Udinese, Nicola (per ora) non rischia. Pradè: “dobbiamo riportare l’Udinese in Europa”

Udinese, Nicola (per ora) non rischia. Pradè: “dobbiamo riportare l’Udinese in Europa”

“Le cose vanno analizzate con attenzione, nell’ultimo mese abbiamo pareggiato contro il Frosinone, il calcio di rigore che non mi fa dormire, a Ferrara non abbiamo concesso niente, con il Cagliari abbiamo fatto bene, contro il Parma eccessiva foga, la partita totalmente sbagliata è stata quella di Genova anche se non ci ha giocato niente a favore.”

di Redazione

Il tanto annunciato (e mica tanto temuto) ritiro inizierà in un albergo cittadino da giovedì sera, poi tutto dipenderà da quanto l’Udinese farò con la Fiorentina. In caso di risultato negativo altro soggiorno obbligato nel lussuoso hotel, altrimenti tutto tornerà normale, o quasi.

L’Udinese intanto si è ritrovata lunedì pomeriggio al Bruseschi per la ripresa degli allenamenti. Dopo una prima parte in palestra, poi i soliti torelli, partitelle ed esercitazioni con attenzione alla velocità, alla precisione e la rapidità nei passaggi. Non ha preso parte alla seduta con i compagni Valon Behrami, che ha svolto il consueto programma individuale: rimane il punto di domanda sui rapporti con Nicola dopo la sostituzione di Genova ( Aveva già chiesto il cambio per risentimento al polpaccio, l’allenatore ha pensato perchè devo rischiare e ha pensato al cambio, Behrami voleva provare, sappiamo che è generoso, è un ragazzo che dà tanto, il rischio era quello di fargli ancora più male, ha intanto affermato Pradè cercando di chiudere le polemiche). Lasagna ha lavorato prima in gruppo, poi con un preparatore a parte e rimane in dubbio. Ancora solo terapie e palestra per Barak (sempre vicino a una cessione alla Lazio, am con la Fiorentina che preme), mentre si è rivisto in campo Teodorczyk. Assente  Machis, oramai ceduto in Spagna.

Intanto tra mini contestazioni e classifica, inutile che non ci si chieda se il futuro di Nicola sia certo. La società per ora esprime fiducia, o meglio non si esprime sull’argomento in maniera diretta, ma è ovvio che il destino di un allenatore sia legato ai risultati. Certo è che ili terzo cambio in panchina sarebbe un ulteriore fallimento, anche perché il tecnico, come i predecessori, può poco in un contesto come quello di Udine dove i problemi stanno dalla fonte alla foce. E poi di sostituti disposti a prendere in mano una patata bollente ce ne sarebbero pochi, ma all’estero ci sono le solite carte usate recentemente… Pradè interviene affermando che “non ha perso spirito, fa più chilometri lui che un calciatore, è un grande lavoratore. Forse squadra costruita per Velazquez? Ci sta, noi con questa squadra abbiamo giocato in tutti i moduli, oggi trovare una giustificazione a quello che non abbiamo fatto non c’è. Stiamo lavorando sulla reazione di questa squadra“. Insomma, le solite frasi che in “calcesesignificano tutto e niente, perché* come detto sono i risultati a contare.

Intanto Pradè, direttore dell’area tecnica, getta acqua sul fuco, come ovvio che sia: “Rappresento l’Udinese, la famiglia Pozzo, siamo dispiaciuti – afferma alla tv del club – , è un momento che pensavamo di aver passato, ci ritroviamo nei problemi, ci ritroviamo a dover ritrovare compattezza per uscire da questo momento. Sono qui per rispondere a tutti, gli infortuni ci hanno penalizzato, molti giocatori si sono infortunati, non ci sono giustificazioni, diciamo che la sosta non ci ha aiutatoLa partita col Parma l’abbiamo persa per un episodio, forse potevamo aspettare di più ad aggredire la gara, la partita di Genova c’è stato un calcio di rigore inesistente che ha cambiato tutto.

Le cose vanno analizzate con attenzione, nell’ultimo mese abbiamo pareggiato contro il Frosinone, il calcio di rigore che non mi fa dormire, a Ferrara non abbiamo concesso niente, con il Cagliari abbiamo fatto bene, contro il Parma eccessiva foga, la partita totalmente sbagliata è stata quella di Genova anche se non ci ha giocato niente a favore.

De Paul? Non c’è niente, sta con noi, ci sta bene. Non c’è nulla di mercato che lo stia disturbando. Si ci sono interessi ma adesso a noi non interessa. Adesso dobbiamo recuperare i giocatori che abbiamo. Vedo Empoli e Genoa e penso che noi siamo superiori a queste squadre. A Genova stavamo facendo la nostra gara poi l’episodio del rigore ha cambiato le cose. Barak? Sta lavorando intensamente, una previsione di rientro non c’è, sta lavorando intensamente ma non posso dire i giorni di recupero“.

Poi sul gruppo che appare troppo eterogeneo dall’esterno e anche non del tutto compatto assicura che  “è sano, serio, le cose vanno a meraviglia, il tecnico è molto attento ai comportamenti, il gruppo è sano ma adesso deve darci qualche cosa“. Sarà, am i problemi di oggi appaiono gli stessi degli ultimi anni. “Mancano leader? Ci stavo pensando ma noi i leader li abbiamo, Behrami, Ekong, Nuytinck, ragazzi che hanno lo spirito giusto, ci danno molto nello spogliatoio“. Ma forse mancano leader italiani, quelli che antepongono il simbolo sulla maglia al nome che sta dietro, anche se questa è solo un’impressione…

Intanto tiene banco anche il mercato. Barak sembra sul piede di partenza, ma anche De Paul o addirittura Lasagna potrebbero fare le valigie se arrivano offerte vere. L’Udinese non vuole scambi ma soldi, ma di certo troppi doppioni in rosa (che qualche malevolo chiama crisantemo dopo gli ultimi risultati). “Stiamo cercando un centrocampista, prenderne uno tanto per prendere non vale la pena, speriamo rientri Badu, stiamo vedendo cosa ci offre il mercato. Ci serviva una punta e un difensore e li abbiamo fatti, noi lavoriamo. Sognare è la cosa più bella del mondo, col lavoro vorremmo portare i sogni ai tifosi, noi ce la metteremo tutta, dobbiamo riportare l’Udinese in Europa. In attacco siamo a posto. Non spetta a me parlare di tattica, noi siamo contentissimi del lavoro di Nicola, è un grande lavoratore che risponde alle esigenze della nostra società, siamo convinti che ci tirerà fuoriCapisco la frustrazione dei tifosi. Ribadisco che siamo a posto con la coscienza, noi siamo attenti dalla prima all’ultima cosa, poi ci possono stare sbagli tecnici, gli infortuni e gli episodi non ci sono stati a favore. Se la squadra avesse tutti gli infortunati non starebbe lì in classifica.”.

 

Questa la situazione, per adesso anche cambi di modulo sembrano azzardato anche se Nicola sembra pensarci: ma come fa una squadra così molle a supportare De Paul dietro a due punte? e come si fa a tenere fuori sempre qualcuno per raccontare un altro, che dall’esterno sembra giocare più per grazia ricevuta che per meritocrazia? Qui stanno le risposte alla crisi, poi serve compattezza dai vertici fino ai bassifondi, e su questo permangono dubbi, almeno dall’esterno.

 

 

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