Udinese, da una carezza a un pugno…

Udinese, da una carezza a un pugno…

L’Udinese a Empoli deve assolutamente fare risultato per non ricadere in un mare di polemiche: passare da una carezza a un pugno è un breve passo, serve quindi concentrazione e meno nervosismo, senza la foga di voler aggredire subito i toscani- E non si dia per finito Di Natale….

Il punto preso con la Lazio potrebbe diventare pesante come un macigno se abbinato a una vittoria in terra empolese, oppure leggero come una piuma se la squadra di Giampaolo farà l’ein plein contro l’Udinese in questo campionato. Un altro pari verrebbe preso certamente positivamente, ma col Milan davanti e con un punto su 12 preso nelle ultime quattro settimane, non potrebbe essere certamente considerato uno scaccia pensieri.

Intanto, per la prima volta l’Udinese avrà tutti e quattro i nuovi arrivi a disposizione, anche se con i debiti distinguo. Balic è ancora un prelibato frutto acerbo che deve calarsi nella nuova realtà; Matos ha davanti la stessa concorrenza che aveva Aguirre per cui non pensiamolo subito come un titolare; Kuzmanovic dopo il buon esordio con la Lazio è probabile che rifiati per cercare la condizione con calma, per cui rimane Hallfredsson. Che avendo giocato col Verona è bello che pronto e carico per la nuova esperienza. E’ uno tosto l’islandese, come tutti quelli che arrivano da quella terra fatta di ghiaccio e vulcani. Abbina ardore agnostico a una gelida visione di gioco, insomma a potrebbe  davvero essere l’uomo giusto nel posto giusto. Del resto l’Udinese lo seguiva da due anni, finalmente è arrivato anche grazie al patatrac che sta facendo l’Hellas in campionato.

Dopo il punto con la Lazio serve quindi capire che Udinese troveremo: un altro passo falso farebbe ripiombare tutti, nuovi compresi, in un limbo di polemiche e nuove minacce di ritiro, per cui serviranno nervi saldi (capito?) e una buona dose di pazienza. Aggredire subito l’Empoli forse non sarebbe la mossa giusta, visto che i toscani vanno a nozze se devono ripartire in velocità, per cui ogni pallone perso diverrebbe pericoloso.

Potrebbe essere anche la partita di Di Natale che a casa sua giocherà per l’ultima volta: non avrà più novamta minuti nelle gambe, ma 30 ad alto livello sì e possono essere un’arma preziosa. Ma Totò è comunque prezioso anche in panchina: domenica ha incitato, consigliato, urlato ai compagni per novanta minuti.  Se le gambe non sempre girano, le corde vocali funzionano ancora molto bene e questo è un valore aggiunto visto quanto eterogeneo è questo spogliatoio che forse Colantuono non ha ancora del tutto plasmato.

Ma il tecnico ha la fiducia del club: per cui può sperimentare e finalmente avere ampie scelte in rosa. solo in difesa scelte obbligate con Heurtaux, Felipe e Piris; in mediana ci si attende il rilancio di Widmer a destra e la conferma di Adnan a sinistra, con Badu, Lodi e Hallfredsson a completare la linea; avanti non si esclude Zapata ancora dall’inizio con Perica. Per cui da oggi in poi niente scherzi, Udinese. Da una carezza a un pugno basta poco: lo stringere di cinque dita.

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