Udinese, distrazioni fatali. Cambio modulo in arrivo?

Udinese, distrazioni fatali. Cambio modulo in arrivo?

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Dopo 3 giornate il 66 percento di sconfitte non deve preoccupare. In Italia troppo spesso si passa dal pontificare una squadra al lapidarla alle prime difficoltà. L’Udinese che negli ultimi due anni ha vivacchiato nei bassi fondi della classifica non può essere di colpo essere diventata un cigno: ciò non toglie che Colantuono deve lavorare ancora molto.

DISTRAZIONE FATALE Solo sabato nella rifinitura il tecnico di Anzio richiamava i suoi alla massima attenzione: più volte Kone è finito nel mirino per alcuni sbadigli mattutini che non sono piaciuti all’allenatore. Il greco ha sbadigliato anche in campo in occasione della seconda rete laziale. Una distrazione fatale che ha dato il là alla vittoria della truppa bianconceleste.
Questa Udinese non può abbassare la guardia nemmeno una secondo. L’anno scorso si è capito bene quanto sia fondamentale mantenere la giusta cattiveria agonistica per 90 minuti e oltre. Se così non è alla prima occasione in Serie A si paga dazio.
Col Palermo Vasquez & C hanno fatto quel che hanno voluto quando hanno segnato: non basta, quindi, giocare per 70 minuti, e qui l’Udinese deve crescere. Anche in allenamento, perché se Colantuono ha minuto l’arrabbiatura in conferenza stampa, in campo si vedeva che era irritato per l’atteggiamento di alcuni elementi.

MODULO  Da qui si arriva all’atteggiamento, tradotto come modulo.  La scorsa settimana vi avevamo anticipato la suggestione del 3-4-1-2, che Colantuono ha proposto ai bianconeri. Poco prima della seconda rete laziale si era inserito Badu proprio per spostare Kone a ridosso delle punte (Di Natale e Zapata). Mossa giusta, momento sbagliato, perché dopo appena una manciata di secondi dalla sostituzione è arrivato il raddoppio di Matri.
La novità, però, sembra nell’aria: l’Udinese impostata col 3-5-2 somiglia troppo a quella targata Guidolin e a quella di Stramaccioni. Ma senza interpreti al top si rischia di arroccarsi troppo dietro e puntare solo sulle ripartenze. Il gioco c’è, ma se il baricentro è basso anche i rifornimenti davanti calano. Ecco che il trequartista potrebbe aiutare, sempre che si trovi l’interprete. Kone, Marquinho, Fernandes potrebbero giocarsi questa maglia. Chiaro che dietro servono due mediani: Badu e Iturra, non c’è alternativa su questo.

CONCRETEZZA Il tutto per portare concretezza davanti. vero che si è creato parecchio nelle prime tre gare di campionato, ma altrettanto vero è che si è segnato un solo gol, in contropiede. Serve capire qual è la coppia migliore e perseguire su questo, senza troppi tatticismi da trasferta o da casa. A oggi sembra che Zapata e Thereau ‘cozzino’ troppo, essendo due punte abbastanza simili nei movimenti. Meglio Totò che si adatta a entrambi, ma non può essere in campo sempre. Ecco che Aguirre non va trascurato: a Roma ha dimostrato che può fare male con la sua velocità.

INFORTUNI Non va dimenticato che in mezzo al campo manca Guilherme, l’uomo designato alla provvidenza. Per ora ha fatto bene solo in amichevole, va giudicato in campo, ma il suo rientro non appare immediato. Anche per questo il 3-4-1-2 sembra ovviare a una sua assenza, visto che Merkel non sembra avere la giusta cattiveria per interpretare la fase difensiva. Il tedesco è stato provato e riprovato davanti alla difesa in allenamento, ma evidentemente non ha dato le giuste garanzie.
Vanno recuperati anche i semplici acciaccati: Widmer, Badu, Heurtaux e lo stesso Thereau non si possono avere al 60 per cento.

 

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