Udinese, finale con brivido

Udinese, finale con brivido

L’Udinese a Bergamo per giocarsi una salvezza che sembrava scontata. Invece a 180 minuti dalla fine c’è da soffrire

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180 minuti alla conclusione del campionato di serie A ed Udinese che ancora non conosce esattamente quello che sara’ il proprio destino. E’ la conclusione a cui si e’ giunti dopo l’inguardabile prova casalinga di sabato scorso contro il Torino, una partita che avrebbe dovuto regalare ai bianconeri certezze sulla via che porta al traguardo a questo punto tribolato della salvezza, e che invece ha finito col far ripiombare tutto l’ambiente nel dubbio ed in una certa apprensione. Una situazione del genere l’Udinese non la viveva da quattordici anni: torna inevitabilmente alla memoria la penultima giornata disputata nell’aprile 2002, con l’ormai famosa vittoria conseguita all’ultimo minuto sul campo del Lecce, grazie ad un rigore di Di Michele, che se non fosse arrivata avrebbe segnato gia’ allora la retrocessione dei friulani fra i cadetti, con la Juve pronta a conquistarsi lo scudetto ad Udine una settimana dopo, beffando Inter e Roma.

Finale col brivido che trova come altro famoso precedente quello del 2001, quando proprio a Bergamo -dove l’Udinese sara’ quest’oggi impegnata- grazie ad un incredibile gol di Roberto Muzzi, il team guidato in via non ancora prolungata da Spalletti, subentrato in corsa a De Canio (corsi e ricorsi storici), si impose e timbro’ il pass salvezza a 90 minuti dal termine. Non prive di insidie ed angosce furono anche le stagioni 2005-2006, quella del post-Spalletti e post-Champions con Galeone nel ruolo di salvatore della patria, 2006-2007, con Malesani in panca per mezza stagione al posto di Galeone, e 2009-2010, quella della terza stagione da tecnico dell’Udinese per Pasquale Marino, con cacciata a Natale e ritorno qualche settimana piu’ tardi dopo la parentesi firmata Gianni De Biasi.

Ma in tutte e tre quelle occasioni, pur tra mille difficolta’, la salvezza delle “zebrette” arrivo’ prima della penultima giornata di campionato. Questo il passato. Il presente dice che dopo gli entusiasmi iniziali dettati dall’arrivo del nuovo tecnico e tutta una serie di prestazioni positive, impreziosite dalla brillante affermazione interna a spese del Napoli e culminate col successo, sempre tra le mura amiche, ai danni della Fiorentina, si sono registrate due sconfitte consecutive, la prima decorosa avvenuta per mano dell’Inter al “Meazza”, e l’altra senza alcuna attenuante, maturata dopo essere stati dominati in casa dal Torino ed aver sbagliato tutto il possibile e l’immaginabile: cosi’ la situazione si e’ nuovamente fatta estremamente delicata. De Canio fa bene a tenere alto l’umore della sua truppa, e a sostenere che il destino e’ nelle mani dell’Udinese perche’ il vantaggio di tre punti sulle attuali pericolanti e’ detenuto dalla sua squadra, ma non c’e’ da stare allegri pensando che in un campionato dove storicamente si e’ sostenuto che a 40 punti il porto salvezza e’ virtualmente raggiunto, una diabolica combinazione di risultati potrebbe non garantire la permanenza dell’Udinese in A a quota 41. In Friuli tutti si augurano che cio’ non accada, e che piuttosto, retrocesso matematicamente l’Hellas Verona da un paio di settimane, e staccato in maniera incolmabile il Frosinone dopo i due punti che i ciociari hanno perso in zona Cesarini domenica a San Siro, venendo raggiunti sul pari dal Milan dopo il rigore messo a segno da Menez, la trasferta di questo pomeriggio a Bergamo consenta all’Udinese di guadagnare su una tra Carpi e Palermo quantomeno quella lunghezza che segnerebbe la fine di tutte le ansie da salvezza per la squadra della famiglia Pozzo. Ma si sa, i finali di campionato sono particolari e talvolta un po’ strani: nessuno mette in dubbio la regolarita’ dell’andamento del torneo, ma con due gare da disputare a contare sono le motivazioni.

Il Carpi al cospetto di una Lazio alla quale serve un mezzo miracolo per riagganciare la zona Europa League, ed il Palermo contro una Fiorentina che all’ultima gara interna di questa stagione chiede soltanto di non chiudere in maniera negativa di fronte ai propri tifosi, potrebbero trovarsi davanti un percorso meno tortuoso di quanto si potesse paventare solo qualche settimana fa. Ancor meno scontata e’ l’evoluzione della gara dei bianconeri friulani contro gli orobici: l’Atalanta ha costruito la sua salvezza fra le mura amiche, e se c’e’ una sfida che il mister dei neroblu Edy Reja non vuol perdere e’ quella che lo vede incrociare le armi con la squadra della sua terra d’origine. Inoltre, pur con la signorilita’ che da sempre lo cnntraddistingue, il mister goriziano non perde occasione di ricordare come l’Udinese, ai tempi della sua militanza laziale, gli abbia sbarrato la strada verso due importanti partecipazioni a competizioni europee, e di come il rammarico gli sia rimasto. Ricordiamoci poi delle sue recriminazioni per l’ultimo quarto d’ora disputato dall’Atalanta nella gara d’andata, un match nel quale l’Udinese, dopo una partita dominata e condotta per larghi tratti sul 2-0, riapri’ i giochi per un gol subito malamente e per un finale disputato col fiato grosso; da ultimo, nel precedente sempre al “Friuli-Dacia Arena” di Coppa Italia, non scordiamoci della grinta di Reja in panchina, che nel corso della gara costo’ all’allenatore della Dea un’espulsione.

Pertanto, c’e’ davvero da attendersi un’Atalanta che non fara’ sconti. Ed occhio ai tanti giovani del vivaio atalantino che probabilmente verranno schierati quest’oggi, vogliosi di mettersi in mostra nel match che per alcuni di loro potrebbe segnare praticamente il debutto in massima serie. Per contro, De Canio sembra essere orientato ad affidarsi ad un undici di esperienza, con Domizzi che dovrebbe fare la sua ricomparsa da titolare in luogo dello squalificato Felipe. L’Udinese ha un altro match-ball nelle proprie mani, e provera’ a trasformarlo grazie anche all’ondata di tifosi pronta a spostarsi verso Bergamo per dimostrare, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’attaccamento ai colori bianconeri. Se poi, pur avendo colto qualcosa di buono da questa trasferta, le “zebrette” dovessero vedersi annullato dalle altre concorrenti questo match ball, il finale di questa annata sara’ veramente da brividi.

Sergio Salvaro@MondoUdinese

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