Udinese, operazione restauro, non rivoluzione

Udinese, operazione restauro, non rivoluzione

A salvezza ottenuta l’Udinese deve iniziare a pensare al futuro: ma senza rivoluzioni, piuttosto con un restauro – anche profondo – che possa aggiustare una rosa che va anche ringiovanita

Una cosa è certa: si deve smettere di partire sempre da ‘anni zero‘ o ancora peggio 0,1 e decimali vari. L’Udinese deve iniziare a costruire qualcosa di duraturo per riempire lo Stadio Friuli di vera passione.

Abbiamo visto durante Italia-Spagna quanto questo impianto pieno possa dare qualcosa in più a chi è in campo. Parzialmente l’Udinese ne ha beneficiato con la Lazio e con il Verona quest’anno, ma paradossalmente i bianconeri in casa hanno faticato più che in trasferta. Arrivati a otto giornate dalla fine è da pensare però solo alla salvezza, non alla cornice. Mentre per il prossimo anno serve davvero che il club si renda conto che costruire una squadra all’altezza da queste parti, con questo giallo da esibire al mondo, può portare solo benefici.

Non ci deve però essere una rivoluzione. Qualche salone già ne parla, invece c’è da ristrutturare. Fa bene Pozzo a ribadire che a fine stagione si deve parlare con l’allenatore (possibile che possa essere ancora De Canio) per valutare assieme cosa serve. Si partirà dall’idea di gioco che si vuole proporre e si deve organizzare la squadra di conseguenza. Ricordando che saranno 25 gli elementi da portare, con i giovani del vivaio che dovranno essere presenti obbligatoriamente, si può già pensare a una rosa che può fare bene.

PORTIERI Scuffet ritorna dal prestito, Karnezis ha fatto bene quest’anno e potrebbe andare via, poi Meret, Perisan, Romo, Brkic che rientrerà pure lui dal prestito. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta per formare il terzetto giusto.

DIFENSORI Heurtaux difficilmente rimarrà per il quinto anno, Wague, Danilo, Felipe e Samir sono il futuro. Con Coppolaro e un altro paio di giovani da proporre anche questo reparto non necessita di molte cose.

CENTROCAMPO Widmer andrà via, Badu pure, Lodi ha il contratto in scadenza. E’ questo  il reparto che necessiterà di maggiori attenzioni. Hallfredsson, Kuzmanovic, Balic, Armero, Edenilson sono i punti di partenza, ma servirà un laterale destro e uno sinistro che sappiano essere valide alternative. Faraoni potrebbe rientrare, mentre a sinistra c’è da valutare la situazione. In casa ci sono poi i rientri di Jankto, Verre e quest’anno si è sottovalutato Iñiguez. Pontisso potrebbe essere l’altro giovane del vivaio aggregato definitivamente in prima squadra. Poi c’è il solito nome di Behrami del Watford che circola ancora: vuole tornare in Italia, a gennaio non s’è fatto nulla, potrebbe esse il tassello mancante.

ATTACCO Thereau, Zapata, Matos, Perica rimarranno, ma servirà una punta da 15 gol sulla carta per fare la differenza. Piace tanto Gabbiadini, chissà che col Napoli non se ne parli già domenica prossima (De Laurentiis vuole fortemente Zielinski). Sarà ancora una volta la punta l’argomento del mercato, anche in virtù dell’eredità di Di Natale da raccogliere,  non si potrà sbagliare scelta. Intanto è stato messo sotto contratto Hamdi, ma il tunisino sembra più destinato al Granada.

Discorsi che potranno però essere affrontati solo a salvezza ottenuta: missione possibile, ma non c’è nulla di scontato in questo campionato.

 

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