Udinese, nulla di nuovo all’orizzonte

Udinese, nulla di nuovo all’orizzonte

La società, altresì è convinta che battere il Genoa sabato, poi l’Empoli, il Frosinone, il Cagliari e magari strappare qualche pareggio tra Lazio, Roma, Milan e Inter possa portare una salvezza che farà rinfacciare a tutti i “gufi” quanto si sbagliavano.

di Redazione
News Udinese, Tudor festeggia 41 anni.

C’è curiosità, insomma, diciamo che c’è una certa ricerca di pettegolezzo, nell’Udinese che creerà mister Lord nonché grande Re Tudor, che di britannico ha il nome (e forse per questo load simpatia dirigenziale, Brexit permettendo), ma è croato puro sangue.

La sua Udinese dice che sarà lottatrice: ci mancherebbe. anche la Juve che ha già vinto il campionato a Marzo è lottatrice, ma è anche tecnica. L’Udinese di tecnico ha quello in panchina, che in cinque anni  ha vito cambiare ben dieci (d-i-e-c-i), confermando con i fatti che quello che una volta chiamavano amabilmente amichevolmente “Progetto”, oggi è al massimo uno “schizzo”k, e non si facciano battute ambigue su quello he chi scrive non desidera.

Ora arriva, anzi ritorna, o forse (ri)arriva appunto Tudor che ripartirà dal 3-5-2. What else direbbe George Clooney se parlasse del caffè. Invece qui si parla di calcio ma la dose di caffeina presente nelle vene bianconere rende tutti i tIfosi al quanto nervosi. Ancora non comprendono il cambio con Nicola, che non avrà dato molto alla squadra, ma di certo Tudor l’anno passato è stato allontanato perché ha dato ancora meno.

Poi il passato da juventino non lo aiuterà da queste parti, c’è poco da fare: i Friulani sono brava gente e tifosi inimitabili oltre che corretti, ma le antipatie genetiche sono parte dell’essere tifoso. A meno di miracoli che non vediamo all’orizzonte.

La società, altresì è convinta che battere il Genoa sabato, poi l’Empoli, il Frosinone, il Cagliari e magari strappare qualche pareggio tra Lazio, Roma, Milan e Inter possa portare una salvezza che farà rinfacciare a tutti i “gufi” quanto si sbagliavano.

Ma tra il dire e il fare… Così col Genoa ci si attende poco o nulla di nuovo. De Paul, che ha giocato titolare con l’Argentina, ma a Udine rimane un ibrido che no si capisce ancora che ruolo deve coprire (non lo capì a suo tempo nemmeno Tudor I), sarà parte fondamentale magari  punta dietro Lasagna che appare (rimarchiamo il verbo), favorito su Okaka (quello che s’incazza se non gioca) e Pussetto (quello che ha fatto vedere le cose migliori da seconda punta.

Poi? Il solito Larsen e Zaagleral sulle fasce, forse Sandro contro la sua ex squadra davanti alla difesa, sperando dio non rivedere gli errori che hanno regalato due gol al Napoli. Quindi Mandragora (mister 20 milioni!) e Fofana, con Behrami ancora a riposo forzato per recuperare la forma migliore. E quando tornerà anche lui? “La sana concorrenza è il primo viatico per arrivare a grandi risultati” ci ha detto un dirigente che non vogliamo nominare per il suo bene, previa serie di “vaffa” da parte dei miti e mansueti tifosi udinesi.

In difesa De Maio, Ekopng e Opoku sembrano oggi i favoriti. Nulla di nuovo dunque. Se non la classifica che si è rifatta pericolante e anche un apri con i rossoblu sarebbe da considerare sconfitta, con i tifosi che saranno miti,m,a come si dice anche le formiche nel loro piccolo s’incaìzzanp. E fischi e i soliti “vaffa” verso società,  squadra e tifosi sono nell’aria. Anche lo sciopero ventilato non è ancora da escludere, ma forse si darà alò beneficio del dubbio prima di agire. Do certo le invocazioni di essere uniti sembrano un po’ dispotiche. Perché la maglia verrà prima di tutti, ma tra molti tifosi serpeggia un tale malumore che anche la serie B non è più vista come un inferno. Meditate gente, meditate, diceva Arbore in un famoso spot di birra decenni fa. Meditate società, meditate.

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