Udinese, che barba, che noia

Udinese, che barba, che noia

Chievo-Udinese (28 punti) dovevano giocarsela in tranquillità per cercare di fare un salto in classifica e cercare di capire se potevano fare un piccolo salto verso le grandi. Invece nulla. Ma proprio nulla. La noia e due squadre che vanno a 29, nel limbo di chi non retrocederà, ma nemmeno lotterà per l’Europa

Commenta per primo!

Derby triveneto con tifosi che si incontrano fuori per pranzare assieme, emozioni dal passato per Delneri, Thereau e la sua ex squadra e il suo amico di sempre Hetamaj, speranze per il futuro: queste le premesse d Chievo-Udinese, 28 punti per entrambe, ambizioni ancora nascoste nel cassetto.

AC ChievoVerona v Udinese Calcio - Serie ALA PARTITA I friulani sono reduci dalla vittoria sul Milan. L’ex Delneri conferma 10/11 dello schieramento iniziale del turno scorso. L’unica novità è rappresentata dal rientro di Widmer sulla corsia destra. Davanti spazio al tridente composto da de Paul, Zapata e Théréau.
I padroni di casa vengono dal successo dell’Olimpico con la Lazio. Maran recupera Frey, ma non Dainelli e Castro. Cacciatore fermato dal giudice sportivo, rientrano dalla squalifica Cesar e Meggiorini. Quest’ultimo affiancherà Pellissier in attacco. Alle loro spalle agirà Birsa. In panchina anche il nuovo acquisto Gakpe.
Gara subito aperta, con due squadre con un morale alto. Ma è il Chievo a fare più possesso e più gioco, al 5′ Meggiorini salta Samir e affonda sulla destra. Hallfredsson recupera e concede il primo corner del match. Poco dopo Pellissier vede deviare da Danilo un pallone pericoloso.
L’Udinese non si fa mettere sotto con Fofana e Jankto che spesso partono in velocità. All’11’ Fofana scambia con Jankto al limite dell’area. Frey è attento e intercetta. Al 14′ Pennellata di Hallfredson dalla sinistra, Zapata sfiora soltanto. Gobbi allontana la minaccia. Al 17′ Molto mobile Fofana che dalla destra cerca Théréau al limite. Rigoni fa buona guardia nella i migliore occasione bianconera. Al 21′ galoppata di de Paul sulla destra. Il n°10 bianconero esagera e si trascina la sfera sul fondo.
Udinese che fa la gara, ma dispende anche tante energie. Chievo più attendista, ma sempre ben disposto. LA 28′ si vede il Chievo: Birsa carica il mancino dalla trequarti, Felipe si oppone con il corpo. Nel prosieguo, Rigoni prova il destro: diagonale a lato.
al 36′ Birsa tocca per la conclusione potente di Radovanovic, Fofana fa muro.

LA partita è combattuta, ma alla fine sembrano duelli a singola tenzone da rievocazione medievale: di tiri in porta non se ne vedono, la gara è evidente che manca di centrocampisti che sappiano creare gioco che sappia mettere in difficoltà l’avversario.


AC ChievoVerona v Udinese Calcio - Serie ANella ripresa
continua a prevalere la noia al “Bentegodi”. Nessuna vera occasione da gol inizialmente. Ma anche proseguendo i minuti, le cose non cambiano, anzi il tedio inizia a diventare pesante come la pioggia che cade su Verona.  Al 54′ Théréau scarica al limite per la botta di Hallfredsson: sinistro deviato in corner da Radovanovic.
Al 58′ rimessa in area di Widmer. I friulani protestano per un contatto in area tra Zapata e Cesar. Il direttore di gara lascia proseguire. Rimane qualche dubbio, ma le prime impressioni dicono di un contatto reciproco con il colombiano a terra. Da rivedere, anche se la partita rimane avvolta in una nebbia di noia tra due squadre che si equivalgono e sembrano non aver voglia di farsi male. Tanti, anzi troppi,m errori tecnici da parte delle due squadre. Il gioco non decolla. Al 72′ Zapata fugge in progressione, ma è costretto ad allargarsi sulla destra. Gamberini si rifugia in corner.
Fofana lascia per Adnan, cambia assetto, la squadra friuliana passa alla difesa a tre. Widmer e l’iracheno presidiano le corsie. Ma non cambiano  risultato.
A sorpresa all’85’ punizione di Hallfredsson, torre di Danilo per il colpo di testa di Ali Adnan. Sorrentino alza sopra la traversa.

Dove essere la partita delle squadre frizzanti che dovevano cercare di dare un senso alla classifica, invece di frizzante c’è solo un buon Valdobbiaddone degustato a pranzo che ha aiutato non poco a reggere la noia di una partita senza emozioni.
Se fossimo stati all’ultima giornata sarebbe comprensibile, oggi sentiremo le solite scuse: campo pesante, squadre equilibrate, qualche giocatore non in forma, insomma le solite note, visto che si avvicina Sanremo.
Per l’Udinese ora la Fiorentina, ma oramai pare che la classifica sia assestata. Troppo forte per retrocedere e troppo debole per fare altro. E allora?

UNA CURIOSITA‘ Chievo-Udinese è la quarta partita di questo campionato senza tiri nello specchio. E l’unica senza tiri nell’intera partita.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy