Udinese, la classifica si fa tremolante più che mai

Udinese, la classifica si fa tremolante più che mai

Rimane la classifica, non drammatica, ma seriamente preoccupante. L’Udinese mai come quest’anno non si capacita che rischia la B, forse un male necessario per ripartire. Ma sembra quasi che tutti vogliano far credere che anche il pari con i Viola sia frutto di una quasi rinascita. Mah.

di Redazione

Come previsto da molti il Bologna espugna San Siro. La squadra felsinea aveva un problema, l’ha risolto e ora, scommetteteci, inizierà a correre tanto che ad oggi è a due punti dall’Udinese, che si pompa per un pari interno con la Fiorentina che porta nientepopodimeno che a otto i punti conquistati in casa. Caspita!

Ma anche il Frosinone, statene certi, correrà, non sappiamo fin dove, ma di certo le punzecchiature di quel grande diplomatico che è De Laurentiis non hanno fatto altro che stimolare ancor di più i ciociari che a Udine, tra l’altro, hanno già strappato un primo punto e se guardiamo ad oggi la classifica degli scontro diretti l’Udinese ha perso con Empoli e Bologna e pareggiato in casa col Frosinone: non male vero?

Il pari con la Fiorentina viene contro una squadra che poteva segnare 3 gol, ma la bravura di Musso ha evitato il peggio, mentre dall’altra parte di tiri in porta veri se ne contano al massimo due, che per giocare tra le mura amiche significa avere qualche lievissimo problema offensivo, che di certo i tanti doppioni che Nicola si trova a gestire davanti non sono la soluzione.

L’Udinese manca di personalità, e forse anche in questo Nicola non è riuscito a dare un’impronta, ma non crocifiggetelo per favore: chi tra i suoi innumerevoli predecessori ci è riuscito? La sensazione è che giochino sempre gli stessi “raccomandati”, virgolette d’obbligo, ma di certo la formazione non appare meritocratica, altrimenti in tempi come questi, come fece De Canio, si farebbero scelte ben più drastiche anche a livello di modulo, che poi coinvolge anche la mente.

Ora ci sarà Il Toro, poi il Chievo, poi la sosta forzata dovuta alla semifinale di Coppa Italia della Lazio, quindi la sfida che vale una stagione col Bologna e la Juve. Insomma, qui si gioca il campionato dell’Udinese che a 19 punti non riesce nemmeno ad avere come prospettiva quota quaranta se continua così.

Il punto è che di cambiamenti non se ne intravedono e il capro espiatorio potrebbe diventare proprio Nicola, non tanto per demeriti suoi, anche se non ha portato nulla di che in squadra, ma perché al club serve far trasmettere il messaggio che mentre loro spendono (?!) qualcuno non arriva a far rendere la rosa, che come detto per i più un crisantemo.

La curva Nord a fine gara ha gridato “dov’è il progetto”, ma si sveglia oggi? Da cinque anni oramai l’Udinese nevica a vista, con la fortuna di avere sempre chi è riuscito nell’intento di fare peggio. Ma il Carpi, il Crotone o il Frosinone di anni fa oggi non ci sono e anche il Chievo non è una squadra doma. Insomma se non si inizia a lottare, ma senza pensare a chiudersi per “primo non prendere” non si andrà lontano. Il compito più arduo sarà trovare personalità, ma questa squadra imbottita di doppioni non ne ha e difficilmente troverà continuità di gioco con i continui cambi che andremo a vedere, che serviranno ad accontentare chi ha accettato Udine, ma che di fatto scontenteranno tutti.

Anche il doppio cambio in avanti con la Fiorentina con Okaka e Lasagna negli ultimi minuti è parso tardivo e comunque illogico, al di là delle conoscenze che si possono avere dalla panchina e che in tribuna non ci sono.

Rimane la classifica, non drammatica, ma seriamente preoccupante. L’Udinese mai come quest’anno non si capacita che rischia la B, forse un male necessario per ripartire. Ma sembra quasi che tutti vogliano far credere che anche il pari con i Viola sia frutto di una quasi rinascita. Mah.

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