Udinese, operazione (ri)valorizzazione

Udinese, operazione (ri)valorizzazione

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Giampaolo Pozzo, durante la presentazione della campagna abbonamenti, ha fatto intendere soprattutto una cosa: in questa stagione serve valorizzare assolutamente quei giocatori che nelle ultime due annate, per un motivo o l’altro, non sono riusciti ad esprimersi a dovere. Il suo concetto è chiaro: come mai – ha osservato – quando giocavano nei loro paesi erano campioni, mentre a Udine no?

La domanda può avere molteplici risposte, non ultima che il divario tra la Serie A ed altri campionati minori non è proprio insignificante. Insomma non tutti quelli che sono bravi in Sudamerica, possono essere tali anche in Friuli.

Ma chi sono questi giocatori su cui puntare?

Guilherme – Il primo della lista è il brasiliano costato quasi 5 milioni nell’estate del 2014, che con Stramaccioni ha ottenuto 36 presenze, ma anche una media voto di 5,4 (tra i quotidiani specializzati). I tifosi bianconeri l’hanno bollato come bidone, considerandolo troppo lento per la massima serie. Strama l’ha utilizzato sia mezzala, sia davanti alla difesa, sia dietro le punte, ma lui non ha mai convinto. Questa stagione o è riscatto o è declino definitivo.

Widmer — Due anni fa con Francesco Guidolin alla guida è stato utilizzato col contagocce, mentre si è preso il posto da titolare sulla destra con Stramaccioni. Ricordando che lo svizzero ha appena 20 anni, lo scorso campionato è partito bene, ma alla fine si è ammosciato, ottenendo una media voto complessiva di 5,9, tanto che i molti estimatori si sono via via assottigliati, svalutando molto la richiesta di 8 milioni base che l’Udinese aveva fatto per lui.

Aguirre – Nella sua prima stagione da professionista, nell’annata 2011-2012, ha giocato 9 partite in massima serie uruguaiana con il Liverpool Montevideo. In totale ha segnato diciassette reti, sedici in campionato e uno in Coppa Sudamericana, prima di essere acquistato dall’Udinese per quattro milioni di euro nell’aprile del 2014. Non trovando spazi in Friuli, viene ceduto in prestito all’Empoli, dove colleziona una presenza fino a gennaio, quando l’Udinese lo richiama. Non convince però Stramaccioni, che lo utilizza col contagocce. Ha anche giocato, però, sette partite nel mondiale under-17 del 2011, disputando nello stesso anno anche il sudamericano under-17. Insomma non è uno sconosciuto.

Nico Lopez – Ancora è incerto se rimarrà o meno, l’Udinese pare intenzionata a cederlo in prestito. Se rimanesse, però, deve riscattare una stagione a Verona, sponda Hellas, dove ha collezionato 24 presenze e 5 reti, ma anche una media di 5.9. E’ stato però uno dei migliori giovani al sub20 di due anni fa con il suo Uruguay, insomma un giovane sul quale in molti avrebbero scommesso, non solo l’Udinese. Oggi non è così, ma un giocatore a 21 anni non può sempre avere un rendimento elevato.

Bruno Fernandes – La delusione per non essere stato convocato con la nazionale portoghese u21 per i recenti europei in repubblica Ceca è stata tanta, quanto quella di una stagione a dir poco in ombra. Ventiquattro presenze e 4 reti nel primo anno con Guidolin, la nomina di miglior giovane di quell’annata, non ha saputo ripetersi con Stramaccioni collezionando sì 20 presenze e 3 reti, ma con una media vogo complessiva di 5,8. Molti osservatori hanno addebitato al suo carattere introverso l’involuzione, altri all’inadeguatezza al sapersi adattare a nuovi schemi. Qualunque sia il motivo, ora è giunto il momento della verità. Da trequartista tutti lo conoscono, ma molti lo indicano come possibile novità a metà campo, da regista arretrato, quel ruolo che tanto manca all’Udinese da molti anni.

Kone – Il greco dal tocco di velluto non è un titolo di un film, anche se esteticamente potrebbe fare anche l’attore a Hollywood. Lui, però,  non vuole essere solo una comparsa a Udine, visto che l’anno passato è stato accolto come un acquisto di punta,una cosiddetta certezza. Durante l’anno anche lui ha faticato come tutta la squadra. Utilizzato da trequartista, ma anche ala sinistra, deve riscattarsi tornando ai livelli mostrati a Bologna, altrimenti anche per lui il soprannome di meteora non sarà azzardato.

I giovani – Non solo giocatori da rivalutare, ma anche da valorizzare completamente. Sempre dando per incerto il fatto che rimangano ancora, sono parecchi gli elementi della rosa che devono ancora esplodere. Davide Faraoni, stellina dell’Inter tre stagioni fa, non ha mai trovato la consacrazione. Udinese, Watford, poi Perugia in B (dove lo volevano tenere dopo una stagione da protagonista), ora è di nuovo Udine. Il laterale destro può dire la sua, specie nel 4-4-2 che però Colantuono non pare sia intenzionato a utilizzare. Stipe Perica, scuola Chelsea, l’anno passato ha mostrato ottime qualità tecniche, velocità e fisico. Purtroppo è mancata la mira sotto rete e per un’attaccante non è un dettaglio. Se aggiusta la mira può essere un’altra delle scommesse vinte dai Pozzo.
Infine i primavera Simone Pontisso e Davide Coppolaro anche grazie alle nuove regole che impongono un tetto in rosa di giovani provenienti dalle giovanili, potrebbero trovare una chance per dimostrare che anche nel vivaio si può diventare grandi.

Insomma prima di acquistare la società pare intenzionata a valutare (o rivalutare) tutti questi giocatori: se ci riuscirà avrà fatto bingo, ovvero a spesa zero si ritroverà di nuovo giocatori che faranno mercato l’anno prossimo.

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