Udinese, le critiche è meglio non leggerle o sentirle

Udinese, le critiche è meglio non leggerle o sentirle

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Che i problemi dell’Udinese non fossero stati cancellati in un colpo solo con la grande impresa di San Siro lo sapevamo tutti ma di riuscire a perdere in casa contro un Verona in crisi in pochi lo avrebbero immaginato, nemmeno il più pessimista dei tifosi sarebbe arrivato a tanto. 

Invece è successo il patatrac. Il Verona passa a Udine per 2-1 rilanciandosi in campionato mentre per l’Udinese di Stramaccioni ricompaiono paure e vecchi difetti che sembravano essere stati superati.

La splendida rete del solito Totò Di Natale sembrava aver incanalato il match nel migliore dei modi per i bianconeri, ma come succede spesso l’Udinese si fa infilare a pochissimi istanti dall’intervallo e la rete del buon vecchio Toni ha ridato morale e fiducia ad un Verona che sembrava sul punto di crollare. Subire poi il gol del sorpasso al primo minuto del secondo tempo è stata una autentica mazzata per i bianconeri che non sono stati in grado di imbastire una reazione lucida e concreta. Tanto nervosismo, poca lucidità, l’Udinese ci ha provato in tutti i modi ma con scarsa efficacia e poca concretezza. Il risultato di parità sarebbe stato più giusto giudicando quello che le due squadre hanno mostrato sul campo. Match sicuramente non spettacolare, tanti errori da una parte e dall’altra, nervi a fior di pelle nel finale con un Verona che è riuscito a far sua la partita grazie a tanta grinta e poco altro.

L’Udinese stavolta ha deluso, non ha saputo confermarsi sui livelli espressi nel grandioso secondo tempo di San Siro, ha fallito una ghiotta occasione per fare quel salto di qualità che un po’ tutti si attendevano. Sconfitta pesante, non tanto sul piano del risultato ma perchè una gara come questa l’Udinese a questo punto della stagione non avrebbe dovuto assolutamente perderla, anche un pari sarebbe stato utile per raggiungere una certa continuità di risultati, ma perdere così è preoccupante e fa male. Chiaramente serve equilibrio, l’Udinese non poteva essere diventata una squadra di fenomeni prima, non può essere diventata una squadra di brocchi adesso, certo è che però con questi alti e bassi è difficile capire il reale valore dei bianconeri e dove possano realmente arrivare.

Ci sono degli elementi che non si sono ancora inseriti nei meccanismi della squadra, vedi Guilherme ancora troppo timido in un ruolo dove serve personalità e spigliatezza o vedi Konè che non ha fatto ancora vedere di cosa sia capace. Qualche altro elemento forse per la giovane età o per altri motivi non garantisce quella costanza di rendimento che servirebbe in una squadra ambiziosa come l’Udinese. Se pure l’ottimo Karnezis comincia a perdere qualche colpo qualche motivo per essere preoccupati c’è, eccome.

Difesa a tre, difesa a quattro, una punta, due punte, insomma tanti dubbi, poche certezze da affrontare in ogni caso con 21 punti in classifica, bottino assai rassicurante ma da non prendere come alibi. Stramaccioni con le sue mosse contro l’Inter era stato determinante, nel match contro il Verona le ha provate tutte inserendo Thereau, Evangelista e Konè nel finale per cercare di recuperare una partita nella quale pure la buona sorte non ha aiutato i bianconeri, tutto inutile. Stavolta nemmeno Thereau è riuscito ad incidere, facendosi inghiottire dalla confusione generale del momento.

Ora c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare, le critiche è meglio non leggerle o sentirle, c’è una Sampdoria da affrontare, Samp che sta disputando finora un grande campionato. Per portare a casa un risultato positivo servirà l’Udinese ammirata nel secondo tempo di Milano, e speriamo basti.

©Mondoudinese

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