Udinese, prove tecniche di trasmissione

Udinese, prove tecniche di trasmissione

L’Udinese è questa. I gol in amichevole serviranno al morale dei qualcuno, ma la finalissima col Bologna va preparata a dovere soprattutto mentalmente, cosa che sembra molto difficile di questi tempi a Udine dove il terrore serpeggia e anche dove infortuni e polemiche non aiutano una squadra già di per sé mediocre.

di Redazione

Prove tecniche di trasmissione. Avete presente quando i vecchi televisori (ma anche qualcuno nuovo…) non vanno e, invece di chiamare un tecnico, si pasa subito a dare colpetti laterali all’apparecchio? Ecco, immaginate qualche tifoso dell’Udinese che, guardando la sua squadra in amichevole, ha dato qualche sberleffo alla colonna dell’arco della tribuna sperando di raddrizzare la propria squadra riportandola a un’immagine più degna. Poco serve come rimedio, e anche i gol fatti contro il famigerato NK Radomljie non possono che confermare che in vista del Bologna il buon e mite Nicola ha qualche problema di formazione.

Quella ostentata inizialmente è a dir poco estemporanea nel suo 3-5-2 sempre più marchio di fabbrica di questo club (incomprensibilmente, aggiungeremmo volentieri): Nicolas (spazio ai giovani); Opoku, Wilmot, De Maio (Difesa che potremmo vedere contro i felsinei, anche se c’è Nuytinck da considerare); Zeegelaar (a sinistra certo il suo impiego visto il ko di D’Alessandro), Mandragora, Ingelsson, Micin (prova senza gloria e senza demerito, in attesa di capire se Nicola al suo posto metterà Sandro oppure Wilmot), Pussetto; De Paul, Lasagna. Si è visto anche il 4-3-3 soprattutto in fase di possesso, ma o Pussetto o De Paul sono stati spesso costretti a rientrare tra le linee mediane.

Insomma nulla di nuovo all’orizzonte, pare di capire, almeno nell’undici iniziale e nel modo di interpretare la gara.. De Paul, orfano di Fofana agirà comunque da seconda punta e con lui il favorito sembra Lasagna che vuole provare di nuovo a convincere Mancini a convocarlo in Nazionale. E pensare che una volta non bastava essere titolari per giocare in Azzurro, serviva anche segnare….In mezzo i gorssi problemi con Behrami e D?Alessandro fuori e con Barak e Badu desaperacidos.. Per cui scelte obbligate che come visto portano a due soluzioni: se Sandro recupera agirà davanti alla difesa come faceva a Genova, con Mandragora e Ingelsson a completare l’organico, altrimenti ecco l’inglese Wilmot (che era nel mirino dell’Arsenal che incomprensibilmente si è fatta soffiare il giocatore dall’Udinese…).

L’Udinese è questa. I gol in amichevole serviranno al morale dei qualcuno, ma la finalissima col Bologna va preparata a dovere soprattutto mentalmente, cosa che sembra molto difficile di questi tempi a Udine dove il terrore serpeggia e anche dove infortuni e polemiche non aiutano una squadra già di per sé mediocre. Su questo Nicola dovrà lavorare, sulla testa oltre che sulla tecnica. Sperando anche di trovare soluzioni offensive valide perché sia sulle fasce, sia centralmente in media al’Udinese stenta. E se fatica in quella zona di conseguenza il resto viene meno in entrambe le fasi di gioco. Le amichevoli come sulla di sabato non possono di certo aiutare in questo.

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