Udinese, i numeri per dirlo

Udinese, i numeri per dirlo

L’Udinese alla sesta giornata ha già dei numeri pericolosi da rimediare. Due reti subite nei recuperi (solo l’Atalanta ha fatto peggio con 3) sono indice di un calo mentale e/o fisico al termine delle gare che non deve succedere. La stessa ‘malattia’ esisteva anche l’anno scorso quando nei finali si sono regolate alla fine ben 10 reti. Lo stesso dicasi per le reti incassate nei primi 15′: ben tre, nessuno ha fatto peggio in A,e anche qui ovviamente si può tirare in ballo l’aspetto mentale, con un approccio alla partita dove sono stati commessi errori evidenti dei singoli.
Due le reti subite di testa finora dai bianconeri, il 33 per cento di quelle incassate: anche qui, vista la stazza dei difensori a disposizione possiamo parlare di dato da non sottovalutare.

In compenso ancora a 0 le caselle dei gol realizzati su punizione (anche qui antico problema), dalla distanza e su palla inattiva.
Su quest’ultimo aspetto sta battendo molto Colantuono: la super recinzione voluta per nascondere la squadra da occhi indiscreti nel campo C del centro Bruseschi, a detta del tecnico serve proprio  provare soluzioni su calcio da fermo.
Fin quando si è potuto guardare gli allenamenti, questa fase ha ricevuto attenzioni specie il sabato nella consueta rifinitura, con occhio di riguardo ad angoli e a punizioni. Vedremo se soluzioni provate di nascosto produrranno di più.

L’altro dato allarmante è, ovviamente, quello dei punti in casa: zero. Come già analizzato il ‘Friuli’ sta vivendo un effetto boomerang, con gli avversari che danno il 110 per cento e i bianconeri fermati dalla pressione di dover fare vincere e dal solito approccio mentale che dall’anno scorso non ha mai prodotto 90 minuti filati ad alto livello (forse eccezion fatta della gara col Palermo, risultata sterile però).

Infine i marcatori: 3, solo il Bologna con 2 ha fatto peggio. Pochi, troppo pochi e l’infortunio di Zapata accende un altro campanella d’allarme. D’accordo che manca all’appello ancora Di Natale, ma questo dato coincide con quello dell’anno scorso, dove Stramaccioni non aveva trovato soluzioni alternative e l’Udinese era diventata prevedibile.

Col Genoa è la partita per invertire la rotta. si riparte dal 3-5-2 e sue varianti ovvero il possibile trequartista che potrebbe essere Fernandes). Per il resto l’unico dubbio per Colantuono è dato da Lodi. Schierarlo dall’inizio o gettare ancora Iturra nella mischia per poi avere una sostituzione a disposizione? Finora il tecnico di Anzio sembra prediligere questa seconda opzione (vedi gestione di altri giocatori, come Zapata), vedremo se la necessità di avere un ‘cervello’ in campo lo convince a cambiare.
Per il resto Thereau e Di Natale sembrano candidati ufficiali a giocare dall’inizio (sono la coppia d’attacco più vecchia della A), con Widmer che scalpita e potrebbe soffiare il posto all’ex di turno, Edenilson.

 

 

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