarebbe riduttivo riassumerlo in poche righe. Certo è che campioni di questo spessore prima di tutto umano e poi tecnico andrebbero clonati perché ce n’è sempre di meno in circolazione.

Da lunedì in poi si volta pagina, ci sarà una nuova stagione da programmare per riportare l’Udinese ai livelli che merita e per regalare ai tifosi friulani le soddisfazioni che meritano.
Prima di tutto come già detto precedentemente, c’è un Carpi da battere e non sarà semplice considerando che la squadra di Castori arriva a Udine con il coltello tra i denti a giocarsi le ultime chances salvezza, diventata a questo punto quasi un miraggio calcolando che l’impegno casalingo del Palermo contro il retrocesso Verona non sembra tra i più complicati.

Domenica sera ci saranno applausi per tutti, anche e soprattutto per mister De Canio che non ha deluso le aspettative, anzi è riuscito nell’impresa tutt’altro che agevole di portare l’Udinese alla salvezza, obiettivo che al momento del suo ritorno in Friuli, non sembrava cosi scontato.
L’uomo De Canio prima che l’allenatore merita l’applauso da parte di tutto il popolo friulano, perché il tecnico di Matera ha dimostrato di voler bene a questa terra e ai nostri colori, ha raggiunto l’obiettivo e ha portato in salvo una barca che ad un certo punto della stagione sembrava stesse per affondare. Se sarà ancora lui l’allenatore dell’Udinese anche nel prossimo campionato non possiamo ancora saperlo, ma una cosa è certa, a De Canio dovremo sempre dire grazie per l’impresa che ha portato a termine.

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