Udinese-Red Bull: tutto quel che c’è da sapere

Udinese-Red Bull: tutto quel che c’è da sapere

Le fonti confermano una trattativa tra la Red Bull e i vertici dell’Udinese: da capire bene se per sponsorizzazioni, partnership o cessione totale del club. Intanto ecco tutto quel che c’è da sapere sul colosso austriaco, il suo avvento nello sport e nel calcio e cosa cambierebbe a Udine in caso di arrivo

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L’indiscrezione uscita a giugno di un possibile approdo della Red Bull come azionista o solo come sponsor all’Udinese ha subito acceso i tifosi: tra parecchie incertezze, molte paure,  qualche speranza il popolo bianconero si chiede cosa ci sia davvero sotto questa notizia. Che per adesso trova solo una smentita da parte di Gino Pozzo e la sorella, Magda, che tramite carta stampata hanno negato tutto. Ma si sa che dinanzi a una trattativa così delicata le smentite sono di rito. Lo erano anche per il Granada, poi ceduto effettivamente ai cinesi.

QUALCOSA SOTTO C’E’: una trattativa tra il colosso austriaco e il club bianconero esisterebbe. Le fonti lo confermano quasi quotidianamente e non c’è motivo di dubitarne. Ora dire se sarà solo per una sponsorizzazione, una partnership o per una vera e propria cessione è complicato, del resto la situazione è più che mai fluida anche per via della Brexit, che tocca da vicino il Watford di Pozzo. Per adesso i cambiamenti Oltremanica saranno pochi nel breve periodi, ma è chiaro che quando sarà ufficialmente un paese extracomunitario le ripercussioni sul calcio ci saranno. Questo aspetto potrebbe accelerare una cessione dell’Udinese, ma potrebbe anche rallentarla.  Stando alle indiscrezioni ci sarebbe stata un’offerta dei 90 milioni per il pacchetto di maggioranza dal parte della Red Bull, che avrebbe intensificato i contatti in questo periodo.

MA LA DACIA? Non ci sarebbero grossi problemi, essendo la Renault proprietaria del marchio partner proprio di Red Bull in F1. Insomma si giocherebbe in casa.

MA COS’E LA RED BULL? certo è difficile trovare chi non conosce il marchio della multinazionale austriaca. Un’azienda che fattura quasi 5.000 miliardi di Euro all’anno e che ha investito da sempre nell’immagine legata allo sport. Il colosso oltre a sponsorizzare sport estremi,  ha deciso di acquisire direttamente alcune società sportive in tutto il mondo e in più discipline sportive mentre, nel frattempo, il business si espande ai settori della comunicazione web e della telefonia mobile, dove Red Bull è presente come operatore in cinque paesi.
A Salisburgo, dove ha sede la compagnia, dal 2000 la squadra di hockey su ghiaccio è entrata nell’orbita dell’Energy Drink, vincendo, dal 2008 in poi, quattro titoli austriaci. Ma a Salisburgo il colosso è entrato di prepotenza nel calcio acquistando lo storico Austria Salisburgo nel 2005. Da allora successi sportivi inimmaginabili certamente, ma anche una rottura con i tifosi che hanno contribuito a creare una nuova società (chiamata Austria Salisburgo) salvata quest’anno dal fallimento grazie anche all’aiuto i tanti gruppi ultras (tra i quali la Nord dell’Udinese) solidali con loro.

L’ASTIO Ma perché questa frattura? Il modus operandi della multinazionale è stato sempre prepotente. La Red Bull acquisisce le società, ne cambia il marchio, ne cambia i colori sociali e tutte si chiamano col nome dello sponsor. In somma in nome del marketing si gioca con la tradizione e i sentimenti. In Austria, comunque, la presenza Red Bull è diventata, di anno in anno, sempre più invadente: in Serie B, la Eerste Liga, il Liefering è di proprietà della stessa Red Bull e serve da “Farm team” per l’FC Salzburg, mentre l’FC Salzburg II (ovvero la Red Bull II) è in Landesliga, il quarto gradino del calcio austriaco (tra l’altro, essa guida il campionato dopo un terzo della stagione).
Il tutto senza però mai ascoltare i tifosi.
L’espansionismo della multinazionale ha portato da qui ad acquisire altri  club. In Germania la Red Bull ha cambiato però strategia. Ha scelto di partire dal basso, di programmare una scalata pluriennale, in una città relegata ai margini del sistema calcistico nazionale nonostante il suo potenziale e, soprattutto, di non intaccare la storia dei due maggiori club cittadini. Qui la Red Bull si è dovuta scontrare con una serie di limitazioni del calcio tedesco, molto garantista nei confronti dei tifosi. Nel nome, nonostante il classico stemma uguale al logo della bibita, il club ha, ufficialmente, il nome RB Leipzig, che non vuol dire Red Bull, ma Rasen Ball (anche se il gioco di parole, pardon di lettere è evidente).
Questo perché è impossibile, a livello professionistico, inserire nomi identici ad altre squadre professionistiche mondiali, anche se le somiglianze tra le squadre di proprietà della Red Bull sono enormi nei simboli , nella politica e nei colori.

LA COLONIZZAZIONE  E GLI STADI del calcio va avanti. Il colosso arriva negli Stati Uniti,nel 2006, quando la Red Bull rileva la franchigia dei New York Metrostars, nata nel 1996, ed entra nella MLS (Major League Soccer). Nel 2007, parte il progetto Red Bull Brasile dove la Red Bull ha optato per il campionato Paulista.  Nel 2008, Red Bull sbarca in Africa, con la squadra omonima in Ghana (molti i rapporti anche dell’Udinese in questo Paese, ndr). Quindi nel  2009 la Red Bull acquisisce il SV Markranstädt, club tedesco militante in Oberliga, quinta serie in Germania.
In tutti questi paesi si gioca in uno stadio che si chiama  Red Bull Arena. Udine con il nuovo Friuli, stadio modello e gioiello, avrebbe già la sua ‘arena’.

NO AL CALCIO MODERNO L’avvento della Red Bull e del suo modo aggressivo anche nei confronti dei tifosi, li ha di fatto spaccati. I più tradizionalisti si sono allontanati, creando come visto in Austria squadre alternative. Non importa la categoria, importa la tradizione e il rispetto di essa. Altri, i più smaliziati, hanno iniziato a seguire sempre maggiormente i colori bianco rossi. La Red Bull nel mondo aumenta il fatturato sportivo di anno in anno, del resto gli investimenti ingenti hanno portato anche successi innegabili. Il punto focale è che i tifosi più fedeli alla tradizione sono pochi, mentre quelli che salgono sul carro in cambio di vittorie sono molti di più.
Ma non mancano le proteste, le contestazioni anche veementi.  All’url http://www.nein-zu-rb.de (“No alla RB”) si manifesta pienamente la campagna dei tifosi contro la Red Bull. Le tifoserie aderenti vanno dalla prima alla quarta serie del calcio tedesco, e le tifoserie fondatrici sono Karlsruhe, Kaiserslautern, Darmstadt, Braunschweig, Aue, Monaco, Aalen, Heidenheim, Sandhausen e Ingolstadt.
La pagina Facebook (https://www.facebook.com/neinzurb) va verso i 17.000 like e propone tutte le iniziative attuate negli stadi contro la Red Bull.

 

PERCHE’ UDINE E COSA ATTENDERCI SE ARRIVASSE? Ora ci si chiede se davvero è possibile che la Red Bull possa approdare in Friuli. In attesa di conferme ulteriori o di smentite decisamente più ufficiali, i tifosi dell’Udinese si chiedono cosa accadrà nel momento in cui i due tori sbarcassero in Friuli. Innanzi tutto il mercato cambierebbe notevolmente. La multinazionale vuole legare il suo marchio a club vincenti o comunque ambiziosi. Udine potrebbe garantire, grazie allo stadio nuovo e a mancanza di concorrenti in tutto il Nordest, un bacino d’utenza che potrebbe allargarsi anche a Slovenia, Croazia e la stessa Austria. Insomma un marchio da far valere a un pubblico che pur di vedere qualche campione da vicino sarebbe disposto anche ad accollarsi molti chilometri per arrivare in città.
Ma i tifosi dovrebbero attendersi anche un’omogeneità con gli altri club del Toro Rosso. I colori primari difficilmente cambierebbero, ma attendiamoci seconde e terze maglie decisamente richiamanti i colori sociali dell’azienda. Da usare magari anche più della prima maglia.
Sul simbolo ugualmente si troverà il modo di inserire i tori, magari ai margini della ‘V’ rovesciata di Udine. Sul nome difficile che possa chiamarsi solo Udinese, anche se come visto più squadre professionistiche non possono avere la stessa matrice.

Questa è la Red Bull. Queste le indiscrezioni che arrivano. Cime detto è inutile aggiungere altro, perché per adesso si parla appunto di indiscrezioni. Ben diversi i fatti raccontati relativi all’approdo degli austriaci negli altri club. Forse per farsi davvero un’idea basta solo avvicinarsi a loro per capire gli atti d’animo, i vantaggi e gli svantaggi.

(FONTI Facebook, Sportpeople per le notizie sulle altre squadre, Fonti primarie)

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