Udinese, il dado è tratto

Udinese, il dado è tratto

Due settimane al via del campionato e all’Udinese si iniziano a tirare le prime somme. Le nuove regole impongono scelte drastiche, quest’anno si deve fare una selezione anche spietata sui giocatori. La famosa rosa ristretta dei 25 che giocheranno la prossima Serie A agli ordini di Stefano Colantuono è oramai pronta al 99 per cento. Da qui a fine agosto potrebbe cambiare qualcosa, ma il dado sembra oramai tratto per il tecnico di Anzio. Andiamo a scoprire, quindi, quali saranno le pedine a disposizione del tecnico reparto per reparto. PORTIERI Orestis Karnezis sarà il numero uno titolare. Dopo la splendida stagione scorsa il suo apporto è stato considerato essenziale anche per la prossima. Alle sue spalle si è fatto largo, un po’ a sorpresa, Rafa Romo. Il venezuelano dopo il prestito in patria è cresciuto notevolmente e sarà il vice del greco,a  meno che – clamorosamente – non venga confermato il suo soggiorno provvisorio al Watford. Il terzo portiere potrebbe essere Alex Meret, ma il giovane friulano per crescere deve giocare, per cui (al pari di Scuffet) è probabile che vada in prestito e l’Udinese a qual punto potrebbe promuovere Pawlowski o Kelava. 20150720_102938DIFENSORI L’unico dubbio riguarda Thomas Heurtaux, che dopo tre anni a Udine vorrebbe cambiare aria. La società è disposta ad assecondarlo, ma solo se arriverà una proposta soddisfacente. In questo caso in difesa si potrebbe sentire parlare del brasiliano Felipe (solo omonimo dell’ex bianconero…), che potrebbe affiancarsi agli altri connazionali, certi oramai di essere inseriti in rosa, ovvero Danilo e Neuton. Oltre a questi ci saranno Wague, Piris e Domizzi. Il reparto numericamente può anche soddisfare le esigenze,ma serve fare anche i conti con l’anagrafe: Maurizio Domizzi, infatti, a 35 anni ha sempre patito infortuni e squalifiche. Wague, dall’altra parte, è ancora giovane e dopo il brillante esordio dell’anno passato deve confermarsi, ma ad oggi è ancora da considerarsi come scommessa da vincere. Neuton, infine, è la prima volta che si cimenta nel ruolo di difensore centrale (il tecnico lo sta provando insistentemente come vice di Danilo). Fino ad oggi non ha mai convinto, tanto che la società lo ha sempre mandato altrove per crescere, ora è venuto il momento di smentire la critica. 2015-07-16 09.34.16CENTROCAMPISTI E’ il reparto oggettivamente più affollato, sia come centrali, sia come laterali. In mezzo al campo l’intenzione del tecnico (che attuerà il 3-5-2) è quella di posizionare Guilherme, Merkel o Iturra davanti alla difesa. Poi, come mezzali, se la giocheranno Badu e Pinzi da una parte e Kone e Fernandes dall’altra. Come ali ci sono attualmente Widmer e Edenilson per la fascia destra, Ali Adnan e Pasquale per la sinistra. Vista così la situazione appare più che soddisfacente, ma c’è da fare i conti con la troppa concorrenza in una stagione senza coppe europee. Per questo Merkel e Widmer potrebbero accasarsi altrove. Lo svizzero, soprattutto, ha molto mercato e il Napoli starebbe pensando seriamente a lui. Pozzo se ne potrebbe privare, ma per non meno di 10 milioni di euro. La domanda è se non si rischia di ripercorrere quanto successo l’anno scorso, quando alle spalle proprio di Widmer non c’era nessuno e alla fine della corsa il giovane laterale ha pagato dazio con un vistoso calo di rendimento. In  mezzo, poi, serve capire se realmente Guilherme ha le potenzialità che hanno spinto i Pozzo l’anno scorso a portarlo in Italia. Per ora sta dimostrando di esserci mentalmente e fisicamente, ma si sa che il pre stagione è una cosa, il campionato un’altra. Stesso dicasi per Kone e Fernandes, l’anno scorso in ombra per vari motivi e che oggi devono prendere in mano la squadra. Senza un vero regista, spetta proprio alle mezzali il compito di creare gioco che non sia solo passaggi lunghi sperando che Totò la metta dentro. 2015-07-16 09.32.49ATTACCANTI Qui le cose sono molto più semplici e delineate: Di Natale è il terminale offensivo per acclamazione. Al suo fianco se la giocheranno Thereau e Duvan Zapata, con Perica e Aguirre pronti a farsi spazio. Anche qui non mancano i dubbi: il capitano va oramai su per le 38 candeline, non si può immaginare che regga una stagione intera. Non si può nemmeno pensare che possa arrivare oltre i 15 gol (già raggiungere la doppia cifra sarebbe un ulteriore record). Per questo la responsabilità che ha Duvan è tanta: a Napoli era relegato al ruolo di comprimario, a Udine può esprimere tutta la sua forza. L’importante è che si integri in un gioco da anni oramai collaudato su Totò,  anche nelle amichevoli ultimo alfiere bianconero davanti alle difese avversarie. Non è facile integrarsi subito con lui, il passato insegna. Insomma il dado è tratto, o quasi. Chi si attendeva fuochi d’artificio dopo due stagioni opache deve rassegnarsi. L’Udinese  2015/16 non si discosterà molto da quella dell’anno scorso. Più ordinata, certamente. Più aggressiva, come il suo allenatore, sicuramente. Ma di novità vere ce ne sono solo due: Duvan e (forse) Ali Adnan. Il resto è tutto racchiuso nelle parole del Paròn: ‹ crediamo che i giocatori non si siano espressi a dovere, ma noi mica prendiamo profughi ›. Che letteralmente significa ‹ fuggiaschi ›. Attenzione che a fuggire non siano i tifosi, perché lo stadio da solo non può bastare a creare entusiasmo. Servono risultati, per cui Colantuono e i suoi hanno una bella responsabilità.

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