Udinese, primo non prenderle

Udinese, primo non prenderle

In casa Udinese si vive alla giornata ben sapendo che i sette punti di vantaggio sul Bologna già domenica potrebbero tornare ad assottigliarsi. Vedremo. Per questo Nicola pensa a non prenderle con di fatto un 5-3-2 più che un 3-5-2.

di Redazione

Il piano per fare punti allo Stadium contro la Juve? Facile: chiudersi a riccio, marcare stretto, ripartire e sperare nelle giocate di qualche bianconero. Ricetta semplice, di quelle di una volta, quelle che piacevano tanto a Nereo Rocco. Facili da fare, facili da applicare anche per gli inesperti, più difficili da far assaporare, ma questo è un altro discorso.

Difatti l’Udinese targata Nicola, al di là dei (pochi) punti ottenuti, anche se in linea con i 37 che basteranno per la salvezza, ha mostrato fin qui poco gioco, poche idee, poche novità usando sempre gli stessi interpreti alcuni dei quali già ampiamente descritti per qualità, ma soprattutto per difetti (leggasi De Paul e Fofana).

Proprio i due sopra citati a Torino torneranno protagonisti assieme. Oddio, esclamerà qualche malevolo tifoso, che va dietro ai giornali che offendono la società con le loro critiche, dopo anni di promesse e di campionati mediocri. Che ingenuoni! Chiudiamo parentesi. Ora: a Torino è facile prevedere che l’Udinese si arrocchi dietro come due torri, due cavalli e due alfieri mossi solo  proteggere la Regina. L’ìha già fatto, lo rifarà. Poi qualche diagonale (degli alfieri, Larsen e Zaagelar, poca cosa), qualche intuizione dei cavalli (di razza pochi, anzi nessuno), e le torri (Okaka e De Paul appunto, per un attacco di certo non esaltante). Siamo troppo pessimisti? I numeri dicono questo in fondo. Pochi gol segnati, tanti subiti, poco possesso palla, pochi fraseggi, poche azioni manovrate, poche percussioni sulle fasce, insomma poco per essere squadra da classifica migliore. Anzi, l’Udinese deve dire come ogni anno negli ultimi anni, un Grazie con la G maiuscola a chi riesce a fare peggio E ringraziare la sua Lega Calcio perché non riforma il campionato riportandolo a 18 squadre, evitando così i materassi e una classifica spezzettata.

Dive la Juve ha già tra vinto il titolo già a settembre, ma in Europa è l’ultima rimasta almeno finché non recupero i due gol di svantaggio accumulati a Madrid sponda Atletico. Proprio questo fattore potrebbe distrarre i bianconeri non originali, nati in rosa e poi diventati come i Friulani.  Ma la mentalità della Juve c’è e lo si sente nelle parole di Chiellini: “Vincere aiuta a vincere”. Anche se è solo la partitella in famiglia nell’allenamento, tutto serve a caricare l’ambiente della Juventus, in vista della notte di Champions del 12 marzo. Specialmente se l’incitamento arriva da Giorgio Chiellini. Sul Instagram il capitano bianconero ha pubblicato una foto sul campo del centro d’allenamento della Continassa: lui esulta in ginocchio ai piedi della sua squadra, con Bernardeschi, Rugani, Perin. Il post ha raccolto in poco tempo centinaia di commenti che rivelano come il popolo juventino sia diviso tra la convinzione di riuscire nella remuntada e lo spettro di un’altra cocente delusione in Champions. “Martedì – scrive un tifoso – non sarete soli in campo ma ci saremo tutti, lì accanto a voi, per cambiare la storia e zittire tutti i falsi juventini”. Prima dell’Atletico ci sarà l’anticipo di campionato contro l’Udinese, venerdì sera, nel quale la Juventus giocherà la 200/a partita all’Allianz Stadium, con un bilancio finora di 158 vittorie, 32 pareggi e 9 sconfitte.

In casa Udinese si vive alla giornata ben sapendo che i sette punti di vantaggio sul Bologna già domenica potrebbero tornare ad assottigliarsi. Vedremo. Per questo Nicola pensa a non prenderle con di fatto un 5-3-2 più che un 3-5-2. Ma i numeri sono tali, la squadra è altra cosa, anche se poi sarà la stessa vista con i Felsinei, con il solo Mandragora (squalificato) che verrà sostituito dal rientrante Fofana (eppure a qualcuno piace…) e con Sandro pronto all’esordio davanti alla difesa. Okaka sempre preferito a Lasagna, per il resto palla lunga  pedalare.

Ma la gambe c’è? questo è un altro quesito sul quale attendiamo risposte. All’Udinese il compito di smentire i criticoni che fomentano il tifo.

 

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