Udinese, il futuro è cominciato

Udinese, il futuro è cominciato

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Archiviata la stagione 2014-15 è già tempo per l’Udinese di pensare alla prossima stagione, anzi conoscendo il modo di lavorare della società bianconera la programmazione in vista del prossimo campionato è già iniziata da tempo.
Stagione difficile da inquadrare e da definire quella che si è appena conclusa per la squadra di Stramaccioni, ci sono varie correnti di pensiero e diverse teorie in merito.
C’è chi è comunque soddisfatto perchè l’obiettivo salvezza è stato raggiunto con largo anticipo, c’è chi crede da inizio stagione che questa squadra non abbia mai avuto né gioco né identità, c’è chi la ritiene una annata di transizione, c’è chi pensa che Stramaccioni avrebbe meritato di proseguire il suo lavoro a Udine, insomma chi più ne ha più ne metta.
Praticamente impossibile stabilire quale sia la verità, certo è che in ogni caso questa stagione avrebbe meritato ben altro epilogo sotto diversi punti di vista.
Sotto il profilo dei risultati l’Udinese del girone di ritorno ha raccolto molto meno di quello che talvolta avrebbe meritato e le otto complessive sconfitte interne stagionali pesano come un macigno sul bilancio di una stagione cominciata bene e conclusasi male, molto male.
Avrebbe potuto chiudersi in maniera più elegante pure il rapporto tra il tecnico e la società che aldilà delle dichiarazioni di facciata sembra essersi incrinato nell’ultimo periodo come testimonia una frase di Stramaccioni nel post partita di Cagliari,”E’ giusto che la società vada avanti con chi sposa al 100% le sue idee”, frase emblematica, detta con la consueta signorilità e correttezza che ha sempre contraddistinto il tecnico bianconero.
Solo i protagonisti sanno cosa sia accaduto realmente, cosa abbia portato a sancire un divorzio tra le due parti , quando fino a poco tempo fa Stramaccioni era stato pubblicamente elogiato e confermato da parte della società alla guida dell’Udinese, con l’intento di proseguire il lavoro cominciato l’anno scorso.

L’estate scorsa l’arrivo di Strama e Dejan Stankovic in Friuli era stato salutato con grande entusiasmo da parte di tutta la tifoseria, nemmeno il più scettico dei tifosi si sarebbe immaginato un simile epilogo. Ciò che era stato chiesto al tecnico in questo cosiddetto anno zero era la salvezza tranquilla per poi puntare a qualcosa di più dal prossimo campionato, quello dello stadio nuovo. L’obiettivo è stato raggiunto senza problemi.
Certo nessuno può ritenersi soddisfatto in particolare di questo finale di stagione dei bianconeri, ma da qui a parlare di fallimento della gestione Stramaccioni ce ne passa.
In una stagione poco fortunata come quella appena conclusa è un dato oggettivo che più di qualche elemento della rosa sia stato valorizzato e questo è un aspetto sicuramente positivo. La grande stagione di Karnezis, la crescita costante di Ivan Piris diventato un pilastro della formazione bianconera,la scoperta di Wague, la consacrazione di Allan a centrocampo, uno dei pezzi pregiati del mercato bianconero. Insomma qualcosa di positivo al termine di una stagione simile si può trovare, cercando di avere un punto di vista costruttivo e non disfattista.
La tifoseria è divisa riguardo alla decisione presa dalla società, una buona parte dei tifosi avrebbe dato ancora fiducia ad un tecnico giovane, ma preparato e intelligente come Andrea Stramaccioni.
Come in ogni cosa il tempo dirà se questa decisione sarà la migliore per l’Udinese.
Alla fine dello scorso campionato l’obiettivo principale era quello di ritrovare entusiasmo dopo l’ultimo anno deludente del ciclo Guidolin, ora siamo punto e a capo, si ripartirà da zero con un nuovo tecnico nella stagione dello stadio nuovo, nella quale non saranno concesse distrazioni.
Una cosa è sicura e cioè che per cominciare realmente un nuovo ciclo è necessario avere il coraggio di voltare pagina con delle scelte di un certo tipo.
Stramaccioni ha cominciato la sua avventura friulana in punta di piedi, con grande rispetto per il lavoro del suo predecessore per poi cercare di metterci qualcosa di suo per costruire realmente l’Udinese del futuro. La sensazione è che la vera Udinese voluta da Stramaccioni non si sia mai vista , il suo lavoro, a torto o a ragione è stato bloccato alle prime difficoltà che comporta un nuovo ciclo. Un nuovo ciclo a Udine non è ancora realmente iniziato, ma per questo serve il coraggio di fare delle scelte, altrimenti si rischia di restare sempre schiavi del proprio passato.
Stramaccioni comunque non pensi che il suo lavoro sia stato inutile, in Friuli in molte persone hanno apprezzato il suo lodevole impegno, la sua correttezza, la sua disponibilità nei confronti di tutti e la sua umiltà. Qualità importanti per un tecnico che merita stima e rispetto da parte di tutti.

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