Udinese finite le vacanze, Novara da prendere con le molle

Udinese finite le vacanze, Novara da prendere con le molle

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Trascorse vacanze e periodo di preparazione condito da amichevoli che numericamente hanno dato esiti altalenanti ma che nel concreto erano volte a plasmare una formazione base e soprattutto -visti i nuovi regolamenti- a sfoltire la rosa, l’Udinese torna a giocare per il risultato che conta.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia ed impegno di una certa importanza costituito dall’ostacolo Novara. Match di rilievo perche’ dara’ una volta di piu’ la  collocazione dell’Udinese nel percorso di crescita della condizione, dell’autostima e del gioco, perche’ come piu’ volte ripetuto dalla dirigenza nella persona del diesse Giaretta la Coppa Italia e’ un obiettivo al quale l’Udinese tiene molto, e poi perche’ per lo stesso direttore sportivo e per Bruno Fernandes, che proprio partendo dalla societa’ piemontese hanno fatto entrambi il balzo nel calcio di serie A e nell’Udinese, questa gara avra’ il sapore dell’amarcord.
Da non dimenticare poi che si trattera’ della prima gara ufficiale disputata nel rinnovato stadio “Friuli”. Uno stadio che ci si augura di vedere, nonostante la diretta televisiva, gremito di tifosi, cosi’ come una prima ufficiale in un palcoscenico cosi’ ben ridisegnato dai lavori di ammodernamento merita.

Sono proprio i tifosi i primi ad attendersi una gran risposta dalla squadra, e siamo certi di interpretare gli umori dei fan bianconeri domandadoci quale sia la vera Udinese una volta giunti a questo punto della preparazione che, passando attraverso la sfida di domani pomeriggio, portera’ alla prima di campionato sul terreno dei campioni d’Italia della Juventus, Si tratta dell’Udinese convincente ammirata contro Schalke 04, Panathinaikos ed i quatarioti dell’Al Jaish o quella deludente superata dalla Spal nonche’ mentalmente e fisicamente assente a Granada? La verita’ sta nel mezzo, ovvero: l’Udinese vera e’ destinata a crescere ed uscire alla distanza, le situazioni migliori o peggiori non si sono viste ne’ ad Atene ne’ a Granada o contro la Spal.

I carichi di lavoro legati alla preparazione incidono eccome sul momento nel quale si affronta un’amichevole piuttosto che un’altra. E poi, senza voler vestire i panni di avvocati del diavolo, la Spal tanto evocata ed usata come oggetto di scherno nel riguardo dei bianconeri, aveva ulteriormente rivalutato l’impresa estiva al “Friuli” violando in Coppa il campo del Catania, che pur travolto da ben altro tipo di problemi, resta (per ora) una squadra di categoria superiore rispetto agli estensi.

Tutto vanificato, come sappiamo, dalla dabbenaggine di qualche dirigente ferrarese reo di non essersi ricordato la non possibilita’ di mandare in campo uno degli attori di quel match, in quanto squalificato. Comunque sia andata, questa impresa vana degli emiliani e l’amichevole del 5 agosto scorso devono insegnare a Di Natale e compagni la serieta’ con la quale dovra’ essere affrontato l’impegno di domani pomeriggio. Un’Udinese vera, cosciente della propria forza, delle proprie possibilita’ e dei propri margini di miglioramento, non puo’ e non deve aver paura del Novara, che in ogni caso, in ottica serie B prossima ventura, sembra essere la classica formazione salita dalla lega Pro, che ha impostato il proprio rooster mixando vincenti della stagione passata con uomini decisamente navigati per la disputa di un campionato cadetto di livello. Felice Evacuo, Nicolas Viola, Pablo Gonzalez fino al recentissimo Andrej Galabinov rappresentano garanzie per la categoria, la punta nativa di Latisana Simone Corazza e soprattutto Francesco Signori, gia’ nel giro della nazionale under 21, sono elementi in grande ascesa.

Pertanto attenzione al Novara, ma Colantuono attende nuove risposte dai reparti notoriamente sotto osservazione. Soprattutto la prestazione dei tre centrali di difesa dira’ quanto e come occorrano eventuali ritocchi in quella zona del campo; passando al centrocampo, detto di un Edenilson abile a sciorinare numeri da far lustrare gia’ adesso gli occhi, Fernandes e Kone dovranno confermare se con l’avvento del mister di Anzio in luogo di Stramaccioni e’ veramente finita l’epoca dei grandi equivoci tattici, il tutto a pieno giovamento delle bocche da fuoco bianconere, che dalla mediana  dovranno essere inevitabilmente rifornite affinche’ l’attacco possa realmente pungere. E dalla trequarti in su, escludendo di Natale che fa discorso a se, ed un Thereau chiamato a riesplodere definitivamente con la casacca bianconera, la curiosita’ e’ tutta per vedere all’opera il nuovo Duvan Zapata, se sara’ riuscito a smaltire i recenti affaticamenti muscolari (difficile però pensarlo in campo), al quale noi aggiungiamo Rodrigo Aguirre, il cui percorso sembra ricordare quello di altri due bomber protagonisti ad Udine, dalla caratteristiche comunque differenti, come Marcio Amoroso e Roberto Sosa, che dopo un duro e piu‘ o meno lungo periodo di adattamento al calcio di casa nostra, fecero vedere di che pasta erano fatti, per le fortune dell’Udinese.

Sergio Salvaro @mondoudinese

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