Udinese, dove la destra e la sinistra funzionano

Udinese, dove la destra e la sinistra funzionano

In tempi come questi serve fare attenzione ai movimenti di ultra destra e ultra sinistra. Non preoccupatevi, questa non è una svolta politica di questo giornale, ma solo un’analisi di come l’Udinese si potrebbe evolvere nel medio lungo periodo.
Specie oggi che il centrocampo è in piena emergenza. Suvvia, non nascondiamoci da una banale critica oggettiva: col Palermo la squadra bianconera ha senz’altro messo in campo tanto cuore quanta tanta sfortuna, ma è altrettanto vero che là in mezzo è mancata un po’ di qualità.
Complice l’infortunio a Guilherme, che fino a pochi giorni prima aveva convinto prendendo per mano la squadra, l’Udinese non è riuscita a trovare ancora l’ago della bilancia in mezzo al campo.
Iturra è un intenditore, Badu un polmone d’acciaio e con la Lazo i due potrebbero non essere al meglio o addirittura non esserci per via dei rispettivi acciacchi (il cileno è quello più recuperabile).
Anche se giocasse, non lo si può inventare come ‘cervello’ della manovra: le sue caratteristiche sono diverse, è un Pinzi per chi non lo avesse ancora capito, ed è proprio la sua verve ad aver scalzato l’oramai ex bianconero.
Rimangono con piedi buoni, Merkel (ancora molto ‘leggerino’), Marquinho (tutto da verificare come condizione), Evangelista è ancora un oggetto misterioso quest’anno, e Kone (reduce dagli impegni in nazionale).
Alternative ce ne sono, ma è sulle fasce – e qui veniamo al punto – che si deve cercare la vera forza del’Udinese attualmente.

Almeno da queste parti ci sono una destra e una sinistra che sembrano funzionare e che, anzi, non hanno ancora mostrato tutto il loro potenziale. Per ora Colantuono, che ha preferito giocare col 3-5-2), ha usato Edenilson e Adnan rispettivamente sulla corsia destra e su quella mancina. Ma dietro  loro scalpitano Widmer, Pasquale e il neo arrivato Insua, un’argentino che vuole ripercorrere la scia lanciata sulle corsie esterne dai suoi connazionali Diaz e Castroman.
Insomma, per adesso sembra uno spreco di risorse tenere fuori alcuni elementi che stanno bene e che, visti i problemi in mezzo, potrebbero far quadrare in conti.
Tornare al 4-4-2? Difficile, almeno subito, ma le risorse per farlo ci sono.
Edenilson con dietro Widmer potrebbe liberare ancora di più la sua potenza offensiva, così come dall’altra parte Ali Adnan sarebbe meno responsabilizzato con Pasquale o Insua alle spalle, concedendosi a quello che sa fare meglio: le incursioni.
Soluzioni tutte da verificare, ma rimane il fatto che attualmente nel reparto centrale sono le fasce ad essere la zona con meno problemi.

In attesa, naturalmente, del rientro di Guilherme per dare il battitore libero davanti alla difesa e in attesa della crescita degli altri mediani.

 

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