Udinese, ma cosa combini? E dalla Curva Nord parte la contestazione

Udinese, ma cosa combini? E dalla Curva Nord parte la contestazione

Chiamati al riscatto, i bianconeri finiscono per soccombere davanti ai propri tifosi per 1-2 contro un modesto Sassuolo. La rete di Fofana non basta

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Punto e a capo. Doveva essere la partita della svolta, si è trasformata nella partita della vergogna. Ancora uno stop, e questa volta davvero doloroso, per l’Udinese di Massimo Oddo, sconfitta in casa da un modesto Sassuolo per 1-2 nell’anticipo di questo pomeriggio allo stadio Friuli. E se l’autogol di Ali Adnan può essere archiviato come una delle grandi s…fortune di questa stagione, il raddoppio di Stefano Sensi e, soprattutto, la prestazione incolore dei friulani sono segnali molto inquietanti. Un film già visto nel recente passato (vedi la stagione 2014-2015), dove l’Udinese si è fermata troppo presto. Dov’è finita la squadra che nel mese di dicembre ha piegato in sequenza Crotone, Benevento, Inter, Hellas e Bologna? L’assenza di Kevin Lasagna non può giustificare una simile involuzione. Non ci sono alibi, ma solo rimpianti. E adesso la Curva Nord è di nuovo in fermento, come testimoniano i cori levatisi dopo il gol di Sensi e dopo il triplice fischio di Abisso. Già, è proprio lì che si è cacciata – da sola – l’Udinese.

CRONACA. Partita abbastanza vivace in avvio con il Sassuolo proiettato in un paio di circostanze nella metà campo bianconera. Al decimo però è l’Udinese a farsi vedere dalle parti di Consigli con Fofana, servito da De Paul. Chiude Acerbi. Al 13′ ci prova Maxi Lopez con un colpo di tacco, ma è bravo il portiere ex Atalanta a intervenire evitando che il pallone varchi la linea di porta. L’azione però sarebbe stata in tutti i casi annullata per un fallo dell’argentino ai danni di Dall’Orco ravvisato dal direttore di gara. I bianconeri mantengono il possesso palla, ma non creano mai reali pericoli alla formazione emiliana. I tentativi degli ospiti sono tutti dalla grande distanza, ma senza dare l’impressione di avere le idee molto chiare. Al 40′ dopo un batti e ribatti in area neroverde, De Paul riceve palla e dal limite lascia partire un destro a giro che finisce alto sopra la traversa. Al 42′ il Sassuolo passa in vantaggio: corner battuto dalla sinistra e Adnan, nel tentativo di liberare l’area, devia involontariamente il pallone nella propria porta (0-1). Piovono fischi al Friuli. Ma da due minuti dopo Fofana intercetta un pallone a metà campo, si accentra e lascia partire un destro a giro che si infila sotto la traversa per l’1-1. L’arbitro Abisso, però, prima di convalidare la rete, decide di consultare il Var per un presunto fallo di Samir su Mazzitelli. Fallo che non c’è e dunque il gol viene convalidato. Nella ripresa, dopo dieci minuti piuttosto anonimi, Oddo effettua il primo cambio del match: fuori Fofana, dentro Barak. Il Sassuolo conquista due corner e una punizione nell’arco di pochi minuti: da segnalare il rasoterra di Acerbi dalla distanza, bloccato a terra da Bizzarri al 19′. Al 25′ Oddo richiama Maxi Lopez e inserisce Perica. Al 30′ il Sassuolo torna avanti: da un ipotetico contropiede dell’Udinese, riparte la formazione di Iachini con Jankto che perde un pallone nel mezzo e Politano che raggiunge il fondo e mette in mezzo per Sensi. Il centrocampista neroverde sfugge al controllo di Widmer e insacca (1-2). Al 35′ si registra un doppio: Oddo toglie un esterno, Widmer, e inserisce un centrocampista, Balic, mentre Iachini richiama Adjapong per Rogerio. Proprio il neo-entrato Balic ci prova con una conclusione tagliante dalla distanza, che Consigli para. Al 41′ entra Cassata per Mazzitelli. Ed è ancora il Sassuolo a rendersi pericoloso con Politano, mentre Barak che riparte in contropiede tieni troppo il pallone e finisce per commettere fallo invece di servire Perica. Al 44′ anche Iachini esaurisce i cambi inserendo Mangnanelli per Politano. Nel finale, Jankto dà l’illusione del gol, ma il pallone finisce sull’esterno della rete. Al triplice fischio di Abisso, si alza la voce della Curva Nord. Che non risparmia nessuno.

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