Udinese: celebrare il passato, ma proiettarsi nel futuro

Udinese: celebrare il passato, ma proiettarsi nel futuro

Con la fine del campionato i friulani hanno salutato le tre bandiere della squadra: Domizzi, Pasquale e in primis capitan Di Natale. La festa organizzata dai tifosi è stata stupenda e a tratti commovente, sono loro la cosa più bella dell’Udinese di quest’anno.

Come troppe volte è accaduto in questo campionato, la squadra ha cercato di rovinare la festa, fornendo un altra prestazione incolore e suicidandosi nel giro di due minuti, i tifosi però non l’hanno permesso. Hanno cantato prima, durante, e dopo la partita. Per l’Udinese, per le stelle bianconere che facevano per l’ultima volta il loro ingresso in campo e per loro stessi. “L’Udinese siamo noi“, mai come quest’anno questa frase è stata più veritiera. C’è stato spazio anche per una piccola contestazione alla dirigenza “devi spendere“, che esprime appieno quello che è il pensiero comune: c’è da rifare una squadra intera, altrimenti il prossimo anno le cose non andranno meglio, anzi. Per il resto tutto lo stadio ha abbracciato i propri beniamini per l’ultimo saluto, per l’ultimo grande ringraziamento a dei giocatori che in un calcio sempre più dominato dal denaro e sempre meno dalla passione hanno fatto una scelta di cuore scegliendo i colori bianconeri e onorandoli fino alla fine.

Ora però bisogna guardare avanti e il futuro è pieno zeppo di incognite. Pozzo ha promesso che ci saranno dei cambiamenti e che una stagione del genere non si ripeterà, speriamo che le cose vadano effettivamente così. Nei prossimi giorni le cose diventeranno più chiare, in particolare la questione che riguarda il rinnovo o meno di De Canio e il presunto approdo a Udine di Pioli.

Certo è che chiunque chi arriverà dovrà avere un idea ben precisa sulla squadra e dovrà lavorare con la dirigenza per costruire una squadra adatta ad un certo tipo e ad un certo schema di gioco; non viceversa cercare di fare ciò che può con una squadra, almeno negli ultimi anni, costruita abbastanza male. Non guasterebbe nemmeno l’acquisto di qualche italiano, magari giovane di buone prospettive, visto anche che con l’addio dei tre senatori di italiani in squadra ne sono rimasti ben pochi. Se prima vista la permanenza di Di Natale in squadra poteva anche avere un po’ di fumo negli occhi e dire “tanto ci pensa Totò”, adesso non ci sono più scuse. Bisogna ricostruire quasi per intero sia la difesa sia il centrocampo (Zielinski sarebbe un ottimo elemento che la società ha già in casa, ma sembra sempre più prossimo all’approdo al Liverpool) secondo il modo in cui si intende giocare nella prossima stagione e bisogna mettere mano pure all’attacco prendendo almeno un giocatore di livello (Lampadula sarebbe probabilmente un ottimo acquisto). Vedremo quindi cosa accadrà nei prossimi mesi, visto che il mercato ufficialmente non è aperto, ma già le varie società iniziano a mobilitarsi. Nella speranza che almeno la prossima stagione sia quella buona.

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