Udinese, la grande scommessa

Udinese, la grande scommessa

L’Udinese sembra voler commettere ancora su gran parte della rosa che ha deluso negli ultimi anni. La ‘pulizia’ sembra essere stata fatta altrove, con la certezza che molti giocatori hanno ancora molto da dire. E con il mercato straniero sempre in primo piano

L’Udinese a un mese esatto dall’inizio della nuova stagione sembra aver intrapreso una strada ben precisa, illustrata del resto anche da Gino Pozzo nell’intervista rilasciata a Il Gazzettino: «Il Sudamerica tornerà a essere il nostro bacino – annuncia Pozzo – e abbiamo già buoni riscontri. Anche l’Africa viene monitorata attentamente. Dobbiamo dare una rinfrescata  perché le ultime sono state annate troppo pesanti. Ci servono nuovi giocatori con entusiasmo. Credo però che ci siano ottime qualità non espresse anche in questa rosa».

Insomma si riparte più o meno da quanto visto negli ultimi anni, con tanti stranieri tutti da scoprire. Ma si ripartirà anche da quei giocatori che non si sono ancora espressi al meglio a Udine. La sensazione è che ci sia ancora tanta fiducia nelle scelte fatte sulla rosa, meno su altri ruoli, tanto che a ‘pagare‘ fino ad oggi sono stati solo Gigi De Canio (mancata conferma dopo una salvezza non scontata) e il diesse Giaretta (uomo di campo che ha lavorato in uno spogliatoio esplosivo).
La squadra quindi non dovrebbe subite mutamenti radicali. In difesa Wague va valorizzato, Samir è la scommessa, Felipe la certezza; in mediana si punta ancora su Widmer e Adnan sulle fasce (lo svizzero è molto richiesto, se dovesse partire spazio a Foulqueir), mentre come centrali Badu rimane la certezza, Hallfredsson (o forse Valdifiori) l’altra mezzala, mentre a dirigere le operazioni ci saranno a turno Lodi, Guilherme e il giovane Balic; in avanti infine la novità sarà probabilmente El Arabi (con Zapata partente), mentre la scommessa è certamente Hamdi. Che dovranno agire accanto a Thereau, Matos e Perica.

A questi si dovrebbero aggiungere alcuni giovani che obbligatoriamente serviranno in rosa, ma non prime donne che facciano i capricci. Si crede dunque nella qualità che c’era, quella che è sempre stata difesa a spada tratta dai vertici.

Il tutto in mano a un ds come Nereo Bonato, uno che ha lavorato in provincia e ne conosce le dinamiche, e a un allenatore come Iachini. «È il profilo adatto per il ritorno al passato di cui parlavo. Ha grandi ambizioni e soprattutto sa lavorare con un tipo di squadra giovane ma con qualità. Lo abbiamo scelto per questo motivo e non deluderà le aspettative», ha detto ancora Pozzo.

L’Udinese tra trenta giorni ripartirà da qui, con molte cessioni tra gli esuberi (circa una trentina i prestiti di rientro), qualche innesto e poco altro. La scommessa è servita, ma questa volta non si potrà sbagliare.

 

 

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