Udinese, Nicola non pensa a grossi cambi col Chievo

Udinese, Nicola non pensa a grossi cambi col Chievo

Complice lo stato di Behrami e l’impossibilità di usare alcuni elementi, ecco che la gara chiave contro il Chievo non dovrebbe portare grosse novità di formazione. A meno che non si passi a un logico 4-4-2 che però creerebbe qualche problema in spogliatoio…

di Redazione

Il mercato di gennaio, Okaka a parte, non ha regalato a Nicola alternative da proporre, questa è la verità non troppo nascosta che emerge, senza contare che i vari  Sandro, Wilmot e Zeegelaar, sono solo doppioni di Behrami (acciaccato e in dubbio col Chievo), De Maio (squalificato dopo lo sciagurato doppio cartellino giallo di Torino) e l’inamovibile D’Alessandro, forse una delle migliori novelle di questa stagione disgraziata. Insomma, non appelliamoci agli assenti anche se col Chievo visti i problemi avrebbero potuto servire, numericamente più che qualitativamente visto che nessuno sulla carta appare superiore a chi c’era già, per cui la tesi che in questo crisantemo chiamato rosa ci siano troppi doppioni dive non serve (vedi attacco) e pochi dove serve è più che lecito esprimerla a chiare lettere.

Fatto sta che Nicola si ritrova a dover per forza o per ragione, chissà, a dover giocare anche con i clivensi col 3-5-2. In attacco il solito, ambiguo, indisciplinato, De Paul per forza di cose avrà assieme ad Okaka. L’ex Watford che a Londra non giocava, è venuto qui proprio per rivalutarsi alla faccia di Pussetto (a cui manca il fiuto del gol) e Lasagna, oramai depresso dal destino crudele he lo ha visto prima imprescindibile, poi addirittura capitano, ora giocatore da ultimi minuti. Valle a capire tu certe scelte. Ma attenzione perché in mediana tutto gira attorno a Behrami: mercoledì è atteso l’esito della risonanza magnetica che diagnosticherà se potrà giocare o meno. Certo la sua presenza sarebbe utile, altrimenti De Paul dovrebbe agire di nuovo come improbabile mezzala, con il rivalutato Pussetto accanto a Okaka, praticamente la squadra vista col Torino con Mandragora e Fofana a completare i centrali e Larsen con D’Alessandro rispettivamente sulle fasce destra e sinistra.

Sandro, il sostituto naturale dello svizzero, è  alle prese con la riabilitazione personalizzata perché è arrivato a Udine con i postumi della lesione muscolare al polpaccio rimediata a inizio gennaio col Genoa. Le ultime notizie da radio infermeria dicono che fino marzo inoltrato non potrà esserci. Bell’acquisto: complimenti per i complimenti, visto che incautamente (la cartella clinica dell’ex Genoa era nota) si è deciso di privarsi di Balic e Pontisso, quando almeno uno dei due oggi poteva risultare utile eccome. Ancora complimenti per i complimenti.

Nicola a essere onesti ha provato in mediana pure Ben Wilmot, l’under 20 inglese panchina del Watford. Ma non sembra in grado di reggere l’urto col calcio italiano, almeno oggi, almeno non nell’immediato col Chievo. Ipotesi di reato quindi, più che ipotesi tattica.

Inutile pensare a un 4-4-2 con Marvin Zeegelaar (pure lui grande panchina al Watford) dietro a D’Alessandro, con Ter Avest dietro a Larsen sulla corsia opposta. Troppo logica la soluzione, ma anche troppo rischiosa visti gli equilibri di spogliatoio. Mai dire mai comunque e onestamente più fattibile di quel 4-3-3 auspicato da qualcuno.

Per cui dietro ancora Neutynk, Ekong e Opoku, insomma la banda del buco con 31 gol alle spalle. Si diceva che Nicola aveva messo a posto la retroguardia, ma rimane anche il fatto che i bianconeri prendono gol a dir poco insusuali (vedi il triplice errore col Toro), mentre sono sempre  il peggior attacco della massima serie con 18 gol (solo Il Frosinone ha fatto peggio a 17) non avendo gente che imposta e con il difetto cronico di avere sempre pochi giocatori ad accompagnare la fase offensiva, e su questo il tecnico ex Crotone non è immune da colpe, visto che la parvenza è che ambisca prima a non prenderle che a darle. Serve equilibrio si dice oggi giorno, ma l’Udinese sembra esserne priva, ma col Chievo non solo è necessario, è urgente trovarlo. Lasciare ai colpi dei singoli lo sbroglio della matassa sarebbe come cercare di vincere alle slot con sole tre puntate. Possibile, ma di certo anche difficile.

Ad oggi questa la situazione. A breve ulteriori aggiornamenti senza pensare a grosse novità però.

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