Udinese, la media gol più bassa dal 1993

Udinese, la media gol più bassa dal 1993

Dopo la sconfitta di Parma sono scattate le accuse, le prese di posizioni. In molti hanno puntato l’indice verso l’allenatore, che – come tutti – in Emilia ha fatto i suoi errori. Ma un dato significativo è da sottolineare in questa stagione: l’Udinese dal 1993 non aveva mai segnato così poco (allora davanti c’erano Carnevale, Borgonovo, Delvecchio e Branca e come mister Fedele), una media di 1,23 reti a partita, mai così male dunque dal ritorno in Serie A.

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I dati stagione per stagione. Fonte Calciozz
Le cause sono evidentemente strutturali, perché la squadra è figlia di alcuni errori abbastanza importanti nati in fase di mercato a luglio. In primo luogo la ha faticato a venire fuori la manovra, trovata prima di Parma nelle precedenti quattro gare grazie all’innesto in mediana del ritrovato Pinzi e con lo spostamento di Guilherme (uno degli acquisti meno incisivi) come mezzala. La pochezza della mediana fa scattare subito rimpianti e domande: la prima è perché mai si è rinunciato a un  giocatore come Aranguiz oggi addirittura voluto fortemente da Arsene Wenger per il suo Arsenal? L’Udinese lo aveva acquistato nel gennaio 2014, ma poi quando l’ha dovuto dare in prestito perché in Italia sarebbe stato extracomunitario, l’ha sistemato all’Internazionale Porto Alegre garantendo ai brasiliani l’opzione d’acquisto. Un autogol abbastanza clamoroso per una società da sempre ‘spietata’ sul mercato. Gli errori di valutazione si sono spostati sull’attacco, tante volte definito da Stramaccioni ‘troppo corto‘. Per tutto il girone d’andata, con  Muriel con la testa altrove e con parecchi infortuni, il tecnico ha dovuto reinventare un ruolo a Geijo, non ha mai davvero potuto costruire una squadra a più punte (vedi fragilità del centrocampo come causa), e soprattutto in estate non ha mai visto sostituire Lopez passato al Verona con un’operazione economicamente magistrale, ma sportivamente rischiosa. A gennaio sono arrivati i giovani Perica (buon esordio a Genova, ma deve crescere ovviamente) e Aguirre, il quale a Empoli non trovava spazio così come a Udine. Di Natale e Thereau in due hanno garantito (per fortuna) 19 reti, la metà dell’intera squadra. Il capitano però non è riuscito a fare i miracoli come negli scorsi anni, il francese non è mai arrivato nemmeno in doppia cifra prima. Si è puntato, quindi, ancora sui trequartisti come doveva fare anche Guidolin, con la differenza che la squadra data al tecnico di Castelfranco aveva individualità come Pereyra per quel ruolo. Insomma, l’Udinese di oggi è figlia di errori, da parte di tutti: per questo puntare l’indice non serve, così come serve altresì pensare davvero a come rimediare in estate se si vuole alzare l’asticella.   ©Mu

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