Udinese: il giudizio universale dopo il mercato

Udinese: il giudizio universale dopo il mercato

Gianpaolo Pozzo ha sempre usato l’ironia per commentare le insufficienze che di questi tempi gli piovono sulla testa dai media nazionali per il mercato svolto. Ha sempre affermato che ben vengano i 4, che poi a maggio si tramutano in 8. Più è pesante l’insufficienza, più l’Udinese a fine campionato diventa oro.
Sarà così anche questa volta? Di 4 non ce ne sono stati a essere onesti, ma è difficile anche trovare una sufficienza piena. La  Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport hanno dato 5.5  ai bianconeri, il voto che spulciando qua e là hanno dato un po’ tutti.
Insomma non è una piena bocciatura, ma nemmeno una promozione: se ci fosse ancora (ma che guai hanno combinato nelle scuole negli ultimi dieci anni?), una bella rimandata non la toglierebbe nessuno all’Udinese. Insomma, esami di riparazione assicurati, dopo di che si valuterà.

Andiamo quindi ad analizzare reparto per reparto che squadra appare sulla carta.

PORTIERI – 31 Orestis Karnezis; 90 Rafael Romo; 97 Alex Meret  VOTO 7
E’ il reparto che offre maggiori sicurezze, il greco è uno dei migliori in circolazione in serie A, Meret nonostante l’età è già nazionale U19 e per molti è meglio tecnicamente anche di Simone Scuffet. Romo è cresciuto molto, per cui qui l’Udinese sembra davvero ben coperta.

DIFENSORI – 2 Molla Wague; 5 Danilo Larengeira; 11 Maurizio Domizzi; 13 Emanuel Insua; 21 Edenilson; 30 Felipe Dal Belo; 53 Alì Adnan; 75 Thomas Heurtaux, 26 Giovanni Pasquale; 27 Silvan Widmer  VOTO 5.5
E’ tornato Felipe al posto di Neuton: operazione che è servita a rendere più solido un reparto con molte incognite. Innanzi tutto si continuerà davvero per tutto l’anno con la retroguardia  a tre? Colantuono ha fatto intendere che non è un dogma, anche perché ricordiamo che nelle ultime due stagioni è stata spesso messa sotto accusa, incassando ben 113 gol.
Danilo è la certezza, uno che è riuscito tra l’altro ad essere sempre presente. Dietro a lui il ritorno del Friulbrasiliano ha dato una certezza in più, visto he Neuton appariva grezzo per quel ruolo. Heurtaux è un’altra certezza, a meno che il mercato mancato non lasci strascichi. Alle sue spalle una scommessa, Wague, che ha fatto bene all’esordio l’anno scorso, poi però l’infortunio l’ha fatto scomparire. Deve rivalutarsi. Domizzi non è uno che garantisce continuità, ma la sua presenza è determinante a livello di spogliatoio, mentre Piris lo si conosce, ma va anche ricordato che avendo giocato ila Coppa America alla lunga può calare:
Inseriti in questo reparto anche i laterali: Ali Adnan è una scommessa tutta da vincere, Insua è arrivato solo perché col Genoa è saltato tutto all’ultimo minuto, Pasquale per ora è l’alternativa all’irachena: mentre l’italiano è più propenso alla fase difensiva, quest’ultimo è più offensivo, ma ad oggi entrambi sono carenti nell’altra fase.
Meglio sulla destra dove Widmer e Edenilson sembrano davvero due garanzie.

CENTROCAMPISTI – 7 Emmanuel Badu; 8 Bruno Fernandes; 16 Manuel Iturra; 19 Guilherme; 23 Marquinho; 33 Panagiotis Kone; 52 Alexander Merkel; 89 Ivan Piris; 95 Lucas Evangelista VOTO 5
E’ il reparto che meno convince: la partenza di Pinzi ha fatto scendere il voto di mezzo punto: il Capitano in pectore sappiamo tutti cosa poteva dare non solo nello spogliatoio, ma anche in campo come esperienza.
Il suo omologo Iturra è un’operazione di mercato che non si è ancora ben compresa: non è un giovane, non è di primo piano visto che anche a Granada non ha mai dimostrato di essere determinante. Insomma un buon gregario che ha scalzato Pinzi. Il quale, va detto, Colantuono l’ha provato quasi sempre come mezzala più che come regista arretrato, dove ha spesso utilizzato Merkel in allenamento: altra grossa incognita, che anche col Palermo ha denotato una grossa mancanza di personalità:
Come ‘volante’, però il ruolo sembra garantito per Guilherme, uno dei preferiti della società, non tanto dal pubblico che è memore di un campionato giocato da lumaca. Una scommessa da valutare dopo un infortunio tutto da comprendere come tempi di recupero.
Fernandes sembra cresciuto molto, ora serve continuità, quella che gli è sempre mancata fino ad oggi. Kone è l’anarchia al potere: tecnicamente uno dei migliori della rosa, ma tatticamente spesso indisciplinato.
Marquinho è tutto da scoprire, mentre Evangelista ha giocato troppo poco per essere giudicato ancora.

ATTACCANTI – 9 Duvan Zapata; 10 Antonio Di Natale; 18 Stipe Perica; 74 Rodrigo Aguirre; 77 Cyril Thereau VOTO 6.5
Anche qui un’operazione non proprio da Udinese: Duvan Zapata è un treno, ma è in prestito dal Napoli. Insomma se farà davvero bene se ne andrà ed in ogni caso rimane il dubbio di come affronterà mentalmente ala lunga questa avventura. Comunque un ottimo acquisto, ma molti si chiedono se a parità di valore non sarebbe stato meglio riportare a Udine Quagliarella, amatissimo dai tifosi. La risposta è che a gennaio Fabio sarebbe venuto di corsa, ma il club bianconero non ha voluto chiudere, a giugno ci ha provato, ma Cairo chiedeva troppo a quel punto.
DI Natale è Di Natale: ma per il capitano c’è la solita domanda delle ultime due stagioni. Il tempo passa per tutti, davvero riuscirà a batterlo anche questa volta, così come fa con gli avversari?
Thereau è un’ottima seconda punta, mentre Aguirre e Perica sono due belle scommesse, col croato che deve mangiarne di campo, però, prima di essere considerato completo.
Se tutto va come deve trenta gol in tre sono fattibili, ma la speranza è che almeno uno dei tre alfieri vada ben oltre la doppia cifra. per questo servirà qualità dietro, ecco che il centrocampo diventa l’ago della bilancia.

Voto complessivo? Un sei meno, insomma non di certo una bocciatura. nemmeno una promozione piena, ma meglio così altrimenti Pozzo, scaramantico, avrebbe toccato legno!

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